Tra un paio di giorni, e precisamente martedì, sarà un giorno speciale per Taranto. O almeno così si spera. Speciale e storico, se vogliamo, perchè dopo oltre 40 anni finalmente si parlerà, in una seduta monotematica del Consiglio comunale, di PUG, e cioè del nuovo Piano Urbanistico Generale che, appunto, a Taranto è fermo ormai dal 1978. Quasi mezzo secolo in cui, diciamolo pure, palazzinari e avidi imprenditori l’hanno fatta da padrone, spesso e volentieri deturpando per sempre l’armonia urbanistica della città.
In rete, è facile informarsi. Il PUG è lo strumento di pianificazione che il Comune predispone, con riferimento a tutto il proprio territorio, per delineare le invarianze strutturali e le scelte strategiche di assetto e sviluppo urbano di propria competenza, orientate prioritariamente alla rigenerazione del territorio urbanizzato, alla riduzione del consumo di suolo e della sostenibilità ambientale e territoriale degli usi e delle trasformazioni. È un processo organizzativo necessario per definire una strategia o la direzione da prendere per assumere decisioni sulla allocazione di risorse. Al fine di determinare l’indirizzo strategico di un’organizzazione, è necessario comprendere la sua attuale posizione e le probabili vie attraverso le quali è possibile perseguire particolari percorsi d’azione. In generale, la pianificazione strategica risponde ad almeno una delle tre domande chiave: 1) che cosa facciamo? 2) per chi lo facciamo? 3) come facciamo a eccellere? Si può ben dire che il PUG è la ‘madre’ di tutti gli atti amministrativi e politici che governano il territorio. Ed è facile intuire come Taranto ha forte necessità di dotarsi di questo strumento strategico in vista delle sfide future, che sono tante. E nella speranza di invertire la rotta in ogni sua scelta.
Dunque, ha ben ragione il sindaco Melucci a definirlo un passaggio storico per la città, vista la lunga… pausa dei suoi predecessori. Anche se, va detto, qualche primo cittadino in tempi relativamente recenti aveva provato a cambiare le ‘regole del gioco’, ma senza troppa convinzione.
Ci ha provato Stefàno, quando nel 2014 affidò all’ing.Dino Borri la stesura del Documento Programmatico Preliminare al PUG andando a sbattere, però, con il conflitto d’interesse del professionista a cui l’ANAC negò la possibilità. Dunque, non se ne fece niente.

E qui, per certi versi, entra in gioco l’architetto Francesco Karrer, il professionista a cui l’amministrazione Melucci ha affidato l’incarico di stesura del nuovo PUG.
L’architetto Karrer, romano, già Presidente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, professore ordinario alla Sapienza di Roma (famoso il cosiddetto Decreto Karrer del 1997 sugli appalti pubblici oltre 200mila euro, avversato dalla Commissione europea e poi abrogato nel 2002), nel corso della sua grande e lunghissima esperienza in tema di pianificazione urbanistica, ha già avuto a che fare con il nostro territorio, e sin dal 2000.
Infatti, in quell’anno, la giunta guidata da Rossana Di Bello affidò la redazione del Piano Strategico Territoriale (PST) alla società PWC (Price Waterhouse Coopers) che, a sua volta, si avvalse proprio della professionalità dell’architetto Karrer. Il PST, ricordiamolo, è quel processo di pianificazione con il quale si fissano gli obiettivi di un sistema (territoriale, aziendale, statale) e si indicano i mezzi, gli strumenti e le azioni per raggiungerli in una prospettiva di medio/lungo periodo. Progetta le attività in corso nell’ambiente naturale esterno, descrivendo così i risultati prodotti, a prescindere che questi siano desiderati o no.
Il secondo contatto con il nostro territorio nel 2008: fu coordinatore scientifico e operativo del PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), giunta guidata da Gianni Florido, tra gli assessori c’erano Costanzo Carrieri (attualmente staffista del sindaco Melucci) e Giampiero Mancarelli (attuale presidente dell’AMIU). Il piano territoriale di coordinamento, in acronimo PTC, è un piano urbanistico che pianifica il territorio. Si può definire come il primo livello di pianificazione territoriale. La pianificazione territoriale adoperata in questo strumento urbanistico è quella delle grandi scelte, delle scelte strategiche riguardanti infrastrutture viarie, aree di interesse ambientale da salvaguardare e le ipotesi di sviluppo urbano.
