“Chiaramente l’emergenza gas riduce un pò la capacità produttiva perchè la quantità di gas disponibile va diminuendo. Perciò credo che l’azienda abbia gli strumenti per passare attraverso questo percorso un pò stretto che ha davanti e che riguarda non solo Acciaieria ma tutte le imprese d’Italia per i prossimi due anni. Saranno un pò complicati, ma ci sentiamo più forti”. ‘amministratore delegato di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli, parlando con i giornalisti a margine della conferenza di presentazione di un accordo di partnership con il Politecnico di Bari, ha fatto il punto della situazione sullo stabilimento siderurigico. “Questa situazione – ha proseguito – ha rallentato un pò l’aumento della produzione perché il gas ha un prezzo che non posso che definire se non quasi inaccessibile. Quindi abbiamo dovuto un pò ridisegnare il processo produttivo. L’obiettivo è ovviamente di continuare a produrre, a esserci, in salute. Nessun investimento è stato fermato. Tutti gli investimenti sono stati confermati e col piano ambientale siamo leggermente in anticipo“. Per la manager “gli assi portanti dell’acciaieria sono stati tutti confermati. L’emergenza gas con i prezzi lievitati e la penuria di gas porterà qualche cambiamento ma nulla che possa compromettere il futuro dello stabilimento. Anzi, probabilmente ne usciremo più forti. Forse noi ne usciremo, spero tutti, ma probabilmente non tutti saranno capaci di affrontare queste sfide con la nostra forza e le nostre coperture“.
Poi un accenno ai rapporti con la politica. “Il nuovo governo arriverà, noi rispettiamo tutti i governi con i quali abbiamo sempre lavorato con la stessa profittabilità e lo stesso rapporto di altissima collaborazione. Intanto il governo ce l’abbiamo e aspettiamo il prossimo, ma continuiamo a lavorare intensamente anche con il governo in carica”. In merito ai rapporti con le aziende dell’indotto, che vanterebbero crediti per 100 milioni di euro, la Morselli ha sottolineato che “Acciaierie continua la sua attività produttiva nonostante queste sfide planetarie (il riferimento è l’emergenza gas e all’introduzione delle nuove tecnologie per la produzione del siderurgico) e che per le aziende dell’indotto significa avere commesse, avere un futuro. Ed è quello che vogliamo garantire sia all’acciaieria sia a tutte le aziende del territorio che lavorano per noi e sono parte essenziale. Il valore che produciamo per l’acciaieria verrà condiviso sempre con l’indotto, che fa parte dell’acciaieria, non è un’entità separata”.
Nel mentre a Taranto veniva presentato in conferenza stampa l’accordo con il Politecnico di Bari, Franco Bernabè, presidente di Acciaierie d’Italia, interveniva a Roma parlando ad una tavola rotonda del XVII congresso nazionale Uilm. Bernabè, ha messo l’accento sullo stato finanziario dell’azienda: “I 700 milioni di euro non li abbiamo ancora visti, né abbiamo visto nessuno dei finanziamenti che il Governo ha stabilito di dare ad Acciaierie d’Italia. Sicuramente ci saranno e li utilizzeremo, ma fino ad ora devo dire che Acciaierie sono state gestite in una situazione che in tanti anni di esperienza non ho mai visto: senza accesso al credito bancario, senza finanziamenti degli azionisti”. “Abbiamo fatto uno sforzo importante per mantenere una azienda che è stata abbandonata per 7 anni – rileva Bernabè -, gestita da due commercialisti e un avvocato per 7 anni. Ma come ha potuto sopravvivere un’azienda in queste condizioni?”. “Lo sforzo dell’azienda per tutelare la continuità produttiva c’è, è in atto ed è molto intenso. Non possiamo farci trovare impreparati” dice da Roma il presidente Bernabè. “Noi – prosegue – stiamo sviluppando un piano di emergenza per far fronte alle difficoltà che abbiamo e che continueremo ad avere. L’amministratore delegato Lucia Morselli ha lavorato in queste ultime settimane proprio per mettere l’azienda in sicurezza anche di fronte ad uno scenario molto complesso. Soprattutto stiamo lavorando ad una diversificazione delle fonti di approvvigionamento del gas”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/05/accordo-acciaierie-ditalia-politecnico/)
C’è sempre di mezzo Bari , ah dimenticavo siamo una sua depandance per cui lo schifo va in cantina . Ma di quale futuro si può parlare , altro minerale , altri morti di tumore , altra spazzatura , tanto tanto disordine e una situazione fuori controllo . A volte c’è un menefreghismo generale specie da parte dei paladini dell’ambiente , neanche una parola per tutto lo schifo che circonda lo stabilimento (l’esterno, il perimetro ) un tifoso e sostenitore dell’ambiente dovrebbe intervenire e ridire “scusate il ritardo “ oppure siete ritardati ?