Il dibattito “Ancora cemento? La sottozona 32 e il futuro assetto della città” tenutosi venerdì 28 ottobre al circolo ARCI Gagarin è stato un momento di confronto che ha visto coinvolti rappresentanti istituzionali, associazioni e cittadini.

In apertura la presidente del circolo, Stefania Castellana, ha commentato la mancata partecipazione da parte dei consiglieri comunali di maggioranza invitati. “Pur comprendendo bene le difficoltà della coalizione di governo su questa particolare questione, il confronto con le associazioni e i cittadini avrebbe permesso anche agli esponenti della maggioranza quanto meno di ascoltare le istanze di una parte della società civile”, ha affermato Castellana.

L’incontro è stato introdotto dalla relazione di Leo Corvace, che ha ripercorso le vicende della sottozona 32, ponendo l’accento in particolare sul conflitto fra i progetti di edificazione emersi di recente e la prospettiva del parco regionale del Mar Piccolo. Questo, già deliberato dall’amministrazione regionale, attende un’implementazione da parte del Comune di Taranto. La sua costituzione arresterebbe la corsa alla cementificazione e alla dilatazione della pianta urbana. Inoltre ha sostenuto la necessità di eliminare dal Prg le previsioni urbanistiche dal maggior impatto ambientale come appunto la zona a ridosso di Cimino.

Hanno quindi preso la parola i consiglieri comunali di opposizione, Massimo Battista e Walter Musillo. Battista ha evidenziato alcune anomalie nelle procedure in corso, schierandosi contro quanto va profilandosi nella zona Cimino. Musillo ha posto l’accento sulla necessità di rigenerare la città esistente, senza ulteriore consumo di suolo.

Al dibattito successivo hanno preso parte Saverio Carlucci (Legambiente), Vito Crisanti (comitato Parco regionale Mar Piccolo), Pino Bongiovanni, Francesco Venere, Mino Bellanova, Mario Pennuzzi (Fucina 900), Francesca Irpinia (Articolo Uno), Giovanni Lippolis (Rifondazione Comunista-Unione Popolare), Remo Pezzuto (Libera), Maurizio Romanazzo (PCI), Enzo Ferrari (direttore Taranto Buonasera).

La discussione, ampia e articolata, ha ruotato intorno ad alcuni temi cardine. In primo luogo, si è dato risalto ai dati ISPRA sul consumo di suolo, secondo i quali Taranto supera di tre volte la media nazionale. Al contempo, si è evidenziata la tendenza alla decrescita demografica che caratterizza da tempo la città. Di qui l’urgenza – condivisa dalla maggior parte degli interventi – di accelerare i tempi per la redazione e l’approvazione del nuovo Piano urbanistico generale (Pug), sospendendo nel frattempo nuovi progetti che prevedano ulteriore cementificazione degli spazi liberi ed espansione dell’abitato. E’ stata richiamata anche la necessità di un censimento dei vuoti edilizi come condizione preliminare per stimare il fabbisogno futuro di nuove costruzioni. Diverse perplessità sono state avanzate rispetto alla realizzazione di “servizi di supporto” al futuro Ospedale San Cataldo nel comparto 32, tenuto conto della distanza della zona dal policlinico e della necessità di rivitalizzare spazi esistenti nell’area urbana. Proprio in merito alla collocazione dell’ospedale – già di per sé eccessivamente decentrata – si è rilevato come il proliferare di “servizi di supporto” porterebbe a un congestionamento del traffico, facendo venire meno gli unici servizi veramente essenziali, ovvero l’efficienza dei trasporti e l’agilità nei collegamenti.

Il confronto ha visto emergere una proposta di collaborazione, in forma di rete, fra le associazioni e i cittadini intenzionati a battersi contro il consumo di suolo, per la valorizzazione del patrimonio paesaggistico e agricolo che circonda la città e per la riqualificazione del tessuto urbano. Il direttivo del circolo ARCI Gagarin ha preso quindi l’impegno a lavorare in questa direzione, convocando quanto prima una riunione fra le associazioni e i cittadini interessati a perseguire questi obiettivi.

(leggi tutti gli articoli sul comparto 32 https://www.corriereditaranto.it/?s=comparto+32&submit=Go)

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