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Quando la musica sorriderà, avrà gli occhi a mandorla. La riprova si è avuta mercoledì sera al teatro all’aperto di Villa Peripato per la tappa tarantina dei concerti dell’orchestra regionale dei conservatori pugliesi. Infatti sono stati una decina (sui venti complessivi) i cantanti di nazionalità cinese che hanno fatto mostra della loro bravura nelle arie d’opera in programma. Su tutti, il soprano (dal nome di difficile pronuncia e dalla bella presenza, che non guasta) cimentatosi nell’aria “E’ strano” dalla Traviata.
Per la cronaca, sono una cinquantina gli artisti di quella nazionalità (musicisti e cantanti) che frequentano il “Paisiello”, ben inseriti , fra l’altro,nella nostra città. Ma il più giovane di tutti, italiani e cinesi, almeno nell’entusiasmo, è apparso l’81enne direttore, il maestro Nicola Samale, dall’aspetto vagamente ‘toscanineggiante’. A lui, a termine della serata, oltre gli applausi del pubblico, sono andate le calorose e colorite acclamazioni degli orchestrali, a dimostrazione dell’ottima intesa raggiunta.
In apertura, il saluto del prof. Gabriele Maggi, direttore del conservatorio tarantino; del prof. Corrado Roselli, direttore del “Piccinni” di Bari; della prof.ssa Anna Cammalleri, a nome del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano; dell’assessore alla cultura del Comune, Fabiano Marti e del presidente del “Paisiello”, prof. Domenico Rana, il quale ha auspicato che l’orchestra, essendo emanazione di strutture universitarie, venga invitata a partecipare all’inaugurazione di ogni anno accademico.

Quindi, la bacchetta del maestro Samale si è levata per il “la” alla frizzante ouverture dell’”Italiana in Algeri” di Rossini. E’ poi toccato al duetto “Parigi o cara” dalla Traviata, in cui ha ben figurato Martina Ventrella, soprano tarantino come Miriam Lacarbonara, che ha successivamente eseguito, in francese, “S’apre per me il tuo cuor” da “Sansone e Dalila” di Saint Saens. Quindi i circa settanta orchestrali hanno deliziato la platea con il ben noto “Passo a sei” dal “Guglielmo Tell” di Rossini e con il delicato, nelle sue tinte sonore, “Intermezzo” dalla Fedora di Umberto Giordano; da sogno anche l’esecuzione del “Preludio” dal capolavoro del Cigno di Busseto: “Traviata”.
Il concerto è proseguito con veri ceselli vocali, quale il sestetto “Chi mi frena” dalla “Lucia di Lammermoor” di Donizetti, il popolarissimo “La donna è mobile” dal Rigoletto di Verdi (udita poi fischiettare dai retrostanti viali della “Peripato”), il duetto “Mira o Norma” dalla “Norma” di Bellini e, soprattutto, il quartetto “Bella figlia dell’amore” dal “Rigoletto”, che molti ricordano intonata ‘a cappella’ dai protagonisti del film “Amici miei” di Monicelli. Il gran finale è avvenuto sulle note della sinfonia verdiana da “La forza del destino”. E’ mancato il “bis”, ma non la foto di gruppo sul palcoscenico di tutti i protagonisti della serata.

Stasera, giovedì 8, ultimo concerto al teatro “Apollo” di Lecce. Con la speranza che l’”amen” a tale esperienza non sia definitivo.

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