A distanza di ben nove mesi rispetto all’ultima riunione dello scorso 7 dicembre, tornerà a riunirsi in videoconferenza il Tavolo istituzionale permanente del CIS Taranto, presieduto dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna e dal dr. Paolo EspositoResponsabile Unico del Contratto (RUC), che ha il compito di coordinare la procedura nella fase di attuazione dei Cis, verificandone lo stato di avanzamento, il rispetto dei tempi e l’attivazione di misure di accelerazione. 

L’ordine del giorno prevede un’iniziale disamina sullo Stato di attuazione del CIS a cura del RUC dott. Esposito: durante la riunione dello scorso dicembre, lo stesso espose sulla due diligence effettuata di cui risultati furono approvati dal Cis. L’analisi evidenziò come dei 1.356 milioni che compongono la disponibilità finanziaria del CIS, il 52% è già investito in progetti in corso o conclusi, il 6% in avvio, mentre il 32% è riservato a interventi in fase di progettazione e il 6% per investimenti incagliati.

Piccola postilla: le risorse stanziate dal CIS Taranto, oltre un miliardo di euro, appartengono a decisioni politiche che vengono da lontano, in questo caso specifico nel 2015 durante il gorverno Renzi (anche se alcune misure risalgono al 2012, in particolar modo sul porto e sulle bonifiche che a loro volta traevano spunto da finanziamenti e progetti ideati anni ancora più addietro). Questo lo diciamo perché specie nel corso di questa folle campagna elettorale per le politiche del 25 settembre, in tanti stanno cercando, in maniera alquanto sgraziata, di accaparrarsi meriti del tutto inesistenti su quanto previsto nel e dal CIS, se non per rarissime eccezioni.

Successivamente ci sarà unaltra ‘informativa sempre a cura del Direttore dell’Agenzia per la Coesione Territoriale dott. Esposito sulle azioni finalizzate all’attuazione dell’art. 9 cc. 5-bis e 5-ter del decreto-legge del 27 gennaio 2022, n. 4, convertito dalla legge 28 marzo 2022 n. 25 in merito ai Giochi del Mediterraneo la cui ventesima edizione si terrà a Taranto a giugno 2026. La norma in questione è quella che ha assegnato a Taranto 150 milioni di euro in tre anni – 50 per anno a partire dal 2022 e sino al 2024 – per finanziare l’allestimento e la ristrutturazione dell’impiantistica sportiva destinata ad ospitare i Giochi del Mediterraneo. I soldi provengono dal Fondo Sviluppo e Coesione, mentre proprio a fine agosto ASSET, l’Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio, ha invitato i 19 Comuni che hanno aderito all’invito del Comitato organizzatore di Taranto 2026 di lavorare in squadra con la Regione Puglia e le Istituzioni statali per mantenere gli impegni assunti, predisponendo progetti di adeguamento infrastrutturale ma anche progetti di promozione turistica e culturale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/25/giochi-mediterraneo-2026-in-19-comuni/)

Dopo di che ci sarà un interessante passaggio sullo stato di attuazione degli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto a cura del Commissario Governativo Prefetto Martino. Sicuramente si parlerà della rinuncia al progetto di bonfica dei sedimenti del primo seno del Mar Piccolo portato avanti dall’ex commissario Vera Corbelli, sostituito da tre diverse iniziative di cui parleremo nei prossimi giorni. Così come si parlerà della bonfica dell’area PIP di Statte, il cui progetto è stato rivisto ed ancora incanalato all’interno della Conferenza dei Servizi ed ha fatto lievitare i costi di intervento da una stima iniziale di 39 milioni ad oltre 80 milioni di euro. Inoltre, si affronterà anche il tema proposto dallo stesso commissario Martino durante la riunione del 13 luglio 2021, ovvero quella di destinare i 14 milioni di euro non spesi sul Piano di Moniraggio Intergrato all’intervento di bonifica dell’area PIP di Statte. Proposta che ha ottenuto il parere favorevole del MiTE (che aveva stoppato il precedente progetto di bonifica) e del comune di Taranto e di tutto il tavolo istituzionale. L’ultima parola deve però arrivare dal RUP del CIS Taranto al termine dell’istruttoria su tutti gli interventi previsti iniziata lo scorso luglio e che sarà dunque terminata.

