Matita, calcolatrice e molta fantasia. Sono queste le armi a disposizione dei tarantini che a poche ore dalla tradizionale tavola imbandita che contraddistingue ogni vigilia di Natale che si rispetti, si trovano costretti a far coesistere la voglia di festeggiare con la necessità di far quadrare i conti.
Nessuna intenzione di rinunciare al cenone, da sempre momento principe delle festività natalizie, ma certamente una maggiore attenzione agli sprechi, e probabilmente anche qualche dolorosa rinuncia dettata dall’ incedere spedito dello spauracchio del caro bollette. È proprio qui infatti, che finirà la maggior parte delle tredicesime che garantiranno comunque, specie nel sud del paese il rispetto della tradizione nel primo Natale dell’era post covid.
Il trend nazionale si conferma anche nella Città dei due mari, dove però al netto delle chiare criticità che caratterizzano un tessuto sociale ed economico alle prese con una perenne crisi occupazionale, il comune denominatore pare essere ancora una volta la qualità applicata alla tavola. Stando ai dati forniti da Confocommercio infatti, nei carrelli del capoluogo jonico non mancheranno prodotti alimentari pregiati, con vini e formaggi ma anche carni, pesce e frutti di mare che si posizionano in testa alla particolare graduatoria.
Se per ciò che concerne il settore enogastronomico il bicchiere può definirsi mezzo pieno, differente è la situazione in ottica shopping, dove al netto di un centro cittadino addobbato a festa e spesso strabordante nelle vie del passeggio, i negozi tradizionali soffrono la sempre più pressante concorrenza del segmento online al quale anche i tarantini paiono essersi affezionati, affermatosi definitivamente negli anni della pandemia e capace di garantire al consumatore convenienza, scelta e comodità, necessarie per soddisfare il palato di una Taranto sempre più globalizzata.