Quindi, si può ben dire che l’architetto Karrer conosca abbastanza, e li abbia aggiornati, i dati che riguardano la nostra città, il nostro territorio e abbia di certo una visione sul da farsi. Ovviamente, come già detto, le precedenti esperienze in riva allo Ionio ne dovrebbero agevolare il lavoro, alla luce anche delle indicazioni politiche e partecipative che arriveranno dalla città.
“Poter ripensare il suo impianto urbanistico con un’attenzione particolare alla rigenerazione e al consumo di suolo”, spiegò Melucci nell’annunciare la firma di affidamento dell’incarico all’architetto Karrer. Ecco, due principi che sono alla base di una visione moderna della città, a cui aggiungiamo la conoscenza, l’interpretazione e la proposta che dovrebbero accompagnare il lavoro del professionista. Soprattutto perchè Taranto è una città complessa, slegata, estesa e che deve ricompattarsi anche attraverso scelte verdi (la foresta urbana non è il semplice posizionamento di alberi ma un progetto più ampio e ben definito). Perchè Taranto ha bisogno anche di rispolverare la sua antichissima storia, valorizzarla, promuoverla nel suo pieno rispetto, senza cioè interventi poco consoni. E proprio in vista di un futuro fatto di mare e di un paesaggio comunque straordinario da preservare.
Oddio, ci siamo spinti forse oltre. E ci scusi, evidentemente, l’architetto Karrer: mai ci sogneremmo di entrare in un recinto così specifico. E’ soltanto… perchè a Taranto ci teniamo molto, sta cambiando in questi anni ma qualche intervento (non suo, naturalmente) ci lascia perplessi. Tutto qui. Anzi, buon lavoro!
Il problema è lei fenomeno ,incapace di gestire una città figuriamoci l’intera provincia ,non si sa ancora come possa ricoprire determinati ruoli considerando che non sa nulla di questa città ,neanche ci vive ,lei ha soltanto l’idea di quanto stiamo affondando su ogni aspetto ,ci fregano l’uso dell’aeroporto sapendo i disagi di tutta la provincia ionica e lei non batte ciglio a voglia che Emilio sia contento della sua posizione strategica ai suoi misfatti ,Taranto sembra allo sbando tra monnezza e strade disastrate ,le provinciali a proposito di ..sono ridotte a colabrodo dopo la pioggia di questi giorni ,Taranto vive di illusioni e fantasie da quando è sopraggiunto lei il paladino del cappero ,L’illusionista numero uno ,quello che dice di aver fatto cento e chissà se ha fatto uno ,non va affatto bene stiamo assistendo ad un vero e proprio decadimento del paesello . La stazione completamente al buio ,pochi treni ,un paesello poco ospitale e non facile da capire ,il porto aspetta l’arrivo di merci e qualche nave il periodo estivo e poi un buio da cimitero nonostante le promesse di Renexia ,che a parte dare lo sponsor al prisma volley,deturpa con quelle pale , ancora di più ,l’immagine di una Taranto già abbastanza danneggiata tra Ilva e Eni e poi … il nulla cosmico . al suo posto proverei un immensa vergogna soltanto per averci preso in giro e adesso sparite e state a chiedere le videoconferenze tanto a lei non gliene importa un tubo di Taranto , ma il doppio stipendio le fa molta gola ,un vero scandalo , se solo i belli addormentati reagissero tutto questo non accadrebbe , Taranto ha bisogno di fatti e non di incertezze come l’uso delle nostre strutture e infrastrutture da parte di terzi a scapito di un intero paesello disagiato ,come si può essere rappresentati da chi non ha alcun interesse per il nostro progresso . Una vera palla al piede è la sua presenza sia come primo cittadino che come presidente della provincia , che tristezza ..