C’è un retroscena, raccontato in conferenza stampa da mister Capuano, che riguarda il portiere del Taranto FC 1927, Gianmarco Vannucchi, che merita di essere posto all’attenzione pubblica e che deve essere preso ad esempio da tutti quei calciatori che hanno perso di vista uno degli aspetti romantici di questo sport, l’attaccamento alla maglia.
Solo poco più di una settimana fa in un violento scontro di gioco del match disputato a Latina, Vannucchi, ha subito la frattura dello zigomo con trauma cranico. Rimasto in loco in ospedale per una notte, è rientrato a Taranto e sabato pomeriggio è sceso in campo allo Iacovone, con una vistosa mascherina; ha dovuto firmare una dichiarazione per giocare, assumendosene la responsabilità.
Voleva lottare e possibilmente vincere assieme ai suoi compagni di squadra, a tutti i costi anche se infortunato, anche se avrebbe potuto tranquillamente starsene in tribuna a vederli affrontare la Juve Stabia. Ha indossato una mascherina ed ha difeso la porta del Taranto FC, tra l’altro rimasta inviolata, il suo nuovo club da appena poche settimane.
Il Taranto ha anche vinto, ma se non lo avesse fatto, il gesto del nuovo portiere rossoblù, da calcio d’altri tempi, da calcio romantico d’altri tempi, non sarebbe certo passato inosservato. Chapeau Gianmarco Vannucchi!
*credit foto Paolo Occhinegro