Il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto ha scritto al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, all’assessore all’Ambiente Laura Di Santo, al prefetto Demetrio Martino, all’ARPA Puglia (sia alla sede centrale che al dipartimento di Taranto) e al direttore dell’AReSS Lucia Bisceglia, in merito “aggiornamento indicazioni alla popolazione generale in occasione dei Wind Days. Revisione documento “Misure cautelative in occasione di possibili criticità dello stato di qualità dell’aria a Taranto”.
Come si ricorderà, la settimana scorsa scrivemmo di come il Comune a breve si appresta a rivedere l’ordinanza sui Wind Days. E’ quanto deciso in una riunione tecnica tenutasi lo scorso 28 luglio presso l’ufficio della Direzione Ambiente, Salute, Qualità della Vita, alla presenza dell’assessore
all’Ambiente Laura Di Santo e del funzionario comunale Fabio Benvenuti, dei rappresentanti di ARPA Puglia (tra cui il direttore del Dipartimento di Taranto Vittorio Esposito e il direttore scientifico Vincenzo Campanaro) e i tecnici dell’ASL di Taranto (tra cui il direttore del Dipartimento di Prevenzione Michele Conversano). La riunione seguiva il tavolo tecnico svoltosi lo scorso 6 maggio, in merito alla valutazione sulla permanenza o meno delle condizioni riportate nell’Ordinanza Sindacale n.1 del 24.01.2018 per ciò che concerne la chiusura dei plessi scolastici del quartiere Tamburi alle ore 12:30 nei giorni “wind day” e quanto in merito all’applicazione di altre misure sanitarie alla popolazione in generale.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/18/wind-days-il-comune-rivedra-lordinanza2/)
Al centro della riunione del 28 luglio, il documento redatto da ARPA Puglia sull’analisi statistica dei principali inquinanti durante gli eventi di wind day nel sessennio 2016-2021, che abbiamo pubblicato due giorni fa (oltre ad illustrare lo stato della qualità dell’aria a Taranto aggiornato al mese di giugno 2022, in particolare per quanto attiene i livelli di benzene, benzo(a)pirene e PM10). I cui risultati vengono citati anche nella nota dell’Asl di Taranto e a seguito dei quali “è emersa la necessità, peraltro condivisa in precedenza da ARPA Puglia e dall’Amministrazione Comunale, di aggiornare le valutazioni sanitarie e le conseguenti indicazioni per la popolazione generale in occasione di questi specifici eventi metereologici”.
Nel documento prodotto dal Dipartimento di Prevenzione della ASL Taranto nel 2015, “Misure cautelative in occasione di possibili criticità dello stato di qualità dell’aria a Taranto, sulla base dei dati ambientali di ARPA Puglia allora disponibili e nel rispetto del principio di massima precauzione, era stata prevista in sostanza la raccomandazione di “programmare eventuali attività sportive all’aperto nelle ore in cui i livelli di inquinamento sono inferiori, ovvero fra le ore12 e le 18” e di “arieggiare gli ambienti chiusi negli stessi orari“. A dimostrazione del fatto che la narrazione di questi anni, con i tarantini chiusi per 24 ore dentro casa era la solita esagerazione di chi per anni ha distribuito con la compiacenza o l’ignavia di tutti una visione della città e della situazione ambientale di Taranto, se possibile, ancora peggiore rispetto ad una realtà già di per sé profondamente negativa.
Le indicazioni di cui sopra poggiavano quelle raccomandazioni, dunque, il loro fondamento su due assunti principali, derivati sia dai dati storici di monitoraggio ambientale locale, sia dalla letteratura scientifica: che nel quartiere Tamburi durante i WD fosse probabile osservare valori di PM10 superiori a 50 µg/m3 (ovverosia un superamento del limite giornaliero previsto dal dog.155/2010) e che nella fascia oraria 12-18 i valori fossero inferiori che nel resto della giornata.
