Il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) ha depositato alla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Taranto due esposti-denuncia per evidenziare le situazioni di criticità che riguardano il carcere di Taranto dove al sovraffollamento di detenuti fa da contraltare una carenza di organico della Polizia penitenziaria.

L’iniziativa era stata annunciata a fine agosto, dopo l’ennesimo episodio di violenza quando un detenuto di circa 40 anni di origini calabresi, ergastolano per duplice omicidio ed altri gravi reati commessi in carcere, con problemi di carattere psichiatrici, aveva sfondato la porta di ingresso della cucina dove si preparano i pasti per la popolazione detenuta, alla ricerca dei coltelli che avrebbe voluto utilizzare contro gli altri detenuti ed il personale di polizia penitenziaria. Per fortuna i coltelli erano chiusi in un altro armadio blindato, e ciò consentì, con l’arrivo di altri poliziotti, di bloccare il detenuto e riportarlo nella propria stanza.

Un esposto, precisa in una nota Federico Pilagatti della segreteria nazionale, è stato presentato contro i ministri della Giustizia e i vertici del Dap a partire dal 2017 ad oggi, e l’altro contro l’Asl di Taranto e i vertici regionali della sanità per grave carenza di assistenza ai detenuti.

“Gli agenti sono sottoposti a carichi di lavoro massacranti triplicati in questi ultimi anni in violazione di leggi e accordi sindacali. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria si è sempre mostrato sordo alle legittime rimostranze dei poliziotti. L’organico del carcere di Taranto circa 20 anni fa contava oltre 350 poliziotti ed è stato drasticamente ridotto a 270 unità circa, mentre la capienza dei detenuti che era di circa 320, è salita vertiginosamente arrivando ad oggi a oltre 750 ristretti presenti, senza alcuna rivisitazione dell’organico dei poliziotti. In queste condizioni è saltato tutto, per cui l’illegalità, la prepotenza e la violenza dei detenuti – denuncia il sindacato – è stata molto difficile se non impossibile da arginare. Tali eventi critici (sucidi, aggressioni a poliziotti, tentati suicidi, rivolte, introduzione di materiale proibito come droga e telefonini) che si sono susseguiti dal 2017 ad oggi, si sarebbero, forse, potuti evitare qualora i ministri della Giustizia e i vertici del Dap avessero provveduto a rinforzare l’organico dei poliziotti penitenziari di Taranto” concludono dal Sappe.

(leggi tutti gli articoli sul carcere di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=carcere&submit=Go)

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