Marco Falaschi, alzatore e capitano della rinnovata Gioiella Prisma Taranto, un mese circa dopo l’ultima intervista ci fa il punto della situazione sullo stato della preparazione in vista del campionato di Superlega italiana di volley che comincerà il 2 ottobre prossimo.

“Siamo abbastanza carichi di lavoro in questo periodo – afferma – però adesso stiamo cominciando a vedere la palla, iniziamo a saltare ed a provare qualcosa di schemi nel classico sei contro sei. Per le amichevoli diciamo che è ancora presto (primo allenamento congiunto il 10 settembre con il Castellana Grotte di A/2, ndc)”.

foto vanni caputo

Questa è la parte più pesante della stagione per voi giocatori e forse quella meno piacevole. . .

“E’ la parte che ti dà la benzina per il campionato, non dico la più importante ma certamente fondamentale, a maggior ragione per noi che abbiamo cambiato tanto.C’è da ricostruire un amalgama di squadra e di gioco, ci servono queste giornate lunghe e faticose proprio in tale direzione”.

Hai parlato di amalgama e dunque ti chiedo come procede l’inserimento dei più giovani?

“Tutto bene. Stare tante ore in palestra assieme in questo periodo favorisce la creazione del gruppo. Ci sono ragazzi molto giovani e magari ci vorrà un pochino di tempo in più per far comprendere l’approccio al metodo di lavoro di coach Di Pinto. Hanno l’entusiasmo, proprio della giovane età, di apprendere tutto ciò che gli viene detto. La cosa importante è che devono stare in palestra con le orecchie ben drizzate perché hanno bisogno di imparare tanto in un livello alto che richiede grande attenzione. Sono certo che arriveranno ad ottobre già belli e formati”.

In tema di nuovi arrivi, ci si attende parecchio dall’esperto Antonov. .

“Lui è uno che dà molta tranquillità e sicurezza in campo e dovrà ricoprire il ruolo che era di Randazzo, fornendo qualcosa in più nel fondamentale di battuta. Si sta impegnando molto per ritrovare la forma migliore, per riprendere a stare in campo con maggiore continuità rispetto agli ultimi anni”.

Lo schiacciatore canadese Loeppky, attualmente impegnato ai Mondiali, dovrà sostituire, invece, Joao Rafael che da buon brasiliano era uno fantasioso, in grado di accendere le partite ma anche di sparire di tanto in tanto dai match. .

“Sono due giocatori con caratteristiche differenti. Joao ci ha fatto vedere cose importanti in partite che contavano ma forse non era molto costante, a Loeppky verrà chiesta maggiore concretezza e costanza di rendimento. Non sarà semplice per lui ma viene da due buone stagioni nella Superlega italiana e speriamo si ripeta”.

A te, invece, cosa viene chiesto?

“Di fare quel che devo, ossia il palleggiatore, gestire una squadra, provare a fare come lo scorso anno se non qualcosina di più. Metterei la firma per terminare la stagione come la scorsa; non sarà semplice, ci siamo rinnovati, ci sarà da ricreare uno stile di gioco. Con una sola retrocessione il livello tecnico si è addirittura ulteriormente elevato. Ci sarà da lottare, combattere e fare risultato sin da subito.

Rispetto allo scorso anno, alle tue spalle avrai un palleggiatore già formato (Cottarelli, ndr). Questa opzione ti stimola a far meglio, ti dà maggior tranquillità in caso di un tuo eventuale calo di rendimento o cosa?

“Per come andata anno scorso non posso lamentarmi. Giocare tutte le partite non mi spaventa. Come tutti del resto, si fa il possibile per restare in campo (ride, ndr); se non ci sono problemi fisici o altro, la voglia di stare in camp c’è sempre.Cotta è un bravissimo ragazzo, ha fatto il suo percorso, è andato giustamente a giocare in A3 per migliorare la sua esperienza ed è tornato a disposizione della squadra; sicuramente la sua presenza ci aiuterà ad alzare il livello di allenamento”.

Chi vincerà lo scudetto quest’anno?

“Potrebbe essere la volta di Perugia.  La Lube ci sarà sempre ma ha cambiato molto, si è ringiovanita e sicuramente potrebbe incontrare qualche difficoltà in avvio di stagione. Vedo molto bene Piacenza, che ha speso molto nella sessione di mercato, e Trento”.

Il resto delle squadre come le vedi?

Modena un gradino sotto, Monza ha fatto un signor mercato e centrerà l’obiettivo play-off. Per il resto vedo squadre che potrebbero lottare sia per i play-off che per la salvezza, non c’è molta differenza di valori tecnici anche se gli addetti ai lavori vedono Taranto, Latina, Padova, Siena e Verona un gradino sotto le altre”.

Siena, tra l’altro tua ex squadra, potrebbe essere la rivelazione della stagione visto l’organico allestito da ripescata?

Ha fatto un mercato importante per il tempo in cui lo ha fatto; è stata fortunata a trovare alcune situazioni favorevoli tipo Mazzone, Petric e da ultimo il libero Bonami. Poi ha preso Pinali e Ricci, gente da nazionale. Il club ha speso parecchio per ingaggiare giocatori importanti, poi però è sempre il campo a far emergere i valori reali”.

Un ultima domanda, che pensi di Taranto città visto da osservatore esterno?

“Che sta provando a rinascere, anche con lo sport. Dico sempre che non e’ fatta solo di problemi, solo di Ilva e raffinerie ma anche di luoghi molto belli come il Museo Archeologico, recentemente visitato ma soprattutto è fatta da persone accoglienti che ti fanno star bene e questa è una cosa che spero i nuovi giocatori apprezzino presto, magari con un PalaMazzola gremito sin da subito, perché diventa fondamentale per star bene anche fuori dal campo”.

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