Le condizioni descritte dagli ultimi dati di Arpa Puglia, definiscono però per la ASL un quadro conoscitivo che in qualche modo sorpassa i presupposti alla base delle indicazioni del 2015. Il decremento del PM 10 osservato storicamente nella fascia oraria che va dalle 12 alle 18 interessa sostanzialmente i giorni ordinari e non i WD; ciò al netto di una sostanziale omologia di concentrazioni, che risulta indipendente dalle condizioni metereologiche e si attesta su valori annuali medi di PM10 comunque al di sotto dei 25 µg/m3 (valore soglia considerato per le “raccomandazioni di livello 1” nel doc mento ASL 2015) per le centraline Machiavelli e Archimede.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/16/in-6-anni-di-wind-day-meno-inquinamento/)
Restano comunque dei punti controversi, si legge nel documento della ASL. “La centralina di via Orsini, certamente quella più influenzata dalle ricadute di particolato di origine industriale, nei WD evidenzia alcune criticità da tenere in giusto conto; lo stesso avviene, per quanto attiene agli inquinanti gassosi, osservando l’aumentata diffusione del benzene nei WD, in un trend di generale aumento delle concentrazioni osservato nell’ultimo biennio, che desta oggettive preoccupazioni” si legge nel documento. Tali rilievi meriteranno sicuramente un ulteriore approfondimento, soprattutto in un’ottica più ampia di riduzione delle emissioni di tali inquinanti, ragione per cui, come emerso durante la riunione di fine luglio, l’ASL ritiene comunque “necessario il mantenimento degli obblighi previsti nei confronti dell’azienda ex ILVA in A.S. in relazione ai WD (D.G.R. 1944 del 2/10/2012) e delle azioni intraprese dall’Amministrazione Comunale sulle aree pubbliche per evitare la risospensione di polveri”. 
(leggi l’articolo sul benzene https://www.corriereditaranto.it/2022/08/22/il-benzene-resta-sotto-osservazione/)
Allo stesso tempo però, per l’ASL “non vi sono più, tuttavia, presupposti tali da motivare un intervento con specifiche indicazioni comportamentali nei confronti della popolazione generale, né tantomeno di quella scolastica. A supporto delle condizioni sopra esposte, infatti, va aggiunto che le campagne di monitoraggio effettuate da ARPA nelle scuole dei Tamburi non hanno fatto emergere moti vazioni ostative al regolare svolgimento delle attività scolastiche all’in terno degli edifici nei giorni di Wind Days“.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/02/01/1ventilazione-meccanica-il-prefetto-approva-i-collaudi2/)
D’altronde, in termini di considerazioni generali, per la ASL è comunque opportuno ricordare “che i livelli di particolato attualmente registrati nel quartiere Tamburi si sono ridotti nel tempo e risultano di gran lunga inferiori a quelli rilevati in numerosissimi contesti urbani in qualche modo paragonabili al capoluogo jonico per attività antropica. A tal proposito è significativo l’ultimo rapporto di Legambiente, che raccoglie in modo sinottico i dati 2021 delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale: questo evidenzia, infatti, come Taran to non sia tra le 31 città in cui non sono stati rispettati i parametri del d.lgs. 155/2010 relativi al PM10 e che a fronte di una media nazionale in cui è richiesto un taglio del 33% delle concentrazioni al fine di rientrare nei limiti raccomandati dall’OMS per questo inquinante, la città di Taranto si trova in una situazione comunque più favorevole, laddove la riduzione richiesta è inferiore rispetto al dato nazionale, attestandosi al 27% dei livellii attuali“.
Pertanto, alla luce di tali verifiche e delle successive considerazioni per la ASL “si ritiene che ricorrano le condizioni per revocare le raccomandazioni sanitarie nei confronti della popolazione. Ciononostante, in ragione della storica esposizione e del quadro ambientale composito tutt’ora in fase di studio e monitoraggio, che ha determinato peraltro un carico di malattia ampiamente documentato, si ritiene comunque che le indicazioni di qualità
dell’aria date dall’OMS rappresentino, soprattutto a Taranto, un obiettivo vincolante a cui legare con priorità assoluta un ulteriore potenziamento delle azioni di monitoraggio ambientale, nonché dei programmi di vigilanza sull’attività industriale e di tutela della salute a tutti i livelli“.
Adesso toccherà al Comune rivedere l’ordinanza: aspettiamo fiduciosi.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/30/22qualita-dellaria-2021-dati-buoni-e-criticita/)