La Gioiella Prisma Taranto ammirata dal secondo set sino al tie-break della partita con Verona, è una squadra consapevole dei propri mezzi, paziente nel restare nel match dopo un primo parziale che aveva fatto pensare al “solito” kappaò esterno per 3-0 e dopo aver perso il terzo set per degli episodi (un paio di recuperi miracolosi, ad esempio, della difesa veronese). A tratti, è sembrato di vedere in campo lo spirito della nazionale di De Giorgi (tranquilla, serena e convinta dei propri mezzi) della quale capitan Falaschi ha respirato l’aria pur non essendone protagonista.

Queste le pagelle:

FALASCHI 8: 1 punto in attacco, 2 errori in battuta. Un piacere vederlo giocare queste partite in cui mostra chiaramente di divertirsi (sorridente anche nei momenti topici del match). Comprende dopo il primo set che la rimonta è possibile e tiene in pugno la sua squadra, che orchestra bene anche quando la ricezione non è proprio nei tre metri (in totale l’attacco di Taranto dopo ricezione negativa si ferma al 42%, meglio di Verona). Quando invece gli arrivano i palloni in prima linea, aziona i centrali che ripagano alla grande come nel secondo set quando attaccano entrambi con il 100% di efficienza (3 su 3 a testa).

STEFANI 7+: 21 punti (17 su 40 in attacco con percentuale di efficienza del 43%) di cui 1 ace e 3 muri vincenti. Errori in battuta 3, errori in attacco 8, muri subìti 3.  Ancora abbondantemente in doppia cifra, ancora punto di riferimento per il suo palleggiatore quando c’è da bombardare dalla seconda linea. Non solo, a muro mette la museruola al russo Sapozhkovt. Nel quarto set mette a terra 5 palloni e chiude con il 67% di efficienza. Ogni tanto si concede qualche passaggio a vuoto ma ricordiamoci sempre che è un classe 2001 che gioca titolare nel campionato più competitivo al mondo di pallavolo.

ALLETTI 6,5: 8 punti (7 su 9 in attacco con percentuale del 78%) di cui 1 in battuta. Errori in battuta 2, errori in attacco 1. Vederlo grintoso guardare dall’altra parte della rete dopo un primo tempo messo giù (il 21-23 del quarto set), conferma quanta tensione ci sia stata in questa partita e quanto sia stata determinata la sua prova.

LARIZZA 7-: 7 punti (6 su 8 in attacco con percentuale del 75%), di cui 1 a muro. Mezzi fisici e grinta. Il suo impatto con la Superlega è più che positivo sinora. Protagonista del secondo set con un 3 su 3 in attacco ed 1 muro vincente. Poi sporca tanti palloni a muro. Prestazione senza sbavature di sorta in alcun fondamentale.

LOEPPKY 7,5: 20 punti (17 su 34 in attacco con efficienza del 50%), di cui 2 ace ed 1 muro vincente. Errori al servizio 6, errori in attacco 4. Ricezione positiva 36% (perfetta 14%) su 22 palloni ricevuti.  “Buon giocatore, difetta in continuità”, riferisce un addetto ai lavori. Questa è la seconda partita di fila che, però, veste i panni del risolutore sottorete (nel secondo parziale mette a segno 6 punti), quello che mancava alla Gioiella Prisma Taranto ossia un braccio in più sul quale contare. Mette a terra la palla del successo nel tie-break del quinto set.

ANTONOV 8: 17 punti (15 su 29 in attacco con efficienza del 52%) di cui 1 ace ed 1 muro vincente. Errori al servizio 4, errori in attacco 0, muri subìti 2. Ricezione positiva 78% (50% perfetta) su 32 palloni ricevuti (1 ace subìto). Numeri da prestazione di alto livello. La si attendeva dopo un paio di prove in chiaroscuro. L’ex schiacciatore della nazionale ha rappresentato quel quid in più che ha consentito alla squadra di realizzare l’impresa esterna. Ha dato equilibrio e sicurezza (nel secondo set un mostruoso 90% di ricezione positiva e 70% di perfetta) al gioco della Prisma Taranto. Nel tie-break 4 punti per lui.

RIZZO 7: il suo scout dice 40% di ricezione positiva e 27% di perfetta su 30 palloni ricevuti (2 ace subìti). In apnea nel primo set, cercato dalle battute al fulmicotone dei randellatori di Verona, poi si riprende alla grande e la sua attenzione, specie, in difesa è stata a tratti fondamentale per permettere delle buone rigiocate.

Gargiulo ne ,Cottarelli ed Andreopoulos, senza voto.

DI PINTO 8: questo successo sul taraflex di Verona può entrare di diritto tra le imprese “storiche” del volley tarantino. Una partita entusiasmante, palpitante e carica di tensione sino all’ultima palla del tie-break.

La partenza è stata traumatizzant,e decisa dal fondamentale di battuta, con Verona (3 ace e 2 errori) che ha messo in crisi la ricezione jonica e Taranto che dai nove metri è stata fallosa (6 errori). Con pazienza e soprattutto con un’attenta valutazione tattica la Gioiella Prisma è riuscita a sistemarsi meglio in campo, specie nella fase muro-difesa e ad essere aggressiva in battuta. Il merito del coach è quasi tutto nell’aver messo fuori partita due brutti clienti come gli schiacciatori Keita e Mozic e nell’aver arginato l’opposto russo Sapozhkov. Nella “guerra” di strategia con l’esperto collega Stoitchev, esce vincente.

WITH U VERONA 6,5: squadra molto fisica ma anche tanto giovane e quindi soggetta a improvvisi cali di tensione ai quali coach Stoitchev cerca di sopperire pescando da una panchina con molte alternative (gli va bene con Magalini, ad esempio, sul finire del terzo set).Contro Taranto ha giocato con un pizzico di spocchia forse pensando, dopo quel primo set vinto 25-17, di poter avere vita facile. Una volta aggrediti in battuta la coppia di ricevitori Keita-Mozic, ha perso lucidità e il loro allenatore ha cominciato, come consuetudine, a giocare di strategia chiamando time-out e video check (ben 7 ed in una sola occasione la decisione della coppia arbitrale è stata modificata) per spezzettare il gioco. Una caratteristica questa di Verona che è la squadra, sinora, che ha richiesto più volte (in totale 24, ben 8 con Trento) l’intervento della “moviola” del volley nelle prime 4 giornate, con una percentuale di successo del 37%.Nel quarto set, quello decisivo concede ben 7 errori in battuta e 6 in attacco, segnale di una controproducente frenesia.

*credit foto legavolley

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *