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Taranto, tre punti d’oro

Torna al successo (il terzo in otto gare) il Taranto, in uno Iacovone ancora deserto (800 circa gli spettatori) e lo fa al termine di partita noiosa decisa da un episodio (un fallo da rigore) ma soprattutto dall’ultimo cambio, quello della disperazione, di mister Capuano che al 71’ inserisce La Monica – decisivo nell’azione del rigore e nel realizzare il gol del raddoppio – e fuori Guida.

Successo, comunque, meritato per i rossoblù perché la Juve Stabia non ha fatto nulla per portarsi un risultato positivo a casa.

PRIMO TEMPO

Mister Capuano ripropone gioco forza l’undici titolare della partita precedente dovendo ancora fare a meno di Provenzano, Diaby, Brandi e Tommasini.

Non vorremmo esser stati nei panni dei montatori di Eleven Sport, perché riuscire ad assemblare degli highlights della prima frazione di gioco è veramente impresa ardua.

L’impressione che si ha in generale è che il girone C di Lega Pro, quest’anno, appare livellato verso il basso. Anche in questa occasione, infatti, le due squadre, complice anche un terreno di gioco in condizioni precarie, commettono una serie di errori tecnici che normalmente non si dovrebbero vedere nella terza serie nazionale (passaggi e rilanci sbagliati, stop errati, conclusioni stile rugby).

Problemi di impostazione del gioco da ambo le parti e difficoltà nel mettere in fila tre passaggi in verticale. Il Taranto, che non ha un centrocampista in grado di mettere ordine nella parte nevralgica del campo spesso, si affida ai lanci dalle retrovie del difensore Manetta.

Le cose migliori, si fa per dire, si vedono sulla fascia sinistra dove Ferrara e De Maria creano qualche situazione di superiorità numerica.

Unica potenziale occasione da inserire su un taccuino che altrimenti rimarrebbe lindo è un colpo di testa al 18’ da buona posizione, ma innocuo, di Infantino che raccoglie un bel lancio dalla fascia sinistra di De Maria.

SECONDO TEMPO

Subito doppio cambio nel Taranto che sostituisce Infantino con Raicevic e De Maria con Mazza.  I rossoblù sono sfortunati perché dopo qualche minuto sono costretti a perdere per infortunio Labriola, sostituito da Vona, e al 58’ anche Ferrara, problemi ad una caviglia, rilevato da Chapi Romano. Ma il cambio decisivo sarà quello del minuto 71’; al posto di un evanescente Guida entra un’altra punta d’area di rigore, La Monica, il quale diventerà decisivo nel giro di pochi minuti, prima procurandosi un penalty al 77’ (Juve Stabia nell’occasione resta in dieci, espulso il difensore autore del fallo) che verrà trasformato con freddezza da Francesco Romano e poi raddoppiando con un bel diagonale all’86’ a seguito di una rapida azione di contropiede. Nel mezzo un bel colpo di testa a botta sicura di Evangelisti respinto sul primo palo dal portiere ospite.

Tre punti importantissimi e meritati per una squadra “brutta” a vedersi ma cinica e concreta.

*credit foto Paolo Occhinegro

 

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