La decisione odierna di Acciaierie d’Italia, che ha deciso di sospendere le attività delle ditte dell’indotto sugli ordini in corso, ha scatenato la reazione dei sindacati metalmeccanici di Taranto, che si apprestavano ad incontrare lunedì i parlamentari e i senatori per discutere delle problematiche relative al sideurgico tarantino.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/11/12/acciaierie-ditalia-chiaro-segnale-al-governo/)
“Acciaierie d’Italia in data odierna ha comunicato la sospensione momentanea di 145 aziende dell’appalto per motivazioni esclusivamente legate al cash flow della multinazionale. L’azienda improvvisamente scopre di essere in difficoltà nonostante le rassicurazioni dell’Amministratore Delegato di ArcelorMittal, di circa un mese fa, in cui ci comunicava che nonostante le piccole riduzioni della capacità produttiva dovute all’emergenza gas, lo stabilimento della ex Ilva di Taranto era molto forte, in ottima salute e che non si prevedevano cambiamenti tali che potessero compromettere il futuro dell’acciaieria. È del tutto evidente che tale scelta, avvenuta con le solite modalità arroganti della multinazionale, è l’ennesima provocazione da parte dell’attuale management aziendale che ancora una volta prova ad utilizzare i lavoratori come grimaldello nei confronti dei governi esclusivamente per battere cassa”. Così in una nota congiunta Gianni Venturi, responsabile nazionale siderurgia per la Fiom Cgil, e Giuseppe Romano, segretario generale Fiom-Cgil di Taranto. 
“Alle organizzazioni sindacali non è chiaro come siano stati definiti alcuni blocchi delle attività di manutenzione, tranne per i lavori previsti dall’autorizzazione integrata ambientale, in un’azienda che necessita di maggiori investimenti e non di rinvii che metterebbero ulteriormente a rischio la salute e sicurezza dei lavoratori. Inoltre, ieri abbiamo riscontrato un ulteriore ed inspiegabile rialzo dei numeri sulla cassa integrazione per i lavoratori diretti di Acciaierie d’Italia che compromette il già precario sistema produttivo dello stabilimento siderurgico di Taranto. Crediamo sia l’ennesima provocazione nei confronti dei lavoratori e della città in quanto il fermo delle attività delle ditte di appalto coincide di fatto con l’iniziativa della Fiom, unitamente a Fim e Uilm, prevista per il prossimo 14 novembre con i parlamentari ionici, in cui le organizzazioni sindacali presenteranno un quadro dettagliato della vertenza ex Ilva e la richiesta di un celere intervento da parte del governo per definire e discutere tempi e modalità sui futuri assetti societari, sul processo di transizione ecologica e sul piano occupazionale ed industriale. Il governo non stia a guardare e soprattutto non ceda ai continui ricatti della multinazionale agendo all’interno degli assetti societari di Acciaieirie d’Italia e vincoli le risorse ad un intervento pubblico che garantisca occupazione ed una giusta transizione ambientale e produttiva” concludono Gianni Venturi, responsabile nazionale siderurgia per la FiomCgil, e Giuseppe Romano, segretario generale Fiom-Cgil di Taranto.
I primi a lanciare l’allarme sono stati il segretario nazionale Fim Cisl, Valerio D’Alò, e il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto-Brindisi, Biagio Prisciano, sostenendo che “la sospensione è a tempo indeterminato e che si tratta di un gesto gravissimo che mette a rischio centinaia di posti di lavoro. La ricaduta occupazionale sarà massiccia”. “Se Acciaierie d’Italia e l’amministratore delegato Lucia Morselli – osservano i due sindacalisti – pensano di utilizzare questa situazione per premere sul governo e cercare di ottenere le risorse del miliardo di euro del Decreto Aiuti, hanno sbagliato i conti e vedranno l’opposizione del sindacato. È davvero singolare che questa stretta dell’azienda arrivi a poche ore dall’incontro che lunedì Fim, Fiom e Uilm avranno a Taranto con i parlamentari sulla situazione dell’ex Ilva”.
“Dopo la comunicazione odierna di sospensione attività – ha detto il segretario generale UILM Taranto Davide Sperti – per quasi 150 aziende degli appalti in Acciaierie d’Italia, la situazione è drammaticamente peggiorata. Per la UILM non c’è più tempo d’aspettare. Lunedi 14 novembre avevamo già organizzato con tutte le altre sigle sindacali, e con i parlamentari ionici, un incontro per fare il punto della situazione. Ascolteremo senz’altro i parlamentari ionici che interverranno all’evento monotematico di lunedì ma, per quanto riguarda la UILM e la UIL, nella stessa giornata proclameremo azioni di protesta immediate. Non staremo a guardare inermi il funerale dell’intero territorio”. “Dopo questa agghiacciante decisione – ha tuonato il Coordinatore UIL di Taranto Pietro Pallini – cos’altro attende il Governo? Non c’è altro tempo da perdere. L’incontro di lunedì 14 non può certo essere un ventaglio di intenti, nel senso che da questo momento, c’è un’unica strada da percorrere: disinnescare la bomba sociale che si prepara e quelle che potrebbero
essere le reali ricadute di tutto ciò. Ci rivolgiamo, dunque, ai parlamentari e al Governo affinché da subito si avvii ogni azione tesa a evitare il de profundis di una comunità già in ginocchio e che non sarà spettatrice di ulteriori sfregi nel ginepraio delle umiliazioni”.
“Acciaierie d’Italia porta all’esasperazione il rapporto con le aziende dell’appalto, bloccandole e apre a Taranto un altro pesantissimo capitolo sul piano occupazionale. Non sono meno di 2.000 i lavoratori ai quali da lunedì sarà negato l’ingresso in fabbrica con disattivazione del badge. Unico scopo di Acciaierie d’Italia è quello di avere altro denaro. Riteniamo che le risorse pubbliche non devono servire per pagare i debiti contratti da Adi, ma bensì per mettere in sicurezza la fabbrica e per la comunità. Giusto, a nostro avviso, che ci sia un aumento della quota societaria dello Stato che lo farebbe diventare maggioritario rispetto al privato. Questo è quello che Usb chiede al Governo. La nostra organizzazione sindacale è decisamente preoccupata per le conseguenze di questo atteggiamento che va inevitabilmente a surriscaldare il clima, già caldo, all’interno dell’acciaieria tarantina. Un invito alla politica ad essere accanto a noi, e soprattutto ai lavoratori e alla città in questa ennesima battaglia in difesa del territorio” ha invece affermato Franco Rizzo Coordinatore provinciale Usb Taranto.
(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)