La banca francese Natixis Sa. Parigi (banca d’affari francese controllata al 70% dal gruppo BPCE) ha comunicato quest’oggi la rinegoziazione dei termini dell’investimento con cui finanziò il progetto consistente nella realizzazione del parco eolico near shore di Taranto., il primo nel mar Mediterraneo.

Il finanziamento, pari ad 83 milioni di euro, ottenne il via libera a determinate condizioni e con un tasso di interesse che oggi, ad investimento realizzato, viene rivisto con una rinegoziazione dei termini più vantaggiosa rispetto alla rischiosità iniziale.

Come si ricorderà, nel febbraio del 2019 ripotammo la notizia, proveniente dal mondo finanziario, secondo la quale società Ernst & Young, insieme allo studio legale italiano Bonelli Erede Pappalardo, avevano assistito Natixis Sa. Parigi, in qualità di banca finanziatrice e Natixis Sa Milan Branch (filiale di Milano), in qualità di Structuring Bank (attraverso la quale viene erogata la somma economica), nel finanziamento di 82,9 milioni di euro per la realizzazione del primo parco eolico off-shore nel Mediterraneo, realizzato dalla società Beleolico srl, detenuta al 100% da Renexia, del gruppo Toto. Nell’ambito dell’operazione, si apprendeva sempre da ambiti finanziari, il debitore Beleolico srl e’ stato assistito da BonelliErede.

La società Renexia società del Gruppo Toto è proprietaria del parco: per la precisione giova ricordare che il 31 agosto 2012 la Beleolico ricevette dalla Societ Energy S.p.A. il ramo d’azienda avente ad oggetto la realizzazione del parco eolico che la stessa presentò l’8
luglio del 2008
, per poi essere acquisito da Belex Holding, società del gruppo lussemburghese Belenergia che controllava al 100% la stessa Beleolico, tramite la propria controllata Renexia Wind Offshore S.p.A.

Come risaputo i lavori al parco eolico, inaugurato lo scorso 21 aprile sono del tutto terminati. Sono state attivate tutte e dieci le turbina, i pali sono tutti collegati alla rete funzionanti (il cosiddetto commissioning), sono stati posati sul fondale i materassi in calcestruzzo come protezioni dei cavi, fase molto delicata per la quale venne chiesta la proroga (mentre in precedenza il settaggio dei generatori è stato completato, così come le operazioni di “cablaggio” e le operazioni legate all’hardware) e terminata ad ottobre.

Il parco Beleolico, composto da dieci turbine per una capacità complessiva di 30 Mw, a seguito dell’accordo firmato con l’Autorità di Sistema Portuale del mar Ionio, contribuirà ad elettrificare il porto. Attualmente l’energia prodotto viene immessa nella rete nazionale (la parte finale dell’impianto è stata volturata al gruppo Terna, proprietario della rete di trasmissione nazionale italiana (RTN) dell’elettricità in alta e altissima tensione, ed è il più grande operatore indipendente di reti per la trasmissione di energia elettrica (TSO) in Europa).

Nei programmi è previsto che sia in grado di assicurare una produzione di oltre 58 mila MWh, per il fabbisogno di 60mila persone (ma ancora oggi non sappiamo in che modo avverrà questa fase del progetto) che nell’arco dei 25 anni di vita prevista, che dovrebbe consentire un risparmio di circa 730mila tonnellate di Co2. Nelle intenzioni della società ci sarebbe quella di trasformare una quota parte dell’energia in idrogeno, che potrebbe tornare utile per la transizione energetica dell’ex Ilva e dellaraffineria Eni.

Ricordiamo che il 27 maggio 2021 la società ha ottenuto altri tre anni di tempo in più con la proroga della VIA, fino al 24 agosto 2023 dopo la prima concessa nel maggio 2020, per terminarne la realizzazione del parco eolico.

La speranza è che adesso si mette mano alla parte riguardante la fornitura di energia elettrica per impianti condominiali e che questo progetto, realizzato non senza perplessità e dubbi che abbiamo palesato negli anni, possa servire da apripista per progetti futuri simili e ancora più all’avanguardia (e con una maggiore distanza dalla costa), in quella lunga transizione energetica che ci accompagnerà nei prossimi decenni. E che dovrà mirare alla tutela ambientale, ad un maggiore sfruttamento delle energie pulite e soprattutto che dovrà aggiungere e non sottrarre posti di lavoro, rivelandosi una risorsa e non una mannaia sociale.

Per ulteriori approfondimenti e per leggere le nostre riflessioni sul progetto, rimandiamo i lettori all’articolo pubblicato su queste pagine nel mese di ottobre che trovate al link in fondo all’articolo.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/09/15/parco-eolico-partono-i-lavori-pronto-nel-2022/)

(Per chi ha voglia e tempo di rileggersi tutta la storia, vi riportiamo a questo link https://www.corriereditaranto.it/2016/06/26/parco-eolico3/.)

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