La Gioiella Prisma Taranto vista all’opera con Padova conquista un punto che fa classifica e che allunga la serie (6 punti in 3 gare) ma poteva prenderne tre (vantaggio di 2-0) per poi festeggiare al limite con due (tie-break giocato punto a punto e deciso da un paio di giocate, non di più) .

Peccato perché’ si trattava di uno scontro diretto per la salvezza e 1-2 punti in più nell’economia della stagione avrebbero fatto comodo.

Un calo fisico evidente nella parte finale del match, specie in alcuni elementi (Antonov), un pizzico di sfortuna (Alletti subito out per infortunio, ed un centrale della sua esperienza sarebbe servito parecchio in certi momenti), un muro che in più di qualche circostanza è parso staccato da rete e poco ordinato, in azioni che si potevano chiudere a proprio favore.

Queste le pagelle:

FALASCHI 6,5: 5 punti (3 in battuta e 2 in attacco). Partita dai due volti come tutta la squadra. Ad un certo punto vedendo che i suoi compagni di squadra non riuscivano più a mettere giù palla in campo avversario, decide di fare da solo (indicativa la percentuale di primo attacco su ricezione positiva, 49% contro il 71% di Padova). La sua battuta ha creato molti problemi alla ricezione di Padova (0 errori, tra l’altro) .

STEFANI 7: 25 punti (23 su 43 in attacco con percentuale di efficienza del 53%) di cui 2 muri vincenti. Errori in battuta 5, errori in attacco 4, muri subìti 3. Dategli una palla alta e lui l’attaccherà (quasi) sempre a tutto braccio. Gioca ormai con la sicurezza di un veterano e seppur commette qualche errore glielo si perdona vista la resa complessiva.

GARGIULO 6+: 9 punti (6 su 16 in attacco con percentuale del 38%) di cui 3 a muro. Errori in battuta 1, errori in attacco 1, muri subìti 1. Entra, quasi a freddo, al posto di Alletti nelle primissime azioni del set iniziale. Approccia bene al match, ci mette grinta poi alti e bassi. Necessita di essere più composto a muro.

LARIZZA 6-: 6 punti (5 su 7 in attacco con percentuale del 71%), di cui 1 a muro. Appare e scompare dal match. Quando c’è si vede, soprattutto in attacco. Anche lui necessita di essere più composto a muro.

LOEPPKY 6,5: 18 punti (13 su 30 in attacco con efficienza del 43%), di cui 2 ace e 3 muri vincenti. Errori al servizio 5, errori in attacco 3, muri subìti 2. Ricezione positiva 67% (perfetta 15%) su 27 palloni ricevuti.  Anche lui entra ed esce dal match ma gli ex compagni di squadra decidono di non puntarlo in battuta. In alcuni frangenti è davvero risolutivo per la squadra (fase finale del 2°set), conferma il trend positivo dopo un inizio stagione difficoltoso.

ANTONOV 5,5: 11 punti (8 su 21 in attacco con efficienza del 38%) di cui 2 ace ed 1 muro vincente. Errori al servizio 2, errori in attacco 3, muri subìti 1. Ricezione positiva 54% (23% perfetta) su 39 palloni ricevuti (4 ace subìti). Va in affanno a metà gara, bersagliato dalla battuta di Padova che così toglie una soluzione in attacco al regista Falaschi. Cala fisicamente, per lui due tie-break consecutivi dopo due stagioni in panca a Piacenza sono troppi in questo momento.

RIZZO 6-: il suo scout dice 32% di ricezione positiva e 27% di perfetta su 16 palloni ricevuti (3 ace subìti). Parte bene, mostra sicurezza, difende ottimi palloni, alza in bagher un paio di palloni perfetti per Stefani, poi perde tranquillità e se ne va un po’ sotto.

Alletti ,Cottarelli ed Andreopoulos, senza voto.

DI PINTO 6: nei primi due set la squadra ha il piglio sicuro mostrato nelle ultime due uscite sebbene si noti qualche crepa nel sistema di muro-difesa che poi con il passare del tempo diventa più evidente. Perde subito Alletti, non aveva Lucconi a referto e non ha un cambio all’altezza di tenere il campo per far rifiatare almeno mezzo set Antonov. La squadra cala fisicamente, il coach si gira verso la panchina e non vede nessuno in  in grado di dargli garanzie soprattutto in ricezione. Il lungo passaggio a vuoto del terzo set  (da 17-16 a 17-22) ha influito sull’andamento della gara. Un punto può accontentare ma non soddisfare.

PALLAVOLO PADOVA 6,5: invidiabile la calma e la tranquillità con la quale coach Cuttini ha gestito la sua squadra dopo due set in cui Taranto ha mostrato un miglior livello di gioco. Poi con pazienza ha tessuto la tela nella quale è incappata la Gioiella Prisma, messa in difficoltà laddove (ricezione) Padova ne aveva incontrate tante proprio nei primi due parziali. La sostituzione di Desmet con Asparuhov ha sortito i suoi effetti a lungo andare facendo salire il livello di gioco e aumentando il ventaglio di soluzioni del palleggiatore. Anche il cambio di regia sul finire del tie-break (Zoppellari per lo stremato Saitta) ha sortito benefici effetti, sebbene potesse sembrare un azzardo in quel momento del match.

Ottima la strategia di cercare di mettere fuori partita Antonov (avranno studiato bene il match con Verona), l’elemento di equilibrio di Taranto. Squadra da combattimento (3 gare su 5 finite al tie-beak, tutti e 3 vinti) .

#credit foto Paolo Occhinegro

 

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