Il presidio permanente organizzato dall’Unione Sindacale di Base giunto al quinto giorno (che ha ricevuto la solidarietà di Casartigiani), di fronte al varco 2 della raffineria Eni di Taranto, prosegue e andrà avanti fino a mercoledì 7 settembre, giorno in cui è previsto il confronto in Prefettura tra l’Eni, la società G&A e l’organizzazione sindacale. Circa 80 i camion parcheggiati lungo la strada consortile che collega le statali 100 e 106 jonica. Sono fermi dalle prime ore di giovedì 1 settembre, nonostante gli autotrasportatori abbiano sottolineato la propria disponibilità a coprire il servizio gratuitamente e con i propri mezzi, per evitare di far ricadere gli effetti negativi della protesta sulla cittadinanza. Si registra che in molte realtà della provincia di Taranto, ma anche nel capoluogo, non è più possibile fare rifornimento.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/05/sciopero-autotrasportatori-si-registra-qualche-disagio/)
Così Franco Rizzo, coordinatore provinciale Usb Taranto: “Proprio per evitare quello che sta accadendo, la categoria si era messa a disposizione per garantire il carburante negli impianti di distribuzione del territorio. Di fronte all’assenza di risposta, sembra chiaro che
questo atteggiamento miri ad alimentare frizioni e a mettere la cittadinanza contro i protagonisti della manifestazione. La strategia è quella che punta a dividere e a comandare. L’auspicio è che, nell’incontro di mercoledì, a prevalere sia il buonsenso ed il rispetto per i lavoratori di una terra, che ha accettato troppe volte un compromesso pesante. Questa vicenda dimostra che oggi, a fronte dei veleni che provengono dalla raffineria, non è contemplato neanche minimamente un riscontro dal punto di vista occupazionale. Oltre il danno, la beffa. Non possiamo accettarlo assolutamente, come non possiamo accettare che strategie sindacabili si pongano l’obiettivo di creare disagi e quindi disordini sociali”.
Nella giornata di sabato però, attraverso una nota la società di trasporti G e A del gruppo Gavio era intervenuta in merito alla protesta in corso davanti alla raffineria Eni di Taranto da parte degli autotrasportatori coordinati dall’Usb, che lamentano di essere stati esclusi dall’appalto. ““Fin dall’epoca del primo appalto Eni nell’area di Taranto, per creare valore sul territorio, G & A ha assunto autisti e dipendenti locali, che ancora oggi lavorano per la società a Taranto e ha affidato con continuità oltre il 50% dei trasporti Eni solo ad imprese tarantine, raggruppate nel consorzio CTCT(Consorzio Trasporti Carburanti Taranto). Da questo consorzio, per ragioni estranee a G & A, sono uscite le imprese oggi in agitazione” si leggeva nella nota.
G & A informava di aver “recentemente rinnovato il rapporto con il Consorzio Trasporti Carburanti Taranto in modo da confermare – si legge nella nota – anche nell’esecuzione dell’attuale contratto, rinnovato da Eni in quota parte a G&A a seguito gara aggiudicata il 20 luglio scorso, l’incarico dello svolgimento di almeno il 50% del trasporto“. Per quanto “G e A – conclude la società – possa comprendere la volontà di queste imprese di continuare a lavorare,ciò non può avvenire al di fuori del contratto di trasporto rinnovatole da Eni, nel cui ambito G e A, sempre a tutela e garanzia del territorio tarantino, ha formalizzato a Eni la prosecuzione della propria collaborazione con il Consorzio“. G e A in ogni caso “conferma la propria disponibilità al dialogo e auspica che nell’incontro del prossimo 7 settembre indetto dal Prefetto di Taranto le istanze degli autotrasportatori e degli altri partecipanti al tavolo possano trovare una sintesi positiva a beneficio di tutti gli operatori del trasporto tarantino”.
(leggi tutti gli articoli sulla protesta https://www.corriereditaranto.it/?s=eni&submit=Go)