Comparto 32, PUG, SS.Annunziata, ma soprattutto quale visione sul futuro della città è il tema di una nota dell’Ordine degli Architetti della provincia di Taranto. Una nota in cui con garbo ma anche con decisione gli Architetti muovono critiche sulle scelte solo ‘politiche’ operate almeno sinora dall’Amministrazione comunale guidata da Melucci. E chiedono, dunque, che si apra un tavolo reale di confronto su tematiche che disegneranno la Taranto del domani. In sostanza, ed è comprensibile, chiedono ascolto.
“Le ultime proposte di trasformazione urbanistica per il Comparto 32 rispolverano nuovamente in tema su cui l’Ordine degli Architetti PPC di Taranto si è espresso chiaramente almeno negli ultimi 10 anni”, scrive l’Ordine . Che poi lancia la prima critica: “L’attuale Amministrazione con una serie di delibere di Giunta comunale proposte, prescrive un metodo discrezionale avulso da regole pianificatorie certe e condivise, rimandando di fatto “alla politica e non all’urbanistica” il destino di un’area così vasta del territorio comunale. Inoltre, anticipando le previsioni del redigendo PUG, propone servizi di prossimità a carattere socio economico funzionali allo sviluppo dell’adiacente polo ospedaliero S.Cataldo che le attuali previsioni del vigente PRG già consentono e comprendono integralmente”.
“Sarebbe il caso invece di interrogarsi su quale sarà il futuro della vecchia struttura ospedaliera del Santissima Annunziata, di cui attualmente nessuno parla e la cui riqualificazione può essere un elemento determinante per la rigenerazione di una importante parte del centro cittadino, attualmente in condizioni davvero critiche – spiegano -. L’Ordine degli Architetti della Provincia di Taranto auspica e propone un futuro che guardi all’interno del territorio costruito, che riqualifiche le sue aree più compromesse, che chiuda i vuoti urbani, che riconnetta le ampie fasce periferiche della nostra città con la città consolidata”.
Aggiungono: “La città è un sistema complesso e le sfide per Taranto continuano a essere quelle della salvaguardia ambientale, del miglioramento della salubrità urbana, del potenziamento delle infrastrutture e dei servizi”, per cui “non può essere solo la politica a dover offrire soluzioni, ma è necessario aprire un dialogo con gli urbanisti, gli architetti, gli economisti e le tante figure specialistiche, utilizzando un approccio di tipo interdisciplinare”.
Da qui la richiesta netta: “Come Architetti chiediamo pertanto che si apra un tavolo di confronto reale e condiviso sulla problematica del Comparto 32. Chiediamo inoltre che per la redazione del PUG, recentemente affidato all’arch.Karrer, si possa avviare un dibattito con gli stakeholder, con un approccio sistemico complesso, reale, autenticamente partecipato, fino ad oggi ancora inutilizzato”.
“Fondamentale per la città investire in Ricerca e Innovazione Tecnologica, forti della presenza sul territorio di un sistema universitario e di ricerca nazionale: le due Università, il Politecnico, il CNR – è il suggerimento -. E’ bene richiamare come la legge di bilancio del 2019 dello Stato italiano, ha istituito la fondazione denominata “Istituto di Ricerca Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile a Taranto”, con “funzioni strumentali alla promozione della crescita sostenibile del Paese e al miglioramento del sistema produttivo nazionale. Pertanto – concludono gli Architetti – in questa visione il Comparto 32, unitamente al sistema Mar Piccolo, al 65° Deposito A.M., all’Ospedale San Cataldo, diventa la prima area bersaglio per poter avviare azioni concrete, senza alcun consumo di suolo”.
Nientedimeno l’Ordine degli Architetti di Taranto. Ma quanti sono gli architetti a Taranto 5, 10?