La Giunta regionale ha designato Lucio Lonoce quale componente del Cda della società controllata Acquedotto Pugliese Spa. E’ quanto riporta uno stringato comunicato della Regione Puglia in merito all’ultima seduta della Giunta. E che conferma quanto riportammo lo scorso luglio, come si può leggere nell’articolo linkato qui sotto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/23/comune-lonoce-premiato-da-emiliano/)
Dunque, Lucio Lonoce, storico esponente del Partito Democratico (lavoratore del siderurgico rientrato nella platea dei 1600 operai ex Ilva in AS non riassunti da ArcelorMittal il 1 novembre 2018), tra i più suffragati nell’ultima tornata elettorale come spesso gli è accaduto nelle precedenti tornate elettorali (ben 1632 voti, secondo più suffragato alle spalle del consigliere comunale e regionale, sempre del Pd, Vincenzo Di Gregorio primo con 1932 preferenze), ha ottenuto quel che all’epoca ipotizzammo essere una sorta di risarcimento ‘politico’, per la mancata candidatura a presidente del consiglio comunale, ruolo che aveva ricoperto durante la prima amministrazione Melucci.
Che è andato a Pietro Bitetti, che secondo un accordo politico pre-elettorale, che pare non tutti conoscessero (cosa alquanto rischiosa e controproducente qualora fosse stata vera) sarebbe spettato di diritto alla terza lista in ordine di preferenze della coalizione guidata da Rinaldo Melucci: ‘posizione’ ottenuta proprio dalla lista civica CON (formazione politica creata ad hoc esattamente un anno fa proprio dal governatore Michele Emiliano), dove il più suffragato risultò essere Bitetti (con 1512 voti), politiico di lungo corso e che aveva ricoperto la carica di presidente del consiglio comunale dal 2012 al 2017 durante l’ultima amministrazione del sindaco Ippazio Stefàno. 
Onde evitare la conta fraticida con conseguenze imprevedibili, visto che Lonoce dichiarò di non essere a conoscenza di tale accordo pre-elettorale e per questo di non esser disposto a rinunciare a correre per il ruolo in questione, si scelse di correre ai ripari. Non solo attribuendo, di fatto, la carica al consigliere Bitetti (che poi fu eletto durante il primo consiglio comunale dello scorso 27 luglio con un piccolo giallo che potete rileggere nell’articolo linkato a fondo pagina).
Ma soprattutto attraverso una mediazione politica: in quei giorni di luglio, come riportammo, si svolse un incontro a cui parteciparono il presidente della giunta regionale Michele Emiliano, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il senatore e commissario jonico del Pd Antonio Misiani, l’onorevole Ubaldo Pagano del Pd ed il segretario regionale del partito Marco Lacarra. Al termine del quale il consigliere Lucio Lonoce avrebbe appunto ottenuto la promessa di essere valorizzato non solo in quanto politico di lungo corso e tra i più suffragati, ma anche per aver fatto un passo indietro nella disputa per il ruolo di presidente del consiglio comunale. E secondo i ben informati di allora (nonché nostre fonti), il ‘premio‘ sarebbe consistito proprio in una nomina all’interno del consiglio di amministrazione dell’Acquedotto Pugliese, che avrebbe garantito direttamente il governatore Emiliano.
Dopo il nostro articolo del 22 luglio, il caso venne sollevato nel primo consiglio comunale del 27 luglio da alcuni consiglieri di minoranza (tra i quali Massimo Battista e Luigi Abbate), ai quali rispose direttamente lo stesso Lonoce con un intervento in cui spiegava i “nobili” motivi politici che lo avevano portato al passo indietro, negando che gli fosse stato promesso un risarcimento dal governatore Emiliano attraverso la nomina come componente di un Cda di una delle società partecipate controllate dalla Regione ((visto che durante la campagna elettorale si vociferava della possibilità che Bitetti ottenesse da Emiliano un posto all’interno del cda di Aeroporti di Puglia).
Pur negando quanto poi si è invece puntualmente verificato, Lonoce affermò che invece di protestare i consiglieri di minoranza avrebbero dovuto salutare con soddisfazione l’eventuale futura nomina di un esponente politico tarantino, in un “ruolo così prestigioso“, lasciando intendere che poi, tutto sommato, la notizia non fosse così improbabile.
Alla fine dunque, ancora una volta, sono stati tutti accontentati. Anche se oramai il ‘sistema Emiliano‘, così come è stato ribattezzato da anni, mostra da tempo molte crepe anche dentro il Partito Democratico pugliese. Come dimostra lo scambio polemico di battute seguito alla nomina di Lonoce (criticata ovviamente anche dai partiti di opposizione come la Lega). Ad una prima critica del consigliere Amati (che ha definito inappropriata la nomina di Lonoce diffidando dal procedere in tal senso), ha prontamente risposto il consigliere regionale tarantino Michele Mazzarano. Secondo il quale “è giusto che Taranto sia rappresentata nel Cda della società Acquedotto Pugliese” perché “quello ionico – aggiunge Mazzarano – è il territorio meno presente nelle Agenzie e nelle Società controllate dalla Regione Puglia. Per questo dispiace che il collega Amati, preso dalla smania di dover criticare tutte le scelte del Presidente Emiliano, non abbia tenuto conto di questo aspetto“. Il quale ha subito controreplicato: “Il collega Mazzarano, preso dalla smania di dover difendere l’indifendibile di Emiliano, pensa forse che bere l’acqua o depurarla dipenda dalla provenienza territoriale degli amministratori di Aqp? Vuole forse dire che i cittadini delle province non rappresentate nel CdA di AQP saranno destinati a morire di sete o a galleggiare nei liquami? Suvvia, smettiamola di giustificare una lottizzazione indegna che nel caso di AqP pensavamo superata”.
Questo è quanto. Ogni altro nostro commento appare inutile. Auguri.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/27/riparte-il-consiglio-comunale/)