“Durante l’illustrazione della delibera del Comparto 32 il dirigente, Cosimo Netti, rimarcava che il provvedimento ritornava al consiglio comunale a seguito di istanza presentata dalla società F. lli Marchetti Costruzioni con la quale la stessa evidenziava al comune che la sua proposta progettuale, datata 2018, non aveva ad oggi ricevuto un provvedimento espresso di diniego o assenso”. Questo l’incipit dell’intervento di Giampaolo Vietri – capogruppo Fratelli d’Italia al Comune di Taranto.

“Nello specifico, la proposta presentata dalla società di costruzioni, come emerge dagli atti della delibera, prevede solo la realizzazione di n. 5 contenitori commerciali di fronte l’Auchan per un totale di 26.000 mq di superfice coperta. All’interno del provvedimento, e di tutti gli allegati, non c’è neanche un minimo accenno alle questioni a cui fa oggi riferimento il sindaco sulla stampa in merito al comparto. Negli atti non c’è alcun richiamo neanche astratto al costruendo ospedale San Cataldo ed ai servizi ad esso necessari. Tra l’altro, l’ospedale non rientra neppure nell’ambito urbano del Comparto 32, per cui non capiamo il motivo per il quale il sindaco si dice contrario alla proposta giunta in commissione, su cui il consiglio è chiamato ad esprimersi, ma ritiene che la delibera vada cambiata per autorizzare sempre sugli stessi suoli altri interventi” afferma Vietri.

“La giustificazione resa dall’amministrazione è che bisogna anticipare i tempi per garantire uno sviluppo ordinato e logico della città. Se occorre anticipare i tempi allora perché il sindaco perde, invece, ulteriore tempo bloccando il Pug, non affidando ancora l’incarico al progettista per la redazione dello strumento urbanistico generale? Perché su quei suoli, abbandonando l’ipotesi commerciale, bisogna preoccuparsi per autorizzare altro prima di far partire il Pug? L’amministrazione recupererebbe tempo facendo partire il Pug per programmare e pianificare lo sviluppo della intera città e non solo di quei suoli” prosegue Vietri.

“Il sindaco non risponde a ciò ma afferma, a mezzo stampa, che noi della minoranza non vogliamo consentire di migliorare questa delibera forse per interessi personali. E quali interessi personali potremmo perseguire nel chiedere di far partire lo strumento urbanistico del Pug? Gli interessi personali, al massimo, ci potrebbero essere da parte di chi  invece, spinge a tutti i costi l’approvazione di una delibera. Se il primo cittadino si sente legittimato ad imputare ad altri amministratori possibili interessi personali per aver osato nel chiedere spiegazioni su ciò che si intende realizzare, allo steso modo chiunque potrebbe sentirsi autorizzato a farlo e quindi su questa delibera – alla luce di quanto stiamo sentendo finora – sono io a chiedermi: sindaco chi ha davvero interessi personali sul Comparto 32?” conclude Giampaolo Vietri – capogruppo FdI al Comune di Taranto.

(leggi gli articoli sul comparto 32 https://www.corriereditaranto.it/?s=comparto+32&submit=Go)

One Response

  1. GENTILE REDAZIONE,
    ormai l’Urbanistica a Taranto è oggetto di provvedimenti poco trasparenti, ingiusti e discrezionali mirati all’interesse privato. Prendo spunto dall’intervento del consigliere Vietri (a cui vorrei inviare questa mia ma non ho indirizzo) sul Comparto 32 per segnalare alcune considerazioni che ho fatto tramite PEC qualche mese fa al Commissario Prefettizio per segnalare alcune “distorsioni/illiceità ” a cui il Comune si rifiuta di porre rimedio.Ecco la lettera e grazie per l’ospitalità

    AL COMMISSARIO DEL COMUNE DI TARANTO
    DOTT. VINCENZO CARDELLICCHIO

    LETTERA APERTA SULLA EMARGINAZIONE URBANISTICA DI “LIDO AZZURRO”

    Egr. Sig. Commissario Prefettizio,

    mi permetto di sottoporre alla Sua cortese attenzione la situazione di grande ingiustizia e di emarginazione sostanziale che stanno subendo coloro che, seppure definiti “abusivi”, hanno avuto comunque il merito di aver risolto da soli, senza alcun aiuto da parte della collettività, il bisogno primario/costituzionale della “Casa”.

    Mi riferisco agli abitanti di “Lido Azzurro” i quali – già danneggiati dal considerevole ritardo accumulato dalle pratiche di condono che giacciono inevase da decenni nei cassetti del Comune – vengono vieppiù emarginati per non poter fruire delle agevolazioni Superbonus, Ecobonus ecc.

    Attualmente in molti, giustamente, stanno approfittando dei vari Bonus per efficientare ed adeguare le proprie abitazioni e per abbattere le “barriere architettoniche”; invece i predetti “abusivi”, che pure hanno fatto notevoli sacrifici per realizzare la propria dimora, quindi abusivi per necessità, ne sono completamente esclusi; le case di “Lido Azzurro” esistono ora solo in forma di sagome – variamente colorate per marcarne la condizione di illecito – nelle numerose carte predisposte nel tempo dal Comune: P.U.T.T., P.I.R.T., P.P.T.R., C.T.R., D.P.P.

