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Sta finalmente iniziando la fase conclusiva dell’immenso lavoro di pianificazione che dovrà dare alla città di Taranto un nuovo strumento urbanistico, il PUG (Piano Urbanistico Generale), che dovrà sostituire l’ormai vecchissimo piano regolatore generale del 1978.

A sancire l’inizio del lavoro di redazione, una seduta monotematica del Consiglio Comunale dedicata all’argomento, con la presenza dell’architetto Karrer e del gruppo di professionisti da lui guidato, che si è aggiudicato l’incarico vincendo la gara bandita dal Comune.

Una città da riconnettere

Il tema fondamentale, come è ben noto a chi conosca un minimo della storia recente di Taranto, è quello della città “sdrammata”. Karrer ha dichiarato di voler rispondere a questo problema con connessioni non solo fisiche, ma funzionali. In altre parole, non per forza i vuoti vanno semplicemente riempiti, cosa che può rischiare di creare, invece, nuove barriere lì dove spazi vuoti avrebbero potuto rappresentare delle connessioni.

Partendo da questo approccio, l’architetto ha fatto riferimento ad una serie di aree (e, di conseguenza, di dossier) cruciali della vicenda Taranto che dovranno essere non solo incorporate, ma “animate” dal nuovo PUG. Due su tutte: il Parco Regionale del Mar Piccolo e l’area industriale.

Relativamente alla seconda, in particolare, Karrer ha invitato a guardare alla zona con occhi diversi rispetto a quanto fatto sinora. L’Ilva, sostiene Karrer, è tema presentissimo dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, ma del tutto assente dalla discussione urbanistica. «Che facciamo di quest’area così grande, così importante, che forse potrebbe progressivamente essere ceduta, ritornare alla città?»

A questo si associano interventi cruciali quali il recupero di aree periferiche e/o marginali. Due in particolare quelle citate da Karrer nella sua relazione: la Salinella e la Città Vecchia. In particolare, in relazione alla Salinella Karrer ha dichiarato quale proprio obiettivo quello di riuscire ad armonizzare all’interno di una vera pianificazione le strutture per i Giochi del Mediterraneo, perché non appaiano qualcosa di calato dall’alto «solo perché c’è una legge che ce lo impone».

Ultimo punto cruciale fra quelli passati in rassegna dall’architetto Karrer, la necessità di armonizzare in un unico disegno i progetti grandi e piccoli già avviati o in progettazione: le BRT, la Green Belt (il programma di “cintura verde” attorno alla città), il San Cataldo.

Opposizioni dialoganti ma critiche

Le forze di opposizione si sono mostrate dialoganti, ma hanno contemporaneamente sottolineato alcuni punti a loro giudizio mancanti dalla trattazione. In particolare, l’accento è stato posto sul recupero delle aree militari ed ex-militari (tema sottolineato, in realtà, anche dal consigliere di maggioranza Lenti), ma anche sulla questione del comparto 32, di cui vi abbiamo più volte parlato. Più esponenti della minoranza hanno chiesto, infatti, che senso abbia mettere mano ad una questione urbanisticamente così spinosa prima che sia redatto e approvato il PUG. Inoltre, il consigliere Massimo Battista ha anche evidenziato un tema di cui si parla ancora poco: quale dovrà essere il destino del SS.ma Annunziata e dei suoli su cui sorge (in posizione strategica, all’estremità orientale del Borgo)?

Tutti questi temi dovranno essere oggetto di successivi incontri e confronti nei prossimi, cruciali, mesi.

La seduta, non priva, come al solito, di polemiche, si è conclusa con l’approvazione di un ordine del giorno a firma del Presidente Bitetti, votato solo dai componenti della maggioranza. Un atto dovuto, secondo l’interpretazione del presidente; un passaggio superfluo e pretestuoso secondo le opposizioni. Il lavoro, ad ogni modo, è cominciato.

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