È indubbiamente uno dei simboli della città, collegando i due mari e rendendo possibile quel passaggio di navi che così tanto identifica la nostra città (basti pensare solo al clamore suscitato dalla recente visita di nave Vespucci). Eppure, in pochissimi sanno cosa ci sia sotto la sua superficie. O meglio, finora si può dire che non lo sapesse quasi nessuno, perché per ragioni di sicurezza della navigazione nel canale navigabile è vietato immergersi.
Fino all’11 settembre, presso il Castello Aragonese (nella sala della biblioteca, a cui si accede dalla piazza d’armi) una mostra fotografica svela ciò che nessuno aveva mai visto finora. Grazie all’esperienza fotografica di Gianni Squitieri e alle conoscenze di biologia marina dell’IRSA-CNR (Talassografico) è stato possibile scoprire un’immensa varietà di specie che hanno colonizzato, in un secolo e mezzo, gli spalti del canale.

Le immersioni, come potrete sentire sotto nella video-intervista a Giovanni Fanelli e Gianni Squitieri, hanno riguardato per ora solo un lato del canale (quello sotto il Castello Aragonese), ma c’è già la volontà di ampliare ancora la ricerca.
