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Com’è noto, martedì scorso in Consiglio comunale si è avviato l’iter progettuale del nuovo Piano Urbanistico Generale della città, con l’intervento nell’assise dell’architetto Francesco Karrer, il professionista incaricato della sua redazione. Ecco alcune note diffuse da tre consiglieri d’opposizione: Massimiliano Stellato, Giampaolo Vietri e Mimmo Festinante.

STELLATO – “Fare del Mar Piccolo, del nuovo ospedale ‘San Cataldo’ e del Comparto 32, i tre assi portanti per realizzare una cerniera urbana in grado di riconnettere questa parte di periferia alla città consolidata. Un’operazione di ricucitura che va fatta tenendo conto delle recenti approvazioni del Piano urbano della mobilità sostenibile, della legge regionale istitutiva del Parco Mar Piccolo e della fondazione per il Tecnopolo del Mediterraneo. La rivalutazione e riqualificazione dei tre assi, in uno con la necessità di intervenire sulla maglia urbana, costituisce un’occasione imperdibile per tenere insieme la ricerca, la scienza e l’innovazione tecnologica anche attraverso una compiuta valorizzazione del mare che richiama l’identità storica di Taranto. Ho evidenziato al professor Karrer che il punto di partenza del lavoro che andrà a svolgere parte certamente dal documento programmatico preliminare approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, da adeguare peró ai principi della sostenibilità, oltre che rendendolo compatibile con tutte le norme intervenute. Ho inoltre invitato il professor Karrer a ‘scrivere’ il rapporto città campagna nella parte orientale di Taranto (porta Lecce) utilizzando come criterio possibile quello della visione ‘mediterranea’ propria di quell’area. Ma serve anche un piano strategico dedicato alle tante aree demaniali e militari del territorio tarantino. Bisogna interrogarsi su cosa farne, oltre che sulla loro eventuale dismissione. Infine una particolare attenzione va posta al rischio idrogeologico, fenomeno presente da Lido Azzurro alla Salinella, ma anche a San Vito, Lama e Talsano, fenomeno su cui non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia alla luce della recente tragedia di Ischia. Un concetto guida deve poi essere quello dello sviluppo e del rilancio economico affinché, anche attraverso gli espropri, si possa delineare un piano delle aree industriali dove accogliere eventuali investitori. Al contempo sarà anche utile interrogarsi su cosa potrebbero diventare le aree attualmente occupate dall’ex Ilva, qualora la fabbrica dell’acciaio dovesse ridimensionarsi o addirittura chiudere. Non è un discorso peregrino, quello delle aree, considerato che l’amministrazione comunale di Taranto ha già indicato, con riferimento all’area portuale, l’esigenza di recuperare aree oggi affidate al siderurgico. L’impegno che è stato chiesto a noi consiglieri comunali sul nuovo PUG di Taranto sono pronto a garantirlo perché il Piano urbanistico generale non è solo uno strumento tecnico ma, prim’ancora, una visione politica da consegnare alle nuove generazioni che verranno”.

