Anche Rifondazione Comunista – Federazione di Taranto interviene sulla vicenda del comparto/sottozona 32 in questi giorni al centro del dibattito politico cittadino.

“In città torna a manifestarsi il rischio di una grande cementificazione. Questa volta la questione si chiama “Comparto 32”. Nonostante negli ultimi anni Taranto abbia registrato una perdita di circa 42 mila abitanti e il consumo di suolo abbia raggiunto il 21,6% della superficie disponibile (tre volte la media nazionale), l’operazione di suddivisione della sottozona 32 potrebbe favorire la realizzazione di nuovi progetti altamente impattanti” affermano da Rifondazione.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/20/facciamo-chiarezza-sul-comparto-32/)

“In una delibera in discussione in Consiglio comunale è previsto che nell’area fra Cimino, il centro commerciale “Porte dello Jonio” e via Speziale possano essere costruiti nuovi edifici per ospitare servizi di diverso tipo (commerciale, direzionale ecc.), a partire dai grandi capannoni di Decathlon e Leroy Merlin. Si rischia un’enorme colata di cemento (circa 590 mila metri quadri) che danneggerebbe le risorse ambientali e accelererebbe lo svuotamento delle zone centrali della città, che già versano in condizioni critiche. L’intervento è stato giustificato dal Sindaco con la necessità di realizzare “servizi di supporto” al nuovo ospedale, che però dista quasi due chilometri dall’area interessata. Nelle ultime ore la maggioranza sembra avere parzialmente corretto il tiro rispetto ai progetti di Decathlon e Leroy Merlin, ma resta in piedi il nodo fondamentale: questi fantomatici “servizi di supporto” in cosa consistono? Quanto suolo consumeranno? E che funzionalità avranno, vista la loro distanza tanto dal San Cataldo quanto dal tessuto urbano?” si chiedono in Rifondazione.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/17/comparto32-delibera-sara-rivista/)

“Se la prospettiva della coalizione Ecosistema Taranto è quella di evitare l’espansione incontrollata della città e la speculazione edilizia si potrebbe, tanto per cominciare, rigettare la delibera sulla suddivisione del comparto 32. E’ una decisione da prendere in tempi brevi, perché i promotori del progetto Decathlon-Leroy Merlin potrebbero rivolgersi alla giustizia amministrativa e ottenere la nomina di un commissario ad acta. In sostanza, la decisione sulla costruzione di quelle strutture verrebbe presa da una figura che non rappresenta la volontà politica della città. Sarebbe come dire che l’amministrazione non è in grado di assumersi le sue responsabilità su una questione cruciale per il futuro di Taranto. Respinta la delibera, è necessario stabilire una moratoria su qualsiasi progetto che consumi suolo non ancora urbanizzato finché non sarà portata a compimento la redazione del Piano urbanistico generale (Pug). Nel 2019 il Consiglio comunale ha approvato il Documento programmatico preliminare che avrebbe dovuto fornire l’indirizzo generale al Pug. Da allora però l’iter sembra essersi arenato. Così l’urbanistica a Taranto continua ad essere normata dalla variante generale del 1978, che prospettava la crescita della città fino a 350 mila abitanti!” ricordano ancora da Rifondazione.

Non è più rimandabile l’approvazione di un nuovo strumento urbanistico che assuma come principio fondamentale lo stop al consumo di suolo e la riqualificazione della città esistente. Saremo in prima linea per contrastare delibere di dubbia chiarezza e chiedere la redazione di un Pug davvero sostenibile. A questo proposito, facciamo appello all’area ambientalista e di sinistra, anche e soprattutto quella che oggi siede in consiglio comunale, che su questi temi ha sempre dimostrato grande attenzione. Bisogna scegliere fra gli interessi di pochi speculatori e quelli della città” concludono da Rifondazione Comunista – Federazione di Taranto.

(leggi tutti gli articoli sul comparto 32 https://www.corriereditaranto.it/?s=comparto+32&submit=Go)

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