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Vito Primavera e Prisma Volley un sodalizio che prosegue sulla rotta Castellana Grotte (città natale del direttore generale)- Taranto, più volte percorsa anche solo in andata, spesso in ritorno.

Gli abbiamo chiesto le prime impressioni, dopo averla vista in palestra, sulla Gioiella Prisma Taranto edizione 2022/2023.

“Stiamo lavorando per tappe e dopo un iniziale lavoro fisico, in questi ultimi tempi coach Di Pinto sta lavorando molto sulla tecnica, sui fondamentali, sull’amalgama di squadra, su ritmi ed equilibri soprattutto nella difesa perché la nostra squadra, per caratteristiche, deve essere sempre combattiva in campo e ogni giocatore deve andare su tutti i palloni per cercare di farne cadere il meno possibile nella nostra metà campo e garantire una buona rigiocata. Quel che vedo in allenamento è abbastanza confortante, i giovani si impegnano al massimo, c’è molto agonismo ma poi il campo ci insegna che l’allenamento è una cosa e la partita un’altra”.

E ’una squadra, rispetto alla scorsa stagione, ulteriormente ringiovanita con atleti di prospettiva come si dice

“Abbiamo dei ragazzi che hanno voglia di emergere, di crescere, di confrontarsi con una realtà dura come la Superlega italiana. Rispetto alla scorsa stagione la nostra è una squadra più eclettica che ha perso qualcosa in esperienza e personalità garantita da gente come Sabbi, Joao Rafael e Randazzo).

Sicuramente all’inizio pagheremo dazio all’inesperienza di alcuni giocatori che devono acquisire il ritmo partita, non tanto dal punto di vista fisico, ma da quello mentale, dell’approccio, dell’abitudine a gestire la pressione e la tensione di una partita di Superlega”.

Su chi farete la corsa salvezza quest’anno?

“Non mi piace tanto giudicare le altre squadre anche perché poi ogni anno c’è chi parte per determinati obiettivi e poi si ritrova ad arrancare (Vibo Valentia scorsa stagione, ndc); tutti dicono che ad evitare l’unica retrocessione concorriamo noi, Padova e Cisterna.

Di sicuro il livello tecnico si è alzato ulteriormente se pensiamo che una new entry come Siena ha investito molti soldi per allestire un organico molto competitivo”.

Avrete un calendario iniziale in salita.

“Purtroppo il rischio di fare punti dopo alcune settimane è alto, incontriamo subito i Campioni d’Italia che speriamo di cogliere di sorpresa, poi andremo a Cisterna – dove come sappiamo bene che non è mai semplice giocare – alla terza giornata arriva Monza in casa, che a quanto pare ha fatto un ulteriore salto di qualità prendendo l’attuale palleggiatore della nazionale brasiliana, alla quarta andiamo a Verona, alla quinta giornata abbiamo Padova in casa e non possiamo certamente fallire. La scorsa stagione, invece, ci andò bene che alla seconda giocammo a Ravenna contro una squadra che ha dato punti a tutti.

Dobbiamo puntare subito sull’agonismo e sul ritmo sostenuto cosi come abbiamo visto sul finire della scorsa stagione anche se la nostra è una squadra rinnovata”.

Tu e Di Pinto costituite da tempo un binomio garanzia di risultati positivi; pensi che Taranto possa essere allenata solo da un coach come lui?

Abbiamo un gruppo di lavoro affiatato e vorrei sottolineare che possiamo contare, dal punto di vista organizzativo, sul valore in più rappresentato dal vice presidente Elisabetta Zelatore, punto di riferimento operativo essenziale per tutti. Vincenzo è uno dei migliori allenatori in Italia, tecnico tra i più preparati, una persona del sud, mossa dalla grande motivazione di far crescere realtà della sua terra e ciò rappresenta una marcia in più rispetto ad altri perché lui è direttamente coinvolto nella società e nel territorio.

Questa squadra è paragonabile a qualcuna di quelle che hai avuto in passato?

“In generale no ma ci sono dei giocatori che posso accostare a quelli di anni fa come ad esempio Stefani che mi ricorda il primo Vissotto o Falaschi che ha la stessa capacità di gestione della squadra di Brogioni. Ci manca forse uno schiacciatore ricevitore di ruolo come erano Vujevic, Herpe o Patriarca”.

Cambiamo decisamente argomento, il presidente della Lega Pro di calcio ha posto attenzione sulla questione nazionale del caro energia che si ripercuote anche sulle società sportive, che pensi a tal riguardo?

“Un argomento che occorre cominciare a prendere in considerazione perché’ poi alla voce costi ci ritroveremo con un aumento delle bollette ad esempio nelle case dove alloggiano gli atleti, in società o al palazzetto e palestra pesi”.

Immagino che al PalaMazzola la gestione dei consumi di luce e gas sia attentamente monitorata.

“Da questo punto di vista noi paghiamo un canone fisso che addirittura rispetto alla scorsa stagione è lievemente diminuito e non posso che sottolineare la grande disponibilità nei nostri confronti da parte dei gestori della struttura; tendenzialmente da parte nostra c’è tutta la collaborazione ad esempio ad evitare di accendere fonti luminose che non servono o a rispettare gli orari di accensione dell’impianto elettrico e questo inverno di riscaldamento; attendiamo i nuovi provvedimenti del governo prima di assumere determinati comportamenti”.

Chiudiamo con la notizia, recente, dell’avvio della campagna abbonamenti, valida finalmente per tutta la stagione, un segnale di ritorno alla normalità.

“Non possiamo che essere felici di ciò, e credo che anche i prezzi praticati dal club siano improntati all’ inclusività, vogliamo tanta gente al PalaMazzola perché il pubblico in casa ci ha sempre dato un apporto determinante”.

 

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