Gli investimenti previsti per lo sviluppo della portualità dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), dal Piano Nazionale Complementare (Pnc) e da risorse nazionali ammontano a 9,2 miliardi di euro, come descritto dal Rapporto “Investimenti e Riforme del PNRR per la Portualità”, pubblicato sul sito del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. Complessivamente, sono previsti interventi in 47 porti localizzati in 14 regioni e di competenza di 16 Autorità di Sistema Portuale (AdSP). Il 46,9% degli investimenti va ai porti del Mezzogiorno, il 37,7% a quelli del Nord e il restante 15,4% a quelli del Centro Italia. Di questi, 301 milioni di euro sono direttamente assegnati al governo delle ZES attraverso i commissari nominati.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/17/porto-intesa-su-gestione-risorse-pnrr/)

Quattro i progetti per quanto riguarda l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio. Il primo, all’interno del capitolo sull’Accessibilità Marittima, riguarda la Nuova Diga Foranea di Protezione del porto fuori rada di Taranto – Tratto di Ponente/Levante (Importo Finanziamento Tratto Ponente (15,700 mln €) Tratto Levante 20,000 mln €).

Nel rapporto del MIMS viene ricordato come tra le opere previste nel Piano Regolatore Portuale vi è, tra le altre, specificatamente nel porto fuori rada, un’importante nuova diga foranea, a gettata, integrativa di quella esistente a paramento verticale. La nuova diga foranea integra e completa le protezioni dal moto ondoso delle banchine destinate ad ormeggio ed operazioni portuali fuori rada. Nel corso dell’elaborazione del nuovo Piano Regolatore Portuale sono state studiate diverse alternative di progetto per ottimizzare la configurazione del sistema di opere di difesa foranee del porto fuori rada prima di addivenire alla soluzione finale, ovvero realizzare una nuova diga di circa 1.300 m di lunghezza, inclinata di circa 45° rispetto al Nord, come l’ultimo tratto dell’opera esistente e con la qua- le definisce un secondo canale di accesso al porto commerciale di Taranto. L’intervento, da realizzarsi in due lotti funzionali (levante e ponente), realizza la protezione dei nuovi accosti previsti nel PRP e migliora le condizioni di esercizio nella esistente darsena Polisettoriale.

Nel dettaglio i benefici conseguenti saranno sia diretti che indiretti. Tra i diretti si evidenzia il miglioramento della sicurezza alla navigazione e delle manovre di ormeggio, la sicurezza agli ormeggi, etc. Tra gli indiretti si evidenziano la migliore utilizzabilità delle banchine, l’incremento della operatività portuale, la riduzione dei fermi per condizioni meteo avverse. 

In termini economici si evidenzia il minor costo per gli armatori (controstallie) ed i servizi tecnico/nautici (riduzione dei tempi per ma- novre) nonché i migliori benefici sociali ed economici derivanti dalla maggiore produttività del porto. 

Per quanto riguarda invece il capitolo relativo all’Elettrificazione delle banchine (cold ironing), c’è il progetto della realizzazione di un impianto presso le banchine pubbliche del porto (Importo Finanziamento 35,000 mln € Banchine Pubbliche; 12,000 mln € Molo Polisettoriale; 8,000 mln € Pontile Petroli).

I progetti consistono nella realizzazione di una rete di sistemi per la fornitura di energia elettrica dalla riva alle navi durante la fase di ormeggio. Questi interventi saranno realizzati (comprensivi anche delle opere civili annesse) a servizio delle banchine libere ed in concessione (Molo Polisettoriale; Pontile Petroli) del porto commerciale di Taranto. In relazione agli attracchi prospicienti le banchine pubbliche, l’intervento sarà realizzato sulle seguenti aree: la Darsena Taranto (la Calata 1 e l Sporgente (Molo San Cataldo); la Darsena Servizi e del IV Sporgente, ampliato nell’ambito dei recenti lavori della cosiddetta “Piastra Portuale”; la cosiddetta “Area Terminal Rinfuse” (BULK).

