Le segreterie provinciali Fim, Fiom e Uilm di Taranto hanno inviato una lettera ai ministri Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti, Lavoro e politiche sociali Marina Elvira Calderone, Sviluppo economico e made in Italy Adolfo Urso, nonché ai gruppi parlamentari, per ricordare la scadenza al 31 dicembre dell’integrazione salariale alla cassa integrazione straordinaria per i circa 1600 lavoratori rimasti alle dipendenze di Ilva in amministrazione straordinaria e sollecitare le azioni necessarie per il rifinanziamento.
Le organizzazioni sindacal chiedono “che vengano predisposti tutti gli adempimenti finalizzati alla presentazione dell’emendamento sul rifinanziamento anche per l’anno 2023 dell’integrazione salariale sulla Cassa integrazione per i lavoratori di llva in Amministrazione Straordinaria (come da accordo ministeriale del 27 febbraio 2017 e successivo accordo del 6 settembre 2018) in scadenza al 31 dicembre 202.2, al fine di evitare possibili ritardi, purtroppo sistematicamente registratisi in passato“.
Contestualmente, nel ribadire la necessità degli impegni assunti, i sidnacati ritengono “fondamentale garantire la sicurezza del reddito dei lavoratori per l’intero anno 2023 con Ia prosecuzione del trattamento di integrazione. Considerando la suddenta integrazione una misura stabilita da accordi ministeriali e che puntualmente ogni anno va finanziata si sollecita i ministeri affinché non si verifichino nuovi ritardi nell’erogazione, che di fatto causerebbero una condizione di forte disagio per tali lavoratori”.
Pertanto per Fim, Fiom e Uilm “si rende indispensabile un intervento tempestivo del governo a dar vita ad ogni adempimento del caso, tale da garantire -attraverso la presentazione di eventuale emendamento nella prossima legge di bilancio o apposito decreto – il regolare iter amministrativo utile a scongiurare possibili ritardi e disagi”.
Fim, Fiom e Uilm, infine significano la presenza “di forti tensioni sul piano sociale per i lavoratori appartenenti al bacino llva in AS, che insieme alle loro famiglie, subiscono il peso del disagio economico protratto e l’incertezza dovuta all’attesa degli sviluppi della vertanza Ilva in ambito ministeriale”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/11/04/indotto-ex-ilva-la-crisi-continua/)