Poi sarà il turno del progetto di Riqualificazione dell’area ex torpedinere del Mar Piccolo, a cura del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Sergio Prete. In quest’area infatti c’è l’idea di far sorgere un centro per gli sport acquatici (che sarà realizzato attraverso le risorse destinate per i Giochi del Mediterraneo 20206), la realizzazione di un’area ad uso turistico (leggi approdo yacht) ed infine il Centro multimediale di cultura del mare, in sostituzione – per decisione degli stessi proponenti – della precedente proposta di un “Acquario Green”. 1,5 milioni sono stati destinati che alla redazione di uno studio di fattibilità per la riqualificazione della Banchina Torpediniere, che a quattordici anni dalla sua pressoché totale dismissione, nel 2020 tornava alla città, attraverso la gestione affidata all’Autorità Portuale. Lo studio di fattibilità è stato assegnato all’agenzia regionale Asset, che penserà un centro multimediale dotato delle più moderne tecnologie e orientato alla promozione del mare quale asset strategico di tutto il territorio ionico. Il soggetto attuatore e la Committente di tutto l’intervento per l’area della Banchina Torpediniere, resta l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio tramite il ministero dei Beni Culturali.

(leggi tutti gli articoli sulla banchina Torpediniere https://www.corriereditaranto.it/?s=banchina+torpediniere&submit=Go)

L’ordine del giorno prevede poi un’informativa sull’Accordo di Programma ex art. 252 bis del D.LGS 152/2006 inerente la bonifica e la reindustrializzazione dell’area ex yard Belleli a cura del Ministero per lo Sviluppo Economico. Proprio durante l’ultima riunione del CIS dello scorso 7 dicembre venne approvata la riprogrammazione delle risorse proposta dal ministro Mara Carfagna, in qualità di presidente. Grazie a questa decisione fu infatti possibile destinare 42,08 milioni di euro a diversi interventi. Si trattava dei fondi destinati al famoso Acquario Green, che nei piani del Governo Conte II (che ne aveva affidato la realizzazione tramite il Ministero dei Beni Culturali) e dell’allora sottosegretario e responsabile del Cis Taranto Mario Turco, doveva rappresentare uno dei principali poli di attrazione del territorio in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026 oltre a diventare anche un polo di ricerca, grazie alla collaborazione del CNR. In realtà, come appurato durante i lavori del Cis, questo progetto è stato più volte rimodulato dallo stesso proponente: dapprima come un vero e proprio acquario, per poi passare ad un acquario multimediale per poi cambiare ancora.

Dei 42 milioni riprogrammati, 14,2 milioni di euro sono andati ad integrare l’investimento volto all’insediamento del cantiere navale del Gruppo Ferretti nell’area ex Yard Belleli. Sono le risorse che come previsto dal contratto di sviluppo sottoscritto da Invitalia e dal gruppo imprenditoriale, lo Stato ha investito a fondo perduto per la realizzazione del progetto. Il 2 luglio il gruppo ha formalizzato la domanda di accesso al Contratto di Sviluppo.

Legata all’investimento è la bonifica dell’area in cui sorgerà il sito produttivo. Dovrebbe essere oramai prossima sottoscrizione dell’Accordo di
Programma Ambiente
 (ex art. 252 bis) in capo al ministero dello Sviluppo economico e al ministero della Transizione Ecologica. Ricordiamo che l’area è divisa in due lotti, il primo già bonificato: il progetto di bonifica per il secondo lotto è stato rivisto proprio in funzione delle esigenze del gruppo Ferretti. Proprio prima dell’estate, è stato sottoscritto l’accordo di programma che darà attuazione all’insediamento del gruppo Ferretti nell’area “ex yard Belleli”. Il documento ha in calce anche le firme di numerosi ministeri (Transizione ecologica, Sviluppo Economico, Infrastrutture e Mobilità sostenibili, Sud e Coesione territoriale), dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, di Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Invitalia e gruppo Ferretti ed è, formalmente, l’atto che ha avviato il complesso iter di realizzazione del progetto. Per il quale è stato previsto un investimento complessivo di 204,8 milioni di euro, dei quali 137,6 di finanziamento pubblico e 67,2 di Ferretti e che dovrebbe portare in dote all’incirca 200 posti di lavoro (di cui 100 previsti per il bacino degli ex TCT).

In merito al finanziamento pubblico, la Regione Puglia finanzia 13,4 milioni a valere su proprie risorse nonché per 28,1 milioni di euro a valere sull’anticipazione di FSC (Fondo Sviluppo e Coesione) che saranno disposte dal CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) in quota regionale su proposta del ministro per il Sud. Inoltre, lo stesso ministero su proposta del ministero dello Sviluppo economico ha deciso di finanziare altri 35 milioni di euro, a valere sul FSC (Fondo Sviluppo e Coesione) di competenza del MiSE, la misura del Contratto di Sviluppo richiesto dal gruppo Ferretti.

