Torneranno ad incontrarsi il prossimo 5 ottobre presso la sede dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio, i sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti di Taranto e la società San Cataldo Container Terminal (SCCT), in merito al futuro del Molo Polisettoriale e del terminal container.

La riunione servirà alle parti per aggiornarsi su quanto discusso lo scorso 23 maggio, quando la società San Cataldo Container Terminal prospettò ai sindacati l’intenzione di mantenere l’attuale forza lavoro (da attingere dall’Agenzia del Lavoro dove sono collocati i quasi 500 ex TCT) con l’impegno di portare le assunzioni a 168 unità entro dicembre 2022 con un traffico previsto di 71,609 teu. Entro dicembre 2023 invece, è previsto che l’occupazione salga a 266 unità e i volumi di traffico a 143,050 teu (numeri comunque molto lontani da quelli prospettati a dicembre 2019 e a settembre 2020). Aumento che però la società aveva legato all’effettuazione dei dragaggi, senza i quali i Teu dovrebbero toccare quota 92.800. 

Così come i sindacati si attendono un aggiornamento sul rispetto dei tempi in merito alle operazioni di revamping dei mezzi portuali. Oltre alla possibilità di incrementare il traffico merci, con l’attivazione del collegamento ferroviario tra il terminal container e la rete nazionale e l’avvio di nuove linee di trasporto che la società aveva previsto proprio per il mese di ottobre. Prevedendo così la possibilità di avere sul Molo Poliesttoriale cinque operatori operanti tra il transhipment, sbarco e imbarco dei container, linee feeder e navi transoceaniche.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/02/porto-tensione-a-taranto-sul-futuro/)

Un incontro, quello del 5 ottobre, che servirà anche per testare l’umore della società San Cataldo Container Terminal, dopo che lo scorso 30 maggio vi furono le dimissioni di Nicolas Sartini da direttore generale a poco più di un anno dalla nomina (subentrò a Raffaella Del Prete), anche in qualità di co-CEO di Yilport, gruppo turco che gestisce 22 terminal, di proprietà dell’imprenditore turco Robert Yuksel Yildirim. Dimissioni che arrivarono contemporaneamente alla decisione che lunedì 30 maggio assunse il Comitato di Gestione dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio, in merito all’istruttoria aperta sul dossier prodotto dalla società San Cataldo Container Terminal (SCCT). Comitato che ritenne parzialmente giustificato il mancato rispetto del piano industriale relativo ai primi due anni, prendendo atto del nuovo piano biennale presentato nelle settimane precedenti, pur decidendo di non approvarlo.

In quell’occasione il Comitato di Gestione dette mandato al presidente dell’Autorità di Sistema del Mar Ionio (ASdMI) Sergio Prete, di inviare una comunicazione ufficiale alla San Cataldo Container Terminal con la quale si comunicava che i livelli di traffico sarebbero dovuti essere pari al minimo garantito per i primi due anni di concessione, pari a 105.000 Teu il primo anno e 245.000 il secondo, ricordando inoltre che gli stessi sono svincolati dall’effettuazione dei lavori previsti per il dragaggio dei fondali, da portare a -16,50 metri (per consentire l’approdo delle porta container con un pescaggio più profondo). Concedendo una proroga di 24 mesi per quanto riguarda il completamento dei lavori di ristrutturazione del terminal, che però dovranno valere contemporaneamente anche per quanto riguarda le opere pubbliche in essere, a partire proprio dal dragaggio (visto che la SCCT aveva rappresentato come tra le motivazioni del mancato raggiungimento degli obiettivi del piano industriale presentato a settembre 2020, vi fosse anche il ritardo sui dragaggi).

Vedremo dunque quali novità emergeranno.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/02/porto-tensione-a-taranto-sul-futuro/)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *