“Recuperare un immobile trasfigurato da decenni di indifferenza ed incuria e restituirlo a nuova vita facendolo diventare non solo una moderna e funzionale residenza universitaria, ma anche un modello per promuovere la cosiddetta ‘nuova cultura dell’abitare‘. È quanto ci proponiamo di ottenere come Amministrazione attraverso la riconversione di Palazzo Frisini, nel cuore del Borgo di una Taranto che deve avere nella rigenerazione urbana e nella valorizzazione culturale del suo patrimonio una delle sue priorità.” È il commento del sindaco e presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci, a margine della presentazione della mostra “#studenthousing. Idee e progetti prendono forma” inaugurata negli spazi Laboratori OpLa del Politecnico di Bari ed incentrata sui progetti vincitori del concorso indetto dalla Regione Puglia, che aveva come obiettivo quello di far realizzare nuove residenze universitarie all’interno di edifici di pregio dismessi presenti nelle città di Taranto, Lecce e Brindisi.
Per il capoluogo ionico è stato scelto proprio Palazzo Frisini, l’ex brefotrofio già sede di un Liceo, che, nel rispetto della sua storia costruttiva, sarà quindi oggetto di poderose opere di consolidamento, restauro, risanamento e ripristino funzionale che andranno ad affiancarsi agli interventi di recupero nel tessuto del Borgo antico, unitamente a tutti quei processi di valorizzazione dell’intero patrimonio cittadino. Palazzo Frisini diventerà un unico contenitore in cui l’offerta di nuove residenze universitarie si incrocerà con quella di “nuovi servizi” aperti al pubblico.
All’inaugurazione della mostra e alla premiazione del progetto vincitore (a presentarlo è stato l’RTP Corvino+Multari srl) hanno partecipato, per il Comune, il dirigente arch. Mimmo Netti, e, per l’Ente Provincia, il dirigente arch. Pantaleo De Finis ed il componente dell’Ufficio di gabinetto, dott. Luca Delton.
(leggi del progetto di Palazzo Frisini https://www.corriereditaranto.it/2022/04/12/palazzo-frisini-rinascera-scelto-il-progetto/)
Una fortuna nella sfortuna. Sebbene sia sempre da accogliere con favore il riutilizzo di strutture come questa, dispiace constatare, a volte, quanti contenitori e quanti pochi contenuti abbiamo. Sarebbe bello se Palazzo Frisini fosse sede di un’intera facoltà o fosse destinata davvero a qualcosa che le rendesse giustizia e permettesse alla cittadinanza intera di usufruirne. D’altronde anche per questo progetto si parla “nuovi servizi aperti al pubblico” ma non credo si sappia quali siano. E’ un po’ come quando si ipotizzò un hotel a 5 stelle per l’Archita… una bestemmia. Eppure se l’alternativa, per un palazzo come questo, è quella di continuare a vederlo cadere a pezzi, ogni blasfemia, probabilmente, diventa un’ipotesi seria.