Si è tenuto presso la Cittadella delle Imprese un incontro dei rappresentanti delle associazioni datoriali e delle aziende del territorio con il Ministro per il Sud Mara Carfagna. Al centro dell’incontro tre temi: le Zone Economiche Speciali, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il Contratto Istituzionale di Sviluppo, di cui la stessa Carfagna è coordinatrice.
L’evento, organizzato dal commissario della Camera di Commercio Gianfranco Chiarelli, suona un po’ come un bilancio, a pochi giorni dalle elezioni, dell’attività del Ministero per il Sud e del Tavolo Istituzionale per Taranto, che si è riunito l’ultima volta proprio qualche giorno fa. Il clima che si respira nella sala è di grande soddisfazione generale per l’operato del Ministro. Tutti i rappresentanti delle associazioni datoriali fanno (direttamente o indirettamente) riferimento alla caduta del Governo Draghi come un episodio negativo e si spendono in auguri a Mara Carfagna per un incarico anche nel nuovo Governo.
Dal canto suo, il Ministro rivendica una serie di risultati ottenuti, in particolare su un aspetto spinoso come quello dei trasferimenti di fondi dallo Stato ai Comuni per l’erogazione di alcuni servizi essenziali: «abbiamo fatto una cosa che per certi versi è rivoluzionaria, perché se ne parla da vent’anni ma mai nessuno era riuscito a farlo. Abbiamo abolito il principio della spesa storica, cioè quel principio che aveva alimentato discriminazioni e disuguaglianze perché prevedeva che i trasferimenti statali, per esempio per gli asili nido, avvenissero non sulla base del reale fabbisogno del territorio, “quanti bambini devono frequentare gli asili nido”, ma sulla base di quanto il Comune aveva speso negli anni precedenti. Se il Comune aveva speso poco perché aveva pochi soldi, quel Comune continuava a ricevere poco, mentre se un Comune era ricco e aveva avuto tanti soldi continuava a ricevere tanto. Noi abbiamo abolito questo principio discriminatorio per dei settori che sono nevralgici per la qualità della vita dei cittadini meridionali, delle famiglie meridionali: gli asili nido, il trasporto scolastico degli studenti con disabilità e gli assistenti sociali. È un percorso graduale che si completerà nell’arco di cinque anni, ma soltanto quest’anno tutti i comuni della Puglia riceveranno 10 milioni di euro in più per garantire l’accesso al nido a 1300 bambini in più che altrimenti non l’avrebbero potuto frequentare. Questo vuol dire che la sola Taranto sarà destinataria quest’anno di 500.000 € in più per garantire il nido a 60 bambini che fino allo scorso anno non avrebbero potuto trovare posto negli asili nido e il comune di Taranto avrà 55.000 € in più per garantire il trasporto scolastico a 16 studenti con disabilità che fino all’anno scorso non avrebbero avuto diritto a questo servizio fondamentale».
Di tenore analogo la rivendicazione sulle procedure per i progetti incardinati nei contratti istituzionali di sviluppo: «Io stessa ho voluto estendere ai contratti istituzionali di sviluppo le procedure semplificate che sono previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e questa è una garanzia di rapidità e di tempestività nella realizzazione degli interventi».
Altra rivendicazione, l’insediamento, grazie al lavoro del CIS Taranto, del gruppo Ferretti, con l’accordo di programma siglato a luglio scorso. Un percorso in continuità con il precedente governo e con la precedente gestione del CIS Taranto, che avviarono quell’interlocuzione e misero le firme sui primi impegni reciproci.
Non è mancata nemmeno l’occasione per il Ministro Carfagna, che come noto si candida alla Camera come capolista in tutti i collegi pugliesi, per ribadire il posizionamento politico proprio e della lista Azione-Italia Viva: «Per me il mondo dell’impresa è un mondo che ha bisogno di sostegno da parte del mondo della politica. Non troverete mai in me, nel mio mondo e nel mio partito una cultura anti imprenditoriale. Assolutamente no, la mia tradizione dice tutt’altro cioè. Io non sono tra quelli che pensano che la ricchezza si distribuisca, la ricchezza si produce e a produrre è chi fa impresa rischiando ogni giorno sulla propria pelle».