A volte ritornano. O forse sarebbe il caso di utilizzare la famosa frase ‘eppur si muove‘. Dopo mesi di silenzio infatti, registriamo una piccola ma importante novità in merito alle bonifiche per il SIN di Taranto. Lo scorso 3 novembre infatti, la Prefettura di Taranto ha comunicato alla Provincia che con DPCM del 1 settembre 2022 è stata definita la composizione della struttura di supporto al Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/13/il-grande-buco-nero-delle-bonifiche/)

Dunque, è finalmente arrivato il decreto di attuazione di un provvedimento previsto dal decreto-legge approvato nell’ottobre 2021 che conteneva disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose (detto dl ‘Recovery‘), e che prevedeva alcune norme promosse dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, in merito al Risanamento ambientale nella città di Taranto (sotto la dicitura provvedimento ‘Città di Taranto’).

Il prefetto Demetrio Martino potrà quindi usufruire di una struttura di supporto per l’esercizio delle funzioni commissariale, posta alle dirette dipendenze del Commissario, composta da un contingente massimo di personale pari a cinque unità di livello non dirigenziale, e una unità di livello dirigenziale non generale appartenenti ai ruoli delle amministrazioni pubbliche. Al momento però, sappiamo soltanto che ne farà parte il dipendente della Provincia di Taranto architetto Paolo Caramia, come espressamente richiesto dallo stesso Martino all’ente provinciale lo scorso 3 novembre.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/20/salviamo-le-bonifche-dallabisso3/)

E’ bene infatti ricordare che sulla Gazzetta Ufficiale n.167 dello scorso 19/07/2022, venne pubblicato il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 30 marzo, che conteneva la proroga per il dott. Demetrio Martino dell’incarico di Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto. Decreto che trovava la sua ragion d’essere nella nota del 20 gennaio 2022, con la quale l’ex ministro della transizione ecologica (MiTE) propose la proroga del prefetto, e quella del 17 marzo 2022, con la quale l’ex ministro dell’interno comunicò il proprio nulla osta alla suddetta proroga vista quella che all’epoca era vista come imminente scadenza dell’incarico, ovvero il 31 marzo scorso. Il decreto era stato poi registrato alla Corte dei Conti il 16 maggio. Il decreto dell’ex presidente del Consiglio Mario Draghi, ha di fatto prorgato di un anno e mezzo l’incarico sommandolo all’anno e mezzo precedente (ottobre 2020-marzo 2022), in modo da raggiungere i tre anni di mandato previsti dal decreto-legge dell’ottobre 2021. Motivando tale decisione in quanto “il curriculum vitae del dott. Demetrio Martino è in possesso di capacità adeguate alle funzioni da svolgere, avuto riguardo ai titoli professionali ed alle esperienze maturate” (dopo lo scellerato defenestramento dell’ex commissario Vera Corbelli durante il governo Conte II). Il che è abbastanza singolare visto che lo stesso Martino, durante un’audizione in primavera presso la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad essi correlati, ammise candidamente di non avere la preparazione scientifica per ricoprire un ruolo così complesso, ma di averlo accettato per puro spirito di servizio.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/20/bonifiche-il-prefetto-traghettatore-silenzioso2/)

Cosa farà, o non farà, da qui all’ottobre 2023 il prefetto in qualità di Commissario, lo sappiamo già dat empo. E riguarda in particolar modo la gestione dell’intervento dedicato alla bonifica dei sedimenti del I seno del Mar Piccolo, che come abbiamo più volte scritto nell’ultimo anno è stato sospeso e non sarà effettuato.

Si sperimenterà il progetto del CNR di Taranto sulla stabulazione dei mitili in mar Grande e in laboratorio, per provare a salvaguardare la mitilicoltura del I seno. Un compromesso per provare a limitare i danni prodotti dalla mancata bonifica dei sedimenti, dalle alte temperature e dal poco spazio nel II seno del Mar Piccolo e dagli obblighi imposti dall’ordinanza regionale. E sarà portato avanti anche il progetto LIFE4marPiccolo sul quale torneremo prossimamente. Ma la bonifica vera e propria non ci sarà. Con buona pace del Tavolo permanente per la mitilicoltura, riattivato lo scorso agosto dall’amministrazione Melucci che ‘stranamente’ su questo argomento è poco loquace.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/24/ambiente-svenduto-le-verita-taciute-sul-mar-piccolo/)

Probabilmente non sapremo mai quali ‘scienziati’ abbiano ‘consigliato’ al prefetto di agire in questo modo, decidendo di “sospendere e bloccare la gara“ del Partenariato per l’innovazione, prevista dal bando per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica. Né sapremo mai da quale calcolo economico-scientifico il prefetto abbia dedotto il dato secondo cui la bonifica del Mar Piccolo costerebbe ben 1 miliardo di euro (per la Corbelli sarebbero serviti altri 204 milioni di euro). Non lo sappiamo e non lo sapremo semplicemente perché il prefetto Martino in ogni audizione o tavolo in cui ha parlato di ciò, non ha mai fatto nomi e cognomi, non ha mai presentato studi e relazioni a sostegno di tale tesi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/09/mar-piccolo-stop-bonifica-ce-piano-b/)

Per non parlare dell’assenza totale di comunicazioni con l’esterno, visto che il sito su cui prima si poggiava l’attività dell’ex commissario Vera Corbelli fu chiuso due anni fa ed attualmente pare non ci siano le risorse per aprirne un altro. Nè vengono più pubblicate notizie, documenti e decreti nella sezione appositamente dedicata sul sito ufficiale della prefettura di Taranto. Semplicemente, non si sa assolutamente nulla di tutto quello che riguarda le attività in essere del commissario in merito alle bonifiche (ved nuovo appalto per la bonifica del cimitero San Brunone o dell’area PIP di Statte). Tutto è avvolto da un silenzio sinistro, a cui nessuno sembra davvero interessato. Noi, finché ci saremo, continueremo a vigliare, a mantenere accesa la luce e ad informare come dimostrano le decine, centinaia di articoli scritti negli ultimi anni. Ad maiora.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/30/bonifica-sin-taranto-serviranno-anni2/)

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