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“In Italia restano irrisolte le vertenze dell’ex Ilva (Acciaierie d’Italia) dell’ex Lucchini di Piombino (JSW Steel Italy) e dell’ex Alcoa di Portovesme (SiderAlloys). L’ex Ilva, dopo dieci anni, non vede ancora una soluzione definitiva a causa della mancanza di volontà dei vari Governi”. Ad affermarlo è Rocco Palombella, segretario generale Uilm, in occasione del Congresso nazionale Uilm in corso a Roma.

“Il risultato è ormai sotto gli occhi di tutti: gli impianti di Taranto, Genova e Novi sono quasi in una situazione di non ritorno, la produzione è ai minimi storici, mancano le risorse finanziarie per la gestione ordinaria degli impianti, gli investimenti ambientali e tecnologici sono ridotti al lumicino e 3mila lavoratori sono in cassa integrazione dall’inizio di marzo. A questi – evidenzia – si aggiungono i 1.700 dell’amministrazione straordinaria in cassa integrazione da oltre 4 anni e l’indotto che è quello più colpito“.

I Decreti Aiuti bis e ter, aggiunge Palombella, “hanno concesso 2 miliardi, uno per la produzione del preridotto e uno per l’aumento di capitale che vedrebbe Invitalia diventare socio di maggioranza. I tempi sono medio-lunghi, per questo la situazione rischia di precipitare da un momento all’altro. Stessa sorte per l’ex Lucchini di Piombino. Continuiamo a chiedere al Governo di favorire l’ingresso o la partnership con un produttore italiano. Solo così sarà possibile rilanciare finalmente lo stabilimento“.

(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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