VIETRI – “L’invito che abbiamo rivolto all’architetto Karrer, progettista del nuovo PUG della città di Taranto è quello di trasferirsi a Taranto in questi mesi perché siamo convinti che lo studio che dovrà compiere debba partire, dapprima, da una conoscenza della popolazione tarantina, di come la stessa agisce nella sua quotidianità, di come i tarantini vivono. Partire quindi capendo come la città è culturalmente vissuta. E’ opportuno che il progettista rediga un piano dopo aver verificato con i suoi occhi cosa accade nel traffico urbano, sui mezzi pubblici, nelle vie commerciali, nelle zone periferiche per comprendere quali sono le carenze strutturali da colmare soprattutto in quei quartieri più distanti o differenti dal borgo cittadino. Diversi di questi quartieri della nostra città necessitano per le loro peculiarità di interventi a sé stanti. Tra questi la Città vecchia, il centro storico dal cui recupero passa il rilancio culturale e turistico della città. Un rilancio che non si realizza con iniziative spot, come le case a 1 euro rimaste invendute, ma si avvia portando lì servizi e coinvolgendo la cittadinanza residente, quella storica, mettendola nelle condizioni di cogliere anch’essa le occasioni, occupazionali ed economiche, che certamente ricadrebbero sul centro storico con un piano di recupero efficace. Si miri alla rigenerazione urbana del territorio, al recupero della Città vecchia e dell’esistente, alla riqualificazione del borgo e delle periferie, alla rifunzionalizzazione di immobili e aree in disuso, al recupero degli spazi pubblici, si vadano a colmare i lotti interclusi in aree già urbanizzate, si migliori la mobilità urbana. Si compia ciò attraverso azioni di grande respiro che siano interconnesse e che abbiano tra loro una continuità e una logica in quanto tutte ricomprese in una strategia d’insieme in grado di tutelare l’identità e la storia dei luoghi, capace di attirare imprese e turisti e infine in grado di offrire qui da noi opportunità ai giovani e quant’altro sia indispensabile per una buona qualità della vita delle persone. Nel frattempo che sia redatto il nuovo PUG speriamo che il Consiglio comunale sia coerente rinviando allo stesso PUG i provvedimenti che avrebbero un forte impatto urbanistico sulla città come il Comparto 32. Fratelli d’Italia in fase di redazione del piano fornirà dei contributi scritti in quanto Fratelli d’Italia ha una chiara visione di sviluppo del territorio e una precisa idea di città: che è un’idea di città moderna ma allo stesso tempo identitaria, sostenibile ma soprattutto sociale”.

FESTINANTE – “Sto seguendo con attenzione il percorso di formazione del nuovo strumento urbanistico di Taranto previsto dalla legge regionale e in discussione in Consiglio Comunale. Ritengo fondamentale che la politica faccia condivisione e sintesi luogo cittadino deputato, ovvero il Consiglio stesso, per definire le linee generali che tratteggino la strategia del Pug.
In una fase così complessa e incerta che attraversa il Paese e la nostra città, poter contare su uno strumento urbanistico pienamente vigente che tratteggia le strategie del Comune per lo sviluppo della città in un orizzonte di medio/lungo termine e le regole da seguire nelle trasformazioni costituisce per gli operatori economici un riferimento fondamentale che può favorire gli investimenti sul territorio. Ci sono però anche altre temi importanti che attendono con urgenza delle risposte. A titolo di esempio, la realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale, di cui ritengo la città abbia bisogno, da ricavare in primis riqualificando il patrimonio edilizio esistente, promuovendo politiche abitative integrate con il sistema del welfare e che prevedano una contestuale qualificazione dello spazio pubblico. Anche la discussione sul quadro conoscitivo del Pug, infatti, ha evidenziato in città, la tendenza all’aumento della popolazione con oltre 65 anni di età e il calo delle fasce di popolazione più giovane. Le previsioni demografiche cittadine ci parlano di una popolazione anziana e di un attuale spopolamento giovanile; d’altro canto i dati statistici ci rappresentano un ridimensionamento delle famiglie con una differenziazione ulteriore di tipologie (giovani soli, anziani soli, liberi professionisti, immigrati, soggetti in cerca di nuove modalità abitative). Oltre al cambiamento dello scenario demografico, la ‘domanda di città’ da parte dei soggetti anziani diventa più estesa, incorporando ambiti inediti e determinando una complessa articolazione dei bisogni, non risolvibili esclusivamente con una maggiore efficienza delle strutture sanitarie o con un potenziamento delle strutture residenziali, ma richiede una maggiore offerta di opportunità culturali, di socializzazione e svago. Inoltre, la crisi pandemica ha in qualche modo valorizzato una dimensione più locale della vita quotidiana come riferimento necessario e, forse, anche auspicabile con una conseguente necessità di riorganizzazione dei servizi e delle attività commerciali. Comprendendo e condividendo gli auspici del sindaco Melucci che l’attuazione del piano non avvenga in un ambito di totale discrezionalità, e dunque condividendo la necessità di ‘misurare’ il contributo che ciascuna proposta di trasformazione fornisca alla realizzazione della strategia del PUG, personalmente e come opposizione siamo impegnati a fornire contribuiti fattivi proponendo fin da subito che si applichino criteri per la matrice di valutazione del beneficio pubblico dei progetti, sulle base di simulazioni effettuate su casi concreti già tangibili con mano”.

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