Il ministero della Transizione Ecologia (MiTE), ha rilasciato il provvedimento di certificazione di avvenuta bonifica dell’area denominata “Nuovi Serbatoi”, di cui alla “variante del progetto definitivo di bonifica suolo e sottosuolo – Raffineria di Taranto – Rev. Ottobre 2012”. Si tratta della zona nella quale è prevista la realizzazione dei nuovi serbatoi Tempa Rossa e l’ex sottopasso ferroviario.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/11/tempa-rossa-pontile-eni-lavori-conclusi/)

Alcune delle strutture previste dal progetto “di adeguamento delle strutture della raffineria di Taranto per lo stoccaggio e la movimentazione del greggio proveniente dal giacimento denominato “Tempa Rossaricadono in un’area dello stabilimento in cui il progetto di bonifica del suolo e del sottosuolo approvato dal ministero dell’Ambiente in via definitiva il 31 luglio 2014, ha evidenziato presenza di criticità “puntuali” e su cui è prevista la bonifica mediante scavo e successivo trattamento on site/smaltimento dei terreni rimossi. In particolare, tale area è appunto quella su cui verranno realizzati i nuovi serbatoi di stoccaggio greggio (in corrispondenza dei previsti scavi di bonifica S513, S513B, S513C, S501, S501A, SP188) e l’ex attraversamento ferroviario (S220B).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/08/17/raffineria-eni-ok-al-riesame-aia-dal-mite/)

Ricordiamo che la Raffineria è stata interessata da due distinte campagne di caratterizzazione ambientale: la prima, condotta secondo il “Piano di Caratterizzazione Ambientale”,, svoltasi nel periodo aprile 2002 – giugno 2003 con esiti approvati in sede di Conferenza dei Servizi decisoria del 05/08/03; la seconda, ai sensi del “Piano di Caratterizzazione Integrativo” del dicembre 2003 (sulla base delle indicazioni espresse dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito della Conferenza dei Servizi decisoria del 23/10/2003), svoltasi nel periodo maggio 2004 – aprile 2005. Le attività di caratterizzazione delle matrici suolo e acque di falda di cui sopra, hanno interessato la Raffineria per una estensione pari a ca. 275 ha con l’adozione di una maglia 50 m x 50m. Queste indagini hanno evidenziato la presenza di criticità ambientali ed in particolare, per la matrice suolo, è stata rilevata la presenza, in specifiche aree, di idrocarburi totali ed idrocarburi aromatici (Benzene, Toluene, Xilene, Etilbenzene, Stirene), nonché una presenza isolata/occasionale di inquinanti non idrocarburici, tra i quali Rame, Arsenico e Piombo.

Pertanto, nelle aree dove è prevista la realizzazione dei nuovi serbatoi Tempa Rossa e l’ex sottopasso ferroviario, è stato quindi condotto un Piano d’Investigazione Integrativo denominato: “Progetto Tempa Rossa – Aree nuovi serbatoi e sottopassaggio ferroviario – Piano di investigazione integrativo”, URS Italia, dicembre 2010. Il piano delle attività è stato concordato con il Dipartimento ARPA Provinciale di Taranto in ottemperanza alle osservazioni del MATTM (rif. prot. n. 12984/TRI/DI) e sono state condotte, inoltre, le analisi in contraddittorio. Il piano di indagine integrativo ha visto realizzate 94 perforazioni, ubicate indicativamente sui nodi di una maglia sistematica di 25 m di lato. I sondaggi sono stati realizzati a carotaggio continuo (101 mm) fino a una profondità media di circa 5 m dal p.c., comunque fino a intestarsi di almeno 1 metro nelle argille di base all’acquifero. Nella caratterizzazione integrativa era compresa anche la realizzazione di 26 piezometri di monitoraggio utili ad intensificare la rete piezometrica nelle aree di progetto ai fini di definire con sufficiente dettaglio le eventuali interferenze tra la realizzazione dei serbatoi e le opere previste dal PDB falda, approvato con decreto MATTM del 02/09/2004 e successiva variante. ARPA Puglia trasmise il report di validazione con nota del 30/04/2012: la caratterizzazione integrativa aveva messo alla luce diversi parametri eccedenti le CSC (Concentrazione soglia di contaminazione).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/18/tempa-rossa-leni-rivede-progetto-sul-pontile-petroli/)

Nell’area di realizzazione dei Nuovi Serbatoi è stato completato, nel mese di maggio 2016, lo scavo per lo scoticamento dello strato superficiale del terreno, fino alla profondità di 25 cm sotto il piano campagna. Ad integrazione di quanto riportato nella “Relazione di fine lavori – collaudo degli interventi di bonifica e implementazione della messa in sicurezza operativa realizzati nell’area nuovi serbatoi” e a riscontro della richiesta di integrazioni trasmessa da ARPA, con nota del 28/10/2021, l’azienda ha trasmesso, con nota del 10/11/2021, il riepilogo dei “quantitativi parziali, espressi in tonnellate, di terreno contaminato rimosso e smaltito nei singoli impianti di destinazione… […]”. Il progetto di bonifica approvato originariamente riportava quanto segue: “Si prevede di dover gestire nell’ambito della presente variante al PDDBS circa 30.000 m3 (+/- 30%) di terreno contaminato, pari a circa 51.000 tons, considerando un peso di volume pari a 1,7 ton/m3.”.