Legata all’investimento è la bonifica dell’area in cui sorgerà il sito produttivo. Dovrebbe essere oramai prossima sottoscrizione dell’Accordo di Programma Ambiente (ex art. 252 bis) in capo al ministero dello Sviluppo economico e al ministero della Transizione Ecologica. Ricordiamo che l’area è divisa in due lotti, il primo già bonificato: il progetto di bonifica per il secondo lotto è stato rivisto proprio in funzione delle esigenze del gruppo Ferretti.

(leggi gli articoli sul progetto del gruppo Ferretti https://www.corriereditaranto.it/?s=ferretti&submit=Go)

Infine è prevista un’informativa sulle attività di bonifica dell’area ex Cemerad, a cura del Commissario Straordinario Vera Corbelli. A tal proposito ricordiamo che lo scorso luglio si è finalmente sbloccato lo stallo in merito al completamento degli interventi di messa in sicurezza egestione dei rifiuti pericolosi e radioattivi siti nel deposito dell’area ex Cemerad nel territorio del Comune di Statte, in provincia di Taranto. Il 14 luglio il ministero della Transizione Ecologica (MiTE) ha emanato un provvedimento a firma del direttore generale Giuseppe Lo Presti, con il quale ha nominato il commissario straordinario la dott.ssa Vera Corbelli funzionario delegato (in sua sostituzione agirà l’ing.Gennaro Capasso) per la gestione della contabilità relativa alle attività in capo alla stessa Corbelli.

Di fatto la Corbelli potrà utilizzare i fondi stanziati con l’ultima legge di Bilancio 2021. L’articolo 143 ha infatti previsto “al fine di consentire il completamento degli interventi di messa in sicurezza e gestione dei rifiuti pericolosie radioattivi siti nel deposito dell’area ex Cemerad nel territorio del Comune di Statte, in provincia di Taranto, è autorizzata la spesa di 8,8 milioni di euro per l’anno 2022“. Risorse assolutamente necessarie per concludere il lavoro iniziato nel 2017. Motivo per il quale la Corbelli ha subito predisposto l’iter tecnico amministrativo. Risorse che serviranno anche a ripristinare la vigilanza armata h24 che è stata interrotta dal 14.12.2020.

Il provvedimento del ministero giunse due giorni dopo la missione della Commissione bicamerale d’inchiesta sulle Ecomafie, guidata dal Presidente Stefano Vignaroli, che partì proprio dall’ex Cemerad. Ad accogliere la commissione fu proprio il commissario straordinario la dott.ssa Vera Corbelli, con l’ing. Capasso, che illustrò la situazione in cui versa il capannone che preoccupa e non poco il commissario e il suo staff, visto che risulta essere pericolante in più parti. Problema non da poco, visto che all’interno del deposito sono ad oggi presenti ancora 3.074 fusti, tutti contenenti materiale radioattivo. Il trasferimento di quest’ultimi potrebbe avvenire nell’arco di 3-4 mesi, con i fusti che verrebbero prima trasferiti in un deposito nel milanese in Lombardia (Azienda Milano Mit), per poi essere smistati presso due siti diversi: il primo presso il deposito temporaneo Casaccia in provincia di Roma, il secondo in Slovacchia a Bohunice in collaborazione con l’azienda Javys (sito estero che però può ricevere i rifuti soltanto in una finestra temporale ben precisa ovvero nei primi mesi del 2023).

Al termine del trasferimento dei fusti, si procederà poi alla bonifica dei terreni sotto la supervisione dell’ISIN(Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione). La stessa ISIN ha chiesto alcune integrazioni al progetto della Corbelli: la prossima settimana potrebbero esserci maggiori dettagli in merito. Nella speranza che tutto possa concludersi presto e al meglio, in modo tale da chiudere definitivamente una pagina di inquinamento radioattivo aperta oramai da troppo tempo.

Staremo a vedere quali saranno le novità e gli aggiornamenti in merito agli argomenti su citati a distanza di nove mesi dall’ultima riunione.

(leggi tutti gli articoli sull’ex Cemerad https://www.corriereditaranto.it/?s=cemerad&submit=Go)

2 Responses

  1. Il ritorno del CIS è dovuto alla piena campagna elettorale quindi l ‘abbandono definitivo avverrà dopo. Il problema di fondo rimane il fatto di non aver blindato a mo’ di cronoprogramma fondi e opere; ancora più drammatico rimane l`assenza , da parte della politica locale, di non aver imposto una visione e dei progetti di reindustrializzazione alternativi ed ecocompatibile al vetusto sistema siderurgico.

  2. Il formidabile resoconto di Gianmario Leone diventa memoria storica per una cittadinanza sostanzialmente inerte e distratta. Che volete: la banda o i fuochi? Vogliamo i fuochi (d’artificio), perché la banda non la capiamo. BDM

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