L’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio attraverso una nota ufficiale, interviene per chiarire quanto sta avvenendo intorno al progetto “Interventi per il dragaggio di 2,3 Mm³ di sedimenti in area Molo Polisettoriale per la realizzazione di un primo lotto della cassa di colmata funzionale all’ampliamento del V sporgente del Porto di Taranto”, dopo un articolo del sito specializzato shippingitaly.it dello scorso 14 novembre.

Nella nota firmata dal presidente dell’Autorità Portuale Sergio Prete, si legge che “con D.M. n. 34 del 09.03.2022 il MiTE ha espresso giudizio positivo con prescrizioni sulla compatibilità ambientale della prosecuzione del progetto “Interventi per il dragaggio di 2,3 Mm³ di sedimenti in area Molo Polisettoriale per la realizzazione di un primo lotto della cassa di colmata funzionale all’ampliamento del V sporgente del Porto di Taranto”. Il ministero, infatti, nel provvedimento ha indicato una serie di condizioni ambientali che dovranno essere ottemperate, alcune delle quali prima dell’avvio delle attività di dragaggio. Per tale ragione l’AdSP ha avviato la verifica di ottemperanza alle condizioni ambientali preliminari all’inizio dei lavori di dragaggio. Nella fattispecie, relativamente alla condizione ambientale n. 3 – che contiene prescrizioni operative da adottarsi in fase di dragaggio – il ministero si è espresso ritendendola, al momento, non ottemperata ed ha, perciò, invitato questa Amministrazione a presentare una nuova istanza per l’avvio della verifica, entro i termini stabiliti dallo stesso provvedimento di compatibilità ambientale. Questa AdSP, tramite l’impresa esecutrice, ha in corso la revisione degli elaborati necessari alla riproposizione della verifica, secondo le osservazioni della Commissione stessa. Quanto sopra non inficia, quindi, in alcun modo il giudizio di compatibilità ambientale di prosecuzione dell’intervento rilasciato dal Ministero col cit. decreto n. 34/2022 ed i conseguenziali procedimenti di ottemperanza” conclude il presidente Sergio Prete.

La vicenda, che però risale allo scorso settembre, riguarda una serie di prescrizioni presenti nel Piano di Monitoraggio ambientale da adottare per l’esecuzione del dragaggio. Sia l’Autorità Portuale che Arpa Puglia da noi contattate sull’argomento (in attesa della pubblicazione del provvedimento del MiTE) ci hanno rassicurato sul fatto che tutto procede e che la risoluzione della vicenda non comprometterà il procedere del progetto, che già sconta un ritardo notevole.

(leggi tutti gli articoli sui dragaggi https://www.corriereditaranto.it/?s=dragaggi&submit=Go)

One Response

  1. Che palle sti psudoambientalismi a due metri dall’Ilva. Come se nei grandi porti europei se ne fragassero altamente quando dragano.

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