Poi, con una nota del 10 novembre 2021, l’azienda ha giustificato la produzione di maggiori quantitativi di terreni contaminati rispetto alle iniziali previsioni, facendo riferimento all’ampliamento dello scavo a seguito del rinvenimento di pareti non conformi alle CSC. In totale, ARPA nella relazione trasmessa alla Provincia di Taranto ha rilevato che sono state prodotte e smaltite circa 35.300 t in più solo dai settori contaminati, per uno scostamento del 69,2 % rispetto al quantitativo previsto (51.000 t) dal Progetto di bonifica approvato.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/10/22/tempa-rossa-eni-no-alla-via-per-pontile-petroli/)

La procedura di collaudo degli interventi, propedeutica al riutilizzo delle aree per il progetto Tempa Rossa, riportata al capitolo 8 della “Variante del progetto definitivo di bonifica suolo e sottosuolo Raffineria di Taranto- rev. Ottobre 2012, relativa all’area Tempa Rossa”, prevede sia il collaudo della bonifica del sottosuolo delle aree d’intervento, che l’attestazione dell’esecuzione delle attività ed eventuali implementazione di MISO (messa in sicurezza operativo). La società ha completato la rimozione dei terreni contaminati nell’area di installazione dei Serbatoi ed ha inviato all’ARPA i risultati analitici delle verifiche delle pareti e dei fondi scavo, realizzate secondo il “protocollo operativo di collaudo – Pareti e fondo scavo” trasmesso da Eni con nota del 12/10/2015, che per un settore riscontrato valori di idrocarburi molto prossimi alle CSC, mentre per un altro aveva riscontrato il superamento delle CSC per idrocarburi pesanti e leggeri e che dunque si sia reso necessario l’ampliamento dello scavo, ove tecnicamente possibile, nonché l’implementazione delle opere di MISO lungo le pareti in cui non era possibile ampliare lo scavo. Il collaudo in contraddittorio delle pareti e del fondo scavo generati dall’ampliamento dello scavo è stato effettuato nei giorni 01/03/2021 e 02/03/2021. Al termine della verifica effettuata da ARPA Puglia gli esiti analitici sono risultati tutti conformi alle CSC.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/10/21/ex-ilva-eni-e-il-syngas-la-transizione-e-roba-loro/)

Per essere ancora più precisi, la Variante al Progetto di Bonifica dei Suoli prevedeva (sia per specifiche porzioni di suolo interne all’Area Nuovi Serbatoi, che per quelle esternamente prospicienti) le seguenti attività di MISO: Pavimentazione superficiale, delle parti pianeggianti non pavimentate, delle aree sottese dai poligoni che presentano superamenti, all’esterno delle aree di scavo; Impermeabilizzazione delle pareti di scavo non conformi tramite stesura di georete di protezione e impermeabilizzazione; Impermeabilizzazione delle pareti di scavo interessate da paratie berlinesi e palancole in corrispondenza dei lati Est e Nord dello scavo in area nuovi serbatoi Tempa Rossa; Implementazione di un programma di monitoraggio Soil Gas ed Aria Ambiente.

In conclusione ARPA Puglia sino all’estate scorsa ha condotto verifiche dell’avanzamento dei lavori di bonifica sia tramite sopralluoghi che tramite campionamenti e analisi di quota parte delle pareti e dei fondi scavo dei poligoni oggetto di rimozione dei terreni contaminati. Dagli esiti analitici è risultato che, ove è stata possibile la rimozione, sono stati asportati i terreni contaminati rilevati dal Piano di Caratterizzazione integrativo. Lungo le pareti, presso le quali non è stato possibile rimuovere i terreni contaminati, l’azienda ha certificato la realizzazione di presidi di messa in sicurezza operativa, conformemente a quanto previsto dalla variante del progetto di bonifica approvato.

Infine, lo scorso 29 settembre si è svolto un tavolo tecnico convocato dalla Provincia, ha cui hanno preso parte il MiTE, l’Eni e ARPA Puglia. Al termine del quale è arrivato l’ok definitivo del ministero per l’avvenuta bonifica nell’area dove dovranno sorgere i due nuovi serbatori previsti dal progetto Tempa Rossa.

(leggi tutti gli articoli sul progetto Tempa Rossa https://www.corriereditaranto.it/?s=tempa+rossa&submit=Go)

One Response

  1. Per tutti i veleni che ci fate respirare ,ci fate pagare caro il prezzo della benzina .mai un’agevolazione per questa città .vittima degli stracavoli dello stato e anche della regione Puglia ,siete dei furbetti a certi livelli .qualsiasi lavoro farete la puzza di me che si sente appena arrivi a Taranto non finirà mai . Che soggetti che siamo ,non ci facciamo rispettare assolutamente. Vedremo adesso tutte le proteste del sig .Perrini a cosa serviranno visto che siete al governo ,staremo proprio a vedere ,na considerando il fatto che una volta al potere i volti cambiamo e anche gli interessi particolari…

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