    Ma l’ingiustizia nei confronti del quartiere “Lido Azzurro” trascolora nella beffa se solo si pensa che, proprio per allargare la platea dei beneficiari dei Bonus ad una cerchia ristretta di cittadini che ne erano esclusi, il Comune di Taranto ha assunto recentemente una Determina (la R. G. nr. 4390 del 29/06/2021 – Individuazione Zone Omogenee “C” del vigente P.R.G. assimilabili a Zone Omogenee di tipo “B” ai fini dell’applicazione ….. del Bonus Facciate) con cui adotta ed approva – di fatto, “sic et simpliciter” – una Variante al PRG vigente che trasforma le <> in <>.

    Ma non è tutto; la suddetta Variante/Determina comprende nella trasformazione anche alcune Zone urbanisticamente “dubbie” che vengono fatte passare come zone “C” mentre invece non lo sono affatto; mi riferisco al Piano di Zona ex “167” – Comprensorio 3/B, Piano che è del tutto inesistente dal punto di vista urbanistico in quanto MAI E’ STATO APPROVATO NEI TERMINI DI LEGGE con la conseguenza che è – di fatto – classificabile come “Verde Agricolo” (art.47 N.T.A.).
    E Codesto Comune ne è ben a conoscenza tant’è che nel “Quadro della strumentazione e delle attività urbanistiche” che ha redatto in data 28.06.2011 si legge: …<>.
    Ed è proprio così: il P. di Z. Comprensorio 3/B è un piano virtuale in quanto fu “rigettato” dalla Regione Puglia con racc.ta 5 febbraio 1976, prot. nr 475/Urb. In quanto …. <>; come già detto, la conseguenza del rigetto del “3/B” è che le aree in esso ricomprese, in forza delle N. di A. del PRG, sono da considerarsi a tutti gli effetti come “Verde Agricolo” o comunque zona bianca, ma assolutamente non come zone “C”.
    Nonostante ciò la Determina precitata tenta di legittimare surrettiziamente alcuni interventi su di esso insistenti come – esempio clamoroso- è il caso del N.O. LAVORI NR 97/1986 DEL 24.04.1986 spacciato addirittura come intervento di edilizia economica e popolare pur non avendone i requisiti.
    Preso atto quindi della sensibilità mostrata dal Comune nei confronti delle difformità urbanistiche, vengo alla mia proposta.
    Credo che, a questo punto, sarebbe giusto affiancare a quelle già adottate una ulteriore Variante in Sanatoria in favore della lottizzazione “Lido Azzurro” che avrebbe il merito di riequilibrare le esigenze dell’interesse pubblico generale con i dettami di salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo; il Consiglio di Stato incoraggia l’esercizio di una tale discrezionalità in funzione del recupero di una situazione creatasi in via di fatto (Consiglio di Stato, Sez. II n. 6762 del 2.11.2020 – Urbanistica. Varianti per il recupero dei nuclei edilizi abusivi).
    Le difficoltà alla formazione della suddetta Variante sarebbero superabili in tempi brevissimi dal momento che le opere di urbanizzazioni esistono già ed altre sono programmate a breve; inoltre “Lido Azzurro” è già ben descritto, analizzato e classificato in ogni sua parte nel P.I.R.T. dove sono stati individuati anche i pochi casi di violazione insanabile da stralciare.
    Con tale provvedimento si darebbe finalmente legittimazione a quel “bisogno casa” che ha dato vita a “Lido Azzurro” sin dal 1967, sottraendolo così al ricatto ed alla speculazione; infatti è incredibile come tale quartiere venga tartassato con l’aggiunta continua di sempre ulteriori vincoli; ora si è alla V.A.S….
    E’ meschino colpevolizzare oltre misura quel quartiere affermando …. che il recupero paesistico-ambientale di Lido Azzurro riveste per l’Amministrazione Comunale un rilevante interesse pubblico in quanto elimina, mitiga e/o compensa i “guasti” ovvero le modificazioni indotte dagli interventi abusivi, laddove dette modificazioni creano attualmente qualche pregiudizio alla conservazione delle peculiarità paesaggistiche dei luoghi ovvero alla qualità paesaggistica….
    Mi domando se sia giusto addossare tutte le responsabilità del pregiudizio ambientale subito da quell’area esclusivamente alle case realizzate senza permessi tralasciando del tutto gli effetti negativi riconducibili agli insediamenti industriali (siderurgico, raffineria, porto) che operano a ridosso di Lido Azzurro.
    E’ sicuro che ogni responsabilità del degrado sia da ascrivere a chi ha realizzato la propria casa e non invece a chi immette sostanze di ogni tipo nei corpi acquiferi, nel mare ed in atmosfera?
    Per tutti questi motivi mi rivolgo a Lei per chiederLe di porre fine a tale situazione e/o a ripristinare la certezza del diritto urbanistico nel nostro territorio.
    Nel ringraziarla sin d’ora per l’attenzione e per quello che vorrà fare, La saluto cordialmente
    ING. ENRICO ANTONIO GRILLI
    consulente tecnico di parte di oltre 400 cittadini nella causa “ambiente svenduto”
    VIA NITTI 76
    74123 TARANTO
    PH 3476681512

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