Per i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, la nuotatrice tarantina Benedetta Pilato, campionessa mondiale nei 100 rana, potrà avere finalmente a disposizione una piscina olimpionica, anzi uno Stadio del Nuoto.

Nel frattempo è costretta a fare avanti e dietro da Bari, anzi prossimamente potrebbe trasferirsi, prossimamente, a Roma, sia per questioni legate al proseguimento del suo percorso di studi che evidentemente di logistica per i suoi allenamenti in vasca (è tesserata con il Circolo Aniene di Roma).

Proprio dello Stadio del Nuoto, si è parlato di recente in un incontro-laboratorio dal titolo “i Giochi del Mediterraneo: un’opportunità per la città”, organizzato nella sala a tracciare dell’Arsenale Marina Militare.

Il sito dell’impianto sportivo è quello ubicato nella zona sottostante Torre d’Ayala in viale Virgilio, che verrà riqualificata e resa fruibile al pubblico.

La piscina olimpionica coperta, in particolare, verrà realizzata proprio a pochi metri dal Mar Grande, su un terreno che nei giorni scorsi è passato dalla Marina Militare alla disponibilità del Comune di Taranto.

Lo Stadio del Nuoto, scenograficamente, sfrutterà le bellezze paesaggistiche della zona sottostante la torre con un degradare verso il mare che sarà suggestivo – specie al tramonto –  come ha spiegato Elena D’Arcangelo, tarantina, componente del comitato organizzativo dei Giochi e stretta collaboratrice del Direttore Generale Elio Sannicandro.

Inoltre, nelle adiacenze, sorgerà un parco archeologico che verrà allestito proprio con i numerosi reperti ritrovati nel corso dei primi scavi e con quelli che ancora emergeranno dai lavori previsti.

Il bando per la costruzione dello Stadio del Nuoto sarà internazionale, affinché sia proprio una “archistar” a lasciare il segno su un’opera che nelle idee progettuali sarà davvero iconica.

Per quanto riguarda invece la struttura che ospiterà il nuoto, sono previste una piscina da 50 metri coperta ed una da 25 aperta con possibilità di chiusura amovibile.

L’obbiettivo è avere un impianto futuristico, che limiti i costi di gestione. Per le gradinate, si è pensato, appunto a strutture amovibili che permettano una maggiore capienza in caso di eventi importanti.

Inoltre, per ospitare eventi importanti, la struttura dovrebbe essere provvista anche di una palestra, di alcune sale riunioni, nonché di una foresteria per atleti e accompagnatori. Questo perché, vista la collocazione a ridosso del Mar Grande, si potrebbe ampliare l’utilizzo alla pallanuoto a al nuoto di fondo.

Infine, essendo sotto gli occhi di tutti il ritardo accumulato nell’avvio delle opere è stato evidenziato che esso è dovuto alle conseguenze economiche degli eventi mondiali di questi ultimi due anni (pandemia e guerra) che, purtroppo, stanno facendo lievitare sensibilmente i costi di realizzazione restando prioritario la loro sostenibilità non solo finanziaria ma anche in termini di efficienza e impatto ambientale.

 

One Response

  1. Allora cominciamo a contare i giorni anche per la piscina ,visto che i progetti di Taranto non hanno mai fine o chissà se verranno mai realizzati … veramente un paese il nostro ai piedi di Cristo ,mai vista tanta inefficienza. Magari come all’aeroporto troveremo una bomba della seconda guerra mondiale anziché dei reperti , mamma mia il paese delle illusioni ,c’è ,ma non si vede . L’ospedale sarà pronto a novembre (non credo ) il parco Lulú,il parcheggio di via Mascherpa,il museo dei talenti tarantini a via platea ,la stazione nasisi,palazzo Archita ,palazzo Frisini,il parcheggio vicino il nostro fatiscente ospedale ,la stazione torpediniere ,il muro giù del muraglione ,la Villa Peripato ripristinata ,un bar alla stazione , l’unica certezza è l’inquinamento in questa città ,una garanzia a vita . Povero sindaco non riesce più a mentire . Che paese, ma il primo cittadino prende i soldi per una città ,nah come mai ? Ne usciremo mai da questa situazione complicatissima ,ci sarà a Taranto qualcosa di decente ? Non credo .

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