Con quattro reti nelle prime quattro giornate, Michele Guida, 24 anni da Torre Annunziata, si è preso il Taranto ed ha conquistato quel che resta della sua vasta tifoseria (2 mila spettatori scarsi appena allo Iacovone, domenica scorsa nel derby contro l’Andria).

A Monopoli, un assist delizioso per Romano nell’azione del rigore che poi con freddezza ha trasformato lui (alla prima presenza tra i prof in trasferta), a Torre del Greco una prodezza con tiro a giro di destra con la sfera che va ad infilarsi nel “sette”, e domenica scorsa doppietta decisiva in casa contro l’Andria, una di testa (la prima della sua carriera e ci sta vista l’altezza di appena 165 cm) in mezzo a due difensori “giganti” avversari e una con l’ormai caratteristico “tir aggir” – Insigne style.
Annunciato dagli addetti ai lavori come un calciatore di buonissima cifra tecnica, sebbene esordiente in Lega Pro (tre stagioni fa era in Eccellenza), in grado di mandare a rete i compagni ma anche di essere bravo in fase realizzativa (19 reti e 7 assist la scorsa stagione con il Vastogirardi), attualmente è l’unico giocatore rossoblù in grado di garantire estro ed imprevedibilità e di decidere le partite da solo.
Domenica quasi emozionato, certamente timido, il nuovo funambolo rossoblù ha dichiarato – “Il merito è di tutta la squadra, non solo mio. I gol? Io posso promettere sempre impegno fino al 90′, qualche gol così lo avevo fatto anche in passato, adesso ne ho fatti due di fila in questo modo e per me è stata un’emozione unica” – “Tre anni fa ero in Eccellenza, poi ho fatto due anni con il Vastogirardi di mister Prosperi che ringrazierò sempre” – ha aggiunto la mezza punta rossoblù – “un inizio così non me lo sarei aspettato neanche io. ”
E Mister Prosperi, ex capitano del Taranto, proprio dopo l’esordi di Monopoli, evidenziò in maniera garbata come il suo ex pupillo fosse stato schierato dal tecnico Di Costanzo non nella posizione (quinto di centrocampo) a lui più congeniale (quella di “sottopunta” o ala sinistra, che poi gli ha restituito una vecchia volpe come Capuano, nelle ultime due uscite).
Eccole le dichiarazioni di seguito riproposte dell’allenatore nativo di Pescara – “è stato schierato in un posizione diversa da quella che ricopriva con me ma per scelta tattica l’ho visto sacrificarsi molto per cercare di ricompattarsi vicino ai suoi difensori, è andato a far pressing sui terzini avversari, si è andato a cercare la sua posizione e credo abbia interpretato al meglio il compito affidatogli. Lui è uno molto bravo nell’imbucata, nell’uno-due, nello stare attaccato alle punte, ha grandi giocate offensive e gli piace giocare molto nello stretto. Non bisogna caricarlo di eccessive responsabilità, però”.
Responsabilità che, invece, pare sia destinato a prendersi in una squadra dall’organico tecnicamente povero e nel quale un compagno di reparto esperto e di personalità come l’attaccante Infantino è alla ricerca della migliore condizione fisica.
Il Taranto potrebbe aver trovato il miglior sostituto di Giovinco e forse colui che può riaccendere l’entusiasmo nei tifosi, specie quelli giovanissimi, che per avvicinarsi a questa squadra hanno bisogno di identificarsi in un calciatore dalle giocate fantasiose e dalla buona vena realizzativa come lo è stato nel recente passato D’Agostino.

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