Entro domani sera la provincia di Taranto avrà il suo nuovo presidente. Le operazioni di voto si svolgeranno infatti domani, dalle ore 08:00 alle ore 20:00 nell’unico seggio costituito presso la sede istituzionale della Provincia di Taranto, in via Anfiteatro al primo piano nel “Salone degli Stemmi“. A contendersi la carica di Presidente della Provincia di Taranto, secondo l’ordine di sorteggio effettuato dall’Ufficio Elettorale Provinciale, saranno soltanto in due e sono quelli annunciati oramai da settimane: Ignazio Punzi, sindaco del comune di Montemesola e Rinaldo Melucci, primo cittadino del capoluogo ionico.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/12/provincia-tutto-pronto-per-le-elezioni/)
Rinaldo Melucci, candidato per la coalizione progressista “Ali e Radici per la Terra Ionica 2050” formata da centrosinistra, potrà contare sull’appoggio del Movimento 5Stelle e altre liste civiche in particolar modo della lista civica ‘Con‘ (come già avvenuto lo scorso giugno alle elezioni comunali dove è stato rieletto per il secondo mandato al primo turno) forza politica che fa riferimento al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/07/provincia-con-sara-al-fianco-di-melucci/) 
Ignazio Punzi è invece il candidato di una coalizione denominata “Alleanza Civica” che vedrà alleate le forze di centrodestra ed altre forze civiche.
Una corsa a due dopo che nelle scorse settimane si era registrato il passo indietro del sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò, con polemica politica annessa di un certo peso (contro l’atteggiamento politico del Partito Democratico e dopo il documento del 25 agosto dei consiglieri di maggioranza del comune capoluogo con il quale avrebbero chiesto ufficialmente al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci di candidarsi), e poi il ritiro della candidatura a presidente della Provincia di Taranto del sindaco di Maruggio, nonché attuale vicepresidente dell’ente, Alfredo Longo. In precedenza si erano defilati il sindaco di Statte Andrioli rappresentante del gruppo “Terra Ionica”, sia Fabrizio Quarto, sindaco di Massafra.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/29/provincia-punzi-sfidera-melucci/)
Ciò detto, come abbiamo più volte ribadito, la vittoria finale di Melucci al momento non appare in discussione.
Questo perché, è bene ricordarlo ancora una volta ai lettori, le elezioni per il presidente della Provincia (e per il rinnovo del Consiglio che si sono svolte lo scorso gennaio), sono consultazioni di secondo livello. A votare infatti sono solo i componenti dei consigli comunali che compongo il territorio provinciale (sindaci e consiglieri): voteranno dunque tutti i rappresentanti dei comuni della provincia ionica, tranne Pulsano che è attualmente commissariato. Inoltre vige il principio del voto ponderato, ovvero hanno un peso specifico maggiore le preferenze espresse dai rappresentanti dei comuni più popolosi (quindi Taranto, Martina Franca, Manduria, Grottaglie). In particolare, nella fase di calcolo finale dei voti, la scheda viola (quella assegnata al Comune di Taranto) pesa mettamente di più rispetto alle altre. Ogni voto proveniente dal capoluogo ionico vale 1.050 punti.
Vittoria eventuale che si scontrerà, come avevamo anche in questo caso anticipato, con lo scoglio dovuto al fatto che al momento dell’elezioni Melucci non avrà la maggioranza in consiglio provinciale. Le cui elezioni si sono svolte lo scorso 12 gennaio, con i comuni di Taranto e Leporano che non parteciparono alle consultazioni perché all’epoca entrambi commissariati.
In quella tornata elettorale per il gruppo “Terra Ionica” (che ottenne 48.290 voti ponderati pari al 50,8%) furono eletti Aurelio Marangella, consigliere di Grottaglie; Vito Parisi, sindaco di Ginosa; Franco Andrioli, sindaco di Statte; Gregorio Pecoraro, sindaco di Manduria; Paolo Lepore, consigliere di Massafra; Anna Filippetti, consigliera di Laterza. I consiglieri del gruppo “Progetto Comune” (che totalizzò 46.767 voti ponderati pari al 49,2%) eletti, invece, furono Marco Natale, consigliere di Palagianello; Alfredo Longo, sindaco di Maruggio; Vito Punzi, consigliere di Montemesola; Roberto Puglia, consigliere di Manduria; Maria Giovanna Galatone, consigliera di Palagianello; Angelo De Lauro, consigliere di Lizzano.
Dunque, sei per coalizione. Ma dopo le dimissioni del consigliere provinciale e capogruppo Aurelio Marangella, anticipate dal sindaco di Grottaglie Cirò D’Alò, quella di centrosinistra si ritrova numericamente in minoranza. E considerato che per il rinnovo del consiglio provinciale si vota ogni due anni, quindi nel gennaio 2024, il problema sembrerebbe di non semplice soluzione ma le vie della politica sono infinite: tanto è vero che da giorni circola la voce che l’attuale vicepresidente Longo possa sostenere con il suo voto il futuro presidente Melucci.
Detto ciò, ancora una volta la politica locale e regionale ha operato in maniera discutibile. Magari, sarebbe servita più chiarezza sin da subito o il consentire a tutti di essere della partita. Ma oramai non è più un mistero che a queste latitudini, da oltre un quinquennio, vi sia una direzione politica molto chiara, dove tutte le decisioni passano per una direttrice ben precisa. Sia chiaro, il modus operandi del governatore Emiliano può piacere o meno, ma è di sicuro astuto e di un livello superiore al poco che offre la politica e la classe dirigente locale. Accettare che tutto passi attraverso la Regione (che sia ASSET, Puglia Sviluppo, Puglia Promozione, Apulia Film Commission e quant’altro) dal CIS Taranto alle bonifiche agli investimenti sul territorio e alla ridicola e continua propaganda sull’ex Ilva (solo per citare alcuni esempi) con l’aiuto degli amici di stanza a Roma (a cominciare dal fedele Francesco Boccia passando per il parlamentare Ubaldo Pagano e con la sponda del Movimento 5 Stelle tramite il senatore Mario Turco e l’ex premier e fedele alleato del governatore Giuseppe Conte) è sicuramente una strategia che nell’immediato può dare i suoi frutti. Nel prossimo futuro si vedrà. Ma certamente quando questo sistema di potere vacillerà o finirà, si spera di non dover veder crollare o implodere un intero sistema. Per ricominciare ancora una volta tutto dal principio.
Sicuramente, visto quanto bolle in pentola per Taranto e la sua provincia, eleggere Melucci appare un’operazione politica intelligente. Finanche ovvia. Nella speranza che si sappia sfruttare l’occasione e che si abbia davvero una visione di città e di futuro all’altezza del compito che il ruolo e il momento storico richiedono. Staremo a vedere.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/30/provincia-marangella-lascia/)