Qualcuno, che evidentemente di volley mastica poco, ci domanda come si fa a scrivere che la Gioiella Prisma Taranto è uscita a testa alta dal taraflex del Palamazzola pur perdendo 3-0 in casa. Si può rispondere semplicemente che l’avversario, seppur ancora in versione lavori in corso, si chiama Lube Civitanova, il club che ha vinto gli ultimi tre scudetti, uno dei più forti al mondo. Si può anche aggiungere che c’erano due acciaccati (Falaschi e Stefani) che aveva svolto assieme solo gli ultimi due-tre allenamenti.
Certo bisogna cominciare a far subito punti visto che le dirette concorrenti hanno cominciato, a sorpresa, con il piede giusto,leggasi Cisterna vincente a Milano da tre punti e Padova che ha la meglio di Modena al tie-break, in casa.
Queste le pagelle:
FALASCHI 7: 1 punto a muro, 1 errore in battuta. Fa quello che può e anche di più con ricezione non precisa in alcuni frangenti della partita. Ciò lo costringe a giocare un pò meno sui centrali. Considerato che sino a qualche giorno prima dell’esordio ancora zoppicava, la sua prestazione va considerata più che positiva anche perché l’intesa con i compagni di squadra, specie con i due nuovi martelli va tutta affinata;
STEFANI 6,5: 13 punti (13 su 23 in attacco con percentuale di efficienza del 57%). Errori in battuta 5, errori in attacco 5, muri subìti 2. Anch’egli reduce da un problema fisico che lo ha costretto ad allenarsi poco, ha comunque disputato un buona gara, specie nei primi due set, risultando un terminale offensivo importantissimo (7 punti e 86% in attacco nel primo parziale, ).Cala vistosamente nel terzo set. Unica pecca, come la scorsa stagione, le troppe battute sbagliate;
ALLETTI 5,5: 6 punti (5 su 9 in attacco con percentuale del 56%), di cui 1 in battuta. Errori al servizio 1, muri subìti 1. Prestazione così e così per il “veterano” della Gioiella Prisma Taranto (3°anno). Il suo turno in battuta è tra i più insidiosi della squadra, a muro forse ci si attendeva più efficacia. Nel primo set parte ben con 4 punti, poi scompare un po’ dal match;
GARGIULO 6,5: 8 punti (6 su 9 in attacco con percentuale del 67%), di cui 2 a muro, 1 errore in attacco. Da quel che ha fatto vedere probabilmente la Gioiella Prisma Taranto forse non farà fatica a sostituire un elemento come Di Martino che nelle precedenti due stagioni aveva fatto molto bene, anzi rispetto al collega di reparto appare più preciso nel fondamentale di battuta.
LOEPPKY 5: 6 punti (6 su 21 in attacco con efficienza del 33%). Errori al servizio 5, muri subìti 2. Ricezione positiva 50% (perfetta 8%) su 24 palloni ricevuti. Ace subìti 1. La Lube lo punta in battuta e perde lucidità in attacco; a sua volta non sfrutta il suo servizio, risultando molto falloso (errore decisivo sul 23-24 del primo set). Esordio negativo davanti al suo nuovo pubblico. Essendo arrivato a due appena settimane dall’esordio in campionato, ha bisogno di tempo per integrarsi nei meccanismi di gioco della squadra.
ANTONOV 6,5: 14 punti (12 su 24 in attacco con efficienza del 50%) di cui 2 ace. Errori al servizio 5, errori in attacco 1. Ricezione positiva 60% (47% perfetta) su 15 palloni ricevuti. Ace subìti 3. Tutto sommato positiva la sua prova, considerato che nelle precedenti due stagioni a Piacenza aveva visto poco il taraflex nelle vesti di titolare. Ha bisogno di carburare ma la tecnica e la predisposizione mentale c’è tutta. Sarà l’elemento di equilibrio;
RIZZO 5,5: il suo scout ci dice 39% di ricezione positiva e 33% di perfetta su 18 palloni ricevuti. Ace subìti:1. Il più cercato dalla battuta avversaria dopo Loeppky, comincia bene poi va un pò in difficoltà. In difesa può fare meglio;
Lucconi (1 punto), Andreopoulos e Cottarelli, senza voto.
DI PINTO 6: arrivare all’esordio nel peggiore dei modi (la diagonale palleggiatore-opposto Falaschi/Stefani con appena un paio di allenamenti assieme alle spalle) non deve averlo certo messo in condizioni di affrontare come desiderava i campioni d’Italia della Lube. Eppure mette in campo una squadra subito aggressiva agonisticamente e brava a mettere, inizialmente, pressione agli avversari. I suoi giocatori commettono l’errore di cedere mentalmente nei momenti cruciali di primo e secondo set dilapidando tre punti di vantaggio intorno ai 20. Looecky in difficoltà non andava sostituito? A questa domanda il coach ci ha risposto che i giovani martelli in panchina (lo svedese Ekstrand ed il greco Andreopoulos) non sono ancora pronti per essere gettati nella mischia. Sarebbe servito come il pane Gironi ma ha preferito andare a fare il quarto martello a Piacenza.
LUBE CIVITANOVA 6,5: gioca la classica partita di avvio di stagione delle grandi squadre aggrappandosi alla classe ed al mestiere dei suoi campioni più esperti nei momenti topici del match (il palleggio sontuoso di De Cecco ed il braccio armato di uno Zaytsev motivatissimo) ma anche agli accorgimenti che arrivano dalla panchina. Coach Blengini la risolve quando nei momenti di massima difficoltà di primo e secondo set inserisce D’Amico per registrare la seconda linea e Nikolov per randellare dalla linea di battuta (nel primo set entra sul 19-17 ed esce sul 20-21). Squadra più giovane e più italiana rispetto al passato e quindi nell’immediato più aggredibile ma certamente futuribile (bravo Bottolo).
*credit foto Paolo Occhinegro