Si torna a parlare di Piano Regolatore. No, non il nuovo Piano Urbanistico Generale, ancora in corso di redazione, ma proprio il vecchio Piano Regolatore Generale in vigore dal 1978. Torna, infatti, sui tavoli della politica, la proposta di una variante urbanistica riguardante il cosiddetto “Comparto 32”, l’area su cui insiste il centro commerciale “Porte dello Jonio”.
Il tema è stato oggetto di feroci polemiche negli anni, relativamente alla questione dell’espansione urbanistica della città e del consumo di suolo. Oggi, con una nota unitaria firmata «I gruppi di opposizione del consiglio comunale di Taranto», gli esponenti della minoranza chiedono al sindaco, nonché assessore all’urbanistica, un confronto pubblico sul tema, chiedendo soprattutto perché si stia intervenendo con una variante mentre si sta scrivendo da zero un piano completamente nuovo:
Da qualche giorno è, infatti, arrivata in discussione nella Commissione Consiliare Assetto del Territorio la proposta di delibera che il sindaco, in qualità di assessore all’urbanistica, chiede al consiglio comunale di approvare.
I gruppi di opposizione in Consiglio Comunale ritengono che questioni di tale importanza per il futuro della città, non possano restare una questione ristretta al Sindaco Melucci e ad una parte della sua maggioranza ma vada discussa con l’intera città. Se si frena con la programmazione del Piano Urbanistico Generale (PUG) e si accelerano le varianti allo strumento vigente vogliamo prendere le nostre decisioni ragionando prima con la città, vogliamo sentire le osservazioni e le opinioni delle rappresentanze cittadine che non possono in momenti come questi restare escluse.
A tal proposito i gruppi politici di opposizione, a partire dalla prossima settimana, inoltreranno invito formale a tutte le forze sociali della città di Taranto: associazioni di categoria, Ance, Legambiente, gli ordini professionali di Architetti, Ingegneri, Geometri al fine di acquisire le loro posizioni su questa variante urbanistica.
Figuriamoci se Abbate e quell’altro sono all’altezza di discutere di prg