| --° Taranto

Seduta lunga e frammentata, quella odierna del Consiglio Comunale, con frequenti mini-sospensioni per chiarire, interpretare, formulare emendamenti, in un clima di confusione generale causato anche, come diremo tra poco, da una documentazione non sempre completa e tempestiva.

Cittadella, sì al raddoppio

Primo punto di un certo peso all’ordine del giorno, la proposta di raddoppio della Cittadella della Carità. Essa, come chiarito in un dettagliato intervento dal consigliere Vietri, prevede un grande numero di edifici: «una chiesa, residenze collegiate per studenti e insegnanti, centro tecnologico, centro per l’assistenza scolastica, centro culturale, biblioteca mediatica, attrezzature per l’apprendimento con tecnologie avanzate, ampliamento di RSA esistente, foresteria a servizio della RSA, centro socio-assistenziale per anziani, disabili e malati, ampliamento dell’esistente padiglione di degenza ARCA, ampliamento degli studi medici esistenti, ampliamento degli ambulatori esistenti, senior housing ad integrazione dei servizi socio-assistenziali, centro socio-assistenziale per sacerdoti anziani, ampliamento delle strutture di riabilitazione motoria e diagnostica avanzata, centro socio-assistenziale per l’infanzia, centro socio-assistenziale per suore anziane, centro socio-assistenziale per ragazze madri, centro socio-assistenziale per disabili non autosufficienti, centro socio-assistenziale per i soggetti del programma “Dopo di noi”, centro tecnologico per la manutenzione di apparecchiature e attrezzature delle strutture socio-assistenziali, strutture socio-assistenziali per l’educazione ed il benessere dei giovani, servizi di sussistenza a supporto delle attività socio-assistenziali che hanno sede nella Cittadella della Carità, un auditorium polivalente con aula magna, spogliatoi e servizi generali, palestra coperta, piscina, campo di calcetto coperto e campo da tennis coperto».

Un elenco infinito che ha fatto storcere il naso ai consiglieri dell’opposizione, i quali hanno chiesto come sia possibile per una fondazione come la Cittadella della Carità che, come noto, non naviga nell’oro, poter mettere in cantiere un progetto di così vasta portata. Altro motivo che ha spinto le minoranze a non votare a favore riguarda il fatto che un progetto così impattante debba essere realizzato mentre è ancora vigente il vecchio strumento urbanistico, il PRG del 1978 che, come noto, prevedeva una città molto più grande e volumetrie edificatorie conseguenti.

Il punto, ad ogni modo, è stato ugualmente approvato con venti voti a favore, un solo contrario e sei astenuti.

Sì ad una nuova RSA

Quasi unanimità (un solo astenuto), invece, per un altro provvedimento proveniente dalla direzione urbanistica, la dichiarazione di pubblica utilità per la realizzazione di una RSA da 35 posti letto da parte della cooperativa Crescita e Sviluppo. Sul punto si è avuta un’interminabile discussione procedurale fra i consiglieri di opposizione e il dirigente comunale all’urbanistica Cosimo Netti relativamente ad un emendamento con primo firmatario il consigliere Cosa che voleva imporre al gestore della struttura di riservare una quota dei posti letto a persone meno abbienti indicate dai servizi sociali. Dopo che una prima redazione dell’emendamento aveva ricevuto parere tecnico negativo, una seconda è stata finalmente ritenuta accettabile e votata all’unanimità dall’aula.

Fondi ex-Ilva: perché così tanti soldi in comunicazione?

Ben più acceso il dibattito quando si è giunti all’approvazione di una variazione di bilancio. L’oggetto del contendere, infatti, riguardava i famigerati fondi ex-Ilva di cui il Comune è beneficiario per azioni che consentano la rigenerazione della città. I consiglieri di opposizione hanno lamentato una documentazione incompleta. Il consigliere Cosa, in particolare, ha chiesto in aula di poter visionare il dettaglio delle destinazioni di spesa di questi fondi. Dal dettaglio è emerso (spingendo le opposizioni ad una durissima protesta) che ben € 305.000 sono stati destinati ad un piano di comunicazione relativo all’uso di quei medesimi fondi. Mentre le opposizioni gridavano allo scandalo, anche dai banchi della maggioranza si sono levate voci critiche. Per prima quella di Gianni Liviano, particolarmente rilevante in quanto presidente della Commissione Bilancio e capogruppo del PD. «Credo che si ponga un problema di relazioni, perché evidentemente c’è un’aspettativa di appartenenza e di condivisione, e sulla base di questa aspettativa di appartenenza e di condivisione è chiaro da parte nostra un voto favorevole rispetto alla variazione di bilancio richiesta. È anche vero, però, che un’esigenza che i componenti della commissione bilancio pongono è quella di ricevere con maggiore dettaglio e con maggiore puntualità la documentazione che motiva alcune scelte, affinché non si arrivi poi in Consiglio così poco preparati, ma si possa a monte confrontarsi e condividere sulle scelte. Il voto del Partito Democratico, per appartenenza alla maggioranza, è un voto favorevole. Rimane, però, la necessità di un dialogo maggiore. Il Consiglio Comunale non può essere solamente il luogo delle approvazioni e delle persone che alzano la mano, non possiamo essere gli omologatori permanenti di scelte altrui ma dobbiamo necessariamente almeno avere notizia delle scelte che si fanno in maniera preventiva». Un intervento particolarmente duro, cui ha fatto eco uno analogo del consigliere Lo Muzio.

Fortemente criticata da parte delle minoranze, del resto, è stata anche l’ennesima assenza del sindaco dall’aula, particolarmente rilevante in quanto, come sottolineato dal consigliere Di Cuia, Melucci trattiene a sé proprio le delicatissime deleghe all’Urbanistica e al Bilancio, quelle su cui più spesso si sono lamentati “problemi di comunicazione”. Un fatto ormai sistematico, con il sindaco che risulta fra gli assenti giustificati in quanto trattenuto da impegni istituzionali (in questo caso, una conferenza dell’ANCI). Impegni che, però, iniziano ad essere troppo spesso coincidenti con quello che resta comunque il più alto impegno del primo cittadino, e cioè la partecipazione alla massima assise comunale, di cui peraltro è membro a tutti gli effetti.

Per il resto, approvati anche il programma di interventi per il diritto allo studio e numerosi debiti fuori bilancio. Rinviato, invece, l’altro punto caldissimo della politica tarantina di queste settimane: la questione relativa alla sottozona 32.

Una risposta

  1. Ignoranti e caproni tipici tarantini quali sono quelli dell’opposizione, non capiscono o fanno finta di non capire che l’unica maniera di attrarre investitori e turismo e’ proprio la comunicazione.

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