È finalmente giunta ad un punto (per quanto non ancora definitivo, come vedremo) l’intricata vicenda del Comparto 32, l’area su cui sorge il centro commerciale “Porte dello Ionio”, oggetto di un’istanza da parte della società “Fratelli Marchetti” che era intenzionata a edificare nella zona.
Il lunghissimo dibattito che ha coinvolto la politica e la società civile negli ultimi mesi è approdato ad un diniego nei confronti della società di costruzioni. La discussione, però, non è stata priva di inciampi.
Le critiche delle opposizioni
Il punto (la cui discussione è stata anticipata su richiesta del consigliere Massimo Battista) ha subito raccolto le feroci critiche delle opposizioni, che facendo seguito alle posizioni già espresse nelle ultime settimane hanno accusato l’amministrazione di voler prestare il fianco ad un’operazione di speculazione edilizia condannabile in quanto porterebbe ad un ulteriore consumo di suolo in una città già fin troppo espansa. In molti hanno citato il calo della popolazione dai quasi 250.000 abitanti degli anni ’80 ai 190.000 di oggi e soprattutto gli oltre 300.000 previsti dagli studi che portarono all’attuale Piano Regolatore Generale del 1978. Non è mancato, poi, anche chi ha sottolineato anche la grande distanza che separa il comparto 32 dal nuovo ospedale San Cataldo, al servizio del quale dovrebbero porsi le strutture da edificare nell’area secondo le affermazioni del sindaco Melucci.
Il primo cittadino è stato, poi, personalmente bersagliato dalle critiche dei consiglieri di opposizione in quanto ha abbandonato l’aula al momento del dibattito per tornarvi solo nelle fasi conclusive, al momento del voto. Giova ricordare, in proposito, che Melucci ha trattenuto a sé la delega all’Urbanistica, per cui era nella fattispecie anche l’assessore competente a relazionare sul punto.
Una complessa mediazione in maggioranza
Se, dunque, le opposizioni si sono presentate sul piede di guerra, la maggioranza ha invece mostrato senza troppi timori le proprie fratture, ricomposte, però, attraverso un faticoso lavoro di mediazione confluito inizialmente in un emendamento a prima firma del consigliere Luca Contrario. Un emendamento che, di fatto, esprimeva il diniego alla richiesta della società “Fratelli Marchetti”, affermando di non voler procedere alla suddivisione interna del comparto 32 richiesta dall’azienda.
Sul punto, tuttavia, si è resa necessaria un’ulteriore, laboriosa mediazione, che ha comportato varie micro-sospensioni del dibattito e una lunghissima interruzione dei lavori. Le ragioni sono state espresse in aula dal capogruppo PD Gianni Liviano, il quale dopo aver lodato il comune lavoro di ricomposizione delle differenze, al termine del suo intervento (“in cauda venenum”, dicevano i latini) ha sottolineato come fosse necessario emendare non solo il “deliberato” (la parte della delibera che afferma ciò che si vuole decidere), ma anche tutti i rimandi ad atti precedenti contenuti nel preambolo al documento, onde evitare che una proposta bloccata potesse riaffacciarsi dalla finestra tramite un artificio giuridico. Dopo una lunga discussione che ha coinvolto anche il dirigente Cosimo Netti, è stato infine presentato e votato un sub-emendamento a firma di quattro consiglieri di maggioranza. Oltre al già citato Liviano anche Contrario (autore dell’emendamento originale), Lenti e Odone, il quale era stato l’unico, in precedenza, a ribadire esplicitamente in aula la propria netta contrarietà rispetto alla proposta originale così come proveniente dalla direzione comunale competente.
Il punto è stato, infine, approvato grazie anche alla presenza in aula del consigliere di opposizione Massimiliano Stellato, che ha garantito il mantenimento del numero legale che, viceversa, avrebbe rischiato di venire meno vanificando il tutto.
La vicenda, tuttavia, non è definitivamente conclusa. Solo rinviata alla redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale.
Sono stati, poi, approvati all’unanimità altri due punti: la variante al progetto dell’ospedale san Cataldo e il progetto di riconversione dell’ex Yard Belleli, che ospiterà un insediamento produttivo del gruppo Ferretti.