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Nuovo caso nell’indotto del siderurgico. L’azienda Ecologica che opera nel settore della logistica presso gli sporgenti del porto e nelle pulizie industriali occupando all’incirca 400 lavoratori, vanterebbe un credito di 10 milioni di euro e uno scaduto di fatture non saldare pari a sei mesi da Acciaierie d’Italia. Il cui appalto è previsto in scadenza il prossimo mese di marzo. Ciò nonostante, a differenza di altre ditte, l’Ecologica ha sin qui retribuito puntualmente i suoi dipendenti.

Durante l’ultimo consiglio di Fabbrica tenuto da Fim, Fiom e Uilm, insieme alle categorie di Cgil, Cisl e Uil, per discutere in merito alla fase di criticità in cui versa lo stabilimento siderurgico di Taranto, i sindacati denunciarono come “l’assenza di risposte da parte dei governi che si sono avvicendati in questi anni ha creato una situazione ormai insostenibile. Tale situazione di criticità ha coinvolto tutti i lavoratori, in particolar modo i lavoratori dell’appalto e dell’indotto, che continuano a subire ritardi sul pagamento degli stipendi e l’avvio di numerose procedure di cassa integrazione per cessazione di attività di molte aziende del territorio”.

Confindustria Taranto nelle scorse settimane ha parlato di arretrati nei pagamenti alle ditte dell’indotto e dell’appalto da part di Acciaierie d’Italia pari a 100 milioni di euro. Molte ditte stanno per terminare gli ammortizzatori sociali, cosa che comporterà la cessazione di attività e quindi procedure di licenziamento per i lavoratori qualora non vengano pagate le fatture con gli ordini di lavoro che non partiranno.

Detto ciò, in tutti questi anni non abbiamo mai lesinato critiche anche dure alle ditte dell’indotto e dell’appalto e quindi a Confindustria Taranto. Che negli anni hanno tratto i loro bei profitti, anche grazie alla trasformazione di molti contratti da metalmeccanici a Multiservizi tanto per dirne una, e che hanno accettato tempo addietro che Acciaierie d’Italia pagasse le fatture anche a distanza di 180 giorni. Una scelta che di fatto si è rivelata un boomerang e presa in tempi in cui erano già ben note le difficoltà dell’azienda al rispetto delle scadenze previste dalle fatture. Consci che tutto questo avrebbe avuto dirette conseguenze sull’anello più debole della catena, ovvero i lavoratori stessi. Che non dovranno essere abbandonati ancora una volta al loro destino, ma protetti e garantiti in attesa di chiarezza sul futuro del siderurgico.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/11/04/ex-ilva-politica-decida-sul-futuro2/)

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