In riferimento al Molo Polisettoriale, l’intervento sarà realizzato in corrispondenza delle aree in concessione alla società Yilport la quale ne detiene l’uso esclusivo. Per quanto concerne il Pontile Petroli, l’intervento sarà realizzato in corrispondenza delle aree in concessione alla società ENI Spa che ne detiene l’uso esclusivo. L’AdSP MI dispone inoltre di uno “Studio di fattibilità afferente l’elettrificazione delle banchine commerciali (redatto dal DIPAR e Università di Bari, 2013), realizzato in ottemperanza alle disposizioni attuative della DGR Puglia n. 1474 del17/07/2012, recante norme sul “Piano di prime misure di intervento per il risanamento dell’aria nel quartiere Tamburi per gli inquinanti B(a)P e PM10” – analizza la possibilità di attrezzare una serie di banchine elettrificate nel porto di Taranto, esaminando le eventuali conseguenze dal punto di vista ambientale e portando in conto limitazioni e condizionamenti derivanti dal contesto interno ed esterno. Prendendo come riferimento la potenza media giornaliera utilizzata dalle navi per ogni molo, le maggiori richieste sono localizzate sui moli più trafficati, ad eccezione del V sporgente che, pur presentando una ridotta attività giornaliera, impegna una ingente quantità di potenza per l’alto tonnellaggio delle navi ospitate. Lo stesso DEASP del porto di Taranto ha evidenziato che una sostanziale riduzione delle emissioni in atmosfera, dovuta alla produzione di energia elettrica dei natanti fermi in banchina, può essere ottenuta mediante sistemi di “cold ironing”, riducendo o annullando l’uso gruppi elettro-generatori in dotazione alle navi. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/page/3/?s=porto&submit=Go)

Un finanziamento di 50 milioni di euro è invece previsto per il progetto “Eco Industrial Park” prevede la realizzazione di una struttura volta ad attrarre una pluralità di imprese di trasporto, di servizi di trasformazione e assemblaggio di componenti industriali, in forte connessione ai flussi di traffico del porto di Taranto. Si tratta della riedizione del famoso progetto del Distripark che attende di essere realizzato da oltre 20 anni

La realizzazione dell’Eco Industrial Park nelle intenzioni “consentirà di facilitare l’evoluzione del porto di Taranto da porto di transhipment ad hub nel quale vengono innestate le strutture logistiche e di trasformazione delle merci, rendendo cosi possibile la creazione di filiere produttive ad alto valore aggiunto, in rafforzamento della spinta creata dall’attività di trasporto marittimo. La presenza di un’area a servizio della distribuzione e della logistica, oltre che essere di supporto all’acquisizione di nuovi traffici marittimi, potrà così agevolare l’insediamento di imprese di produzione, trasporto, logistica e trasformazione che potranno conferire valore aggiunto alla merce in entrata/uscita dal e per il porto di Taranto”. 

Nella transizione verso un nuovo concept della progettualità, a forte connotazione green, l’Eco Industrial Park si inserisce in un contesto principalmente legato al concetto della sostenibilità. Si tratta di un progetto che non solo è in linea con un’evoluzione della comunità portuale ma è anche in linea con alcune misure strategiche promosse a livello UE nell’ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati al 2030. Il nuovo concept si basa su 5 pilastri di sviluppo: le comunità energetiche rinnovabili, il parco industriale sostenibile, il parco logistico, la green mobility, la connettività.

Si tratta di cinque principi ispiratori che definiscono il quadro di riferimento e di novità rispetto al “vecchio” progetto Distripark e che tendono a garantirne uno sviluppo in chiave green delle iniziative imprenditoriali e della crescita economica, imprenditoriale ed occupazionale dell’area jonica. L’intento è, infatti, quello di creare le condizioni per fare dell’Eco industrial park di Taranto la prima comunità energetica capace di produrre, gestire e consumare in maniera razionale il fabbisogno energetico delle aziende che all’interno dell’area andranno a insediarsi nello smart green port di Taranto. 

(leggi tutti gli articoli sul progetto ex Distripark https://www.corriereditaranto.it/?s=eco+industrial+park&submit=Go)

Infine ci sono gli interventi ferroviari inseriti nella sezione “Programma porti e interporti – Ultimo/penultimo miglio ferroviario e connessioni alla rete”. Che riguarda il collegamento ferroviario del complesso del porto di Taranto con la rete nazionale per un finanziamento pari a 37,5 milioni di euro, con l’ultimazione lavori prevista nel 2024. Il progetto prevede modifiche all’attuale impianto della stazione con la creazione dei binari del nuovo fascio (centralizzato, elettrificato e con modulo 750 metri) con funzione di arrivi/partenze e presa in consegna per il collegamento con il Molo Polisettoriale e il V Sporgente.

Tutti progetti che contribuiranno, si spera, a rendere il porto di Taranto sempre più attrattivo, moderno e in grado di tornare a recitare finalmente quel ruolo strategico che gli spetta e che ancora, in questi decenni, non si è stati in grado di dargli.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/01/2trasporto-ferroviario-del-futuro-a-taranto/)

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