Anche quest’anno più che insegnare, abbiamo appreso. Il progetto “Giornalista per un giorno” 2022, iniziativa del corriereditaranto.it e della Fondazione Oro6 per il sociale, ci ha riservato tante piacevoli sorprese provenienti dal mondo degli adolescenti delle scuole medie.

Il confronto con le nuove generazioni ci ha fornito tanti spunti di riflessione e fatto comprendere che molto spesso noi adulti sottovalutiamo la loro capacità di analisi della realtà.

L’importante è saperli ascoltare, stimolare, coinvolgere. Ci sorprende, ad esempio, constatare la loro cosciente percezione che quello dell’influencer non è una reale professione ma un semplice modo per fare dei soldi, facili, in età giovane.

Eppure trascorrono consapevolmente tantissimo tempo su Tik Tok e su Instagram, i social che seguono per “svagarsi il cervello”, una sorta di grossa bolla virtuale “no brain” nella quale basta solo passare dalla visione di un breve filmato all’altro.

Cosi come hanno coscienza che “con i nostri cellulari riusciamo a parlare con persone che sono distanti da noi, riducendo le distanze, eppure innalziamo muri con quelle che ci circondano. Il nostro navigare in rete si è trasformato in un naufragare. Alziamo lo sguardo da questi schermi e puntiamolo alla realtà”.

Generazione Z che ha una visione innovativa della propria città, una Taranto che punta alla mobilità sostenibile, alla sostenibilità ambientale, a valorizzare sempre più la risorsa mare per riconvertirsi.

Generazione Z che affronta tematiche importanti, a volte delicate, come quelle dello spreco alimentare, dell’anoressia, della disabilità, dell’aumento del consumo di alcool tra gli adolescenti, di volontariato e povertà e che denuncia l’inciviltà nell’articolo “la storia di Taranto calpestata”, quello che ha vinto la borsa di studio, in cui affermano che occorre “proteggere quanto di più prezioso possieda questa straordinaria città dei due mari, far risplendere il lungo elenco di gioielli che le appartiene affinché si possa raccontare il maestoso passato di una Taranto che, per alcuni versi, viene ancora bistrattata dai suoi stessi abitanti”.

Infine, ci ha colpiti la sensibilità di un alunno, Michele Caricasole, che ci ha voluto lasciare un appunto su un foglio: ”Taranto, patria di due mari stupendi e di monumenti antichi. Un tuffo nell’antichità ma incombe una  minaccia: l’ex Ilva. Cosa vedono i miei occhi? Vedono una bellissima città, piena di storia, separata dal resto del mondo da un enorme cupola di fumo nero”. Riflessioni, purtroppo, amare. . .

APPUNTI DAL FONDO DELL’AULA

Che lavoro farai da grande? Quest’anno abbiamo sondato gli studenti delle terze classi delle scuole media per capire verso quali mestieri sono orientati. E le risposte sono state spesso molto interessanti quanto, in taluni casi, originali.

Emerge come professione più gettonata quella della criminologa (al femminile perché sono tutte ragazze quelle che la vogliono svolgere).

In una classe ne ho trovate addirittura cinque in un sol colpo. La spiegazione è semplice: l’influenza di certe serie tv diffuse, soprattutto da Netflix, che esaltano questa figura professionale in grado di affascinare gli adolescenti.

 

Tra le professioni più inconsuete, troviamo quelle che una volta, forse una quarantina di anni fa, erano al contrario molto comuni, come il macellaio, il pasticciere, il panettiere, l’agricoltore, il pompiere. Strano ma vero.

Non poteva mancare la “professione” per eccellenza, quella del calciatore. E tra tanti novelli Messi, Cristiano Ronaldo e Haaland, spunta un inimmaginabile De Sciglio (difensore, spesso criticato della Juventus).

La spiegazione stoppa presto l’ilarità generale: “mi piace perché è un giocatore umile, tatticamente prezioso, che non fa mai polemiche e che si mette a disposizione dell’allenatore e dei suoi compagni di squadra”.

Il momento della merenda resta il più gradito della giornata scolastica, in alcuni casi scandita proprio dalla pausa per mangiucchiare qualcosa (addirittura in alcune classi ci sono due time-out per la merenda, uno alle 10 ed uno alle 12, sempre molti attesi).

Scuola che vai, merenda che trovi. Le periferie non tradiscono mai. Ci sono dei veri e propri pic-nic organizzati sui banchi o addirittura in improvvisati privè all’interno della classe. Dunque, via libera ad enormi panzerotti o a focacce farcitissime ma soprattutto a paninazzi con dentro salumi dal profumo inconfondibile (mortadella, salame, prosciutto) che vengono però “impreziositi” dal tocco “gourmet” dato dalle patatine in busta dal gusto deciso, sbriciolate.

Patatine che poi vengono consumate in maniera singolare, come da foto, per non “sporcarmi le mani”, come riferito da uno dei “geni” della merenda.

La novità di quest’anno, forse influenzata da qualche lezione di educazione alimentare, è stata la presenza maestosa su un banco di un enorme grappolo di uva, oggetto di una sorta di pellegrinaggio del chicco.

E poi merende sul posto, quindi in classe, oppure all’aperto ed ancora merende che arrivano dal bar della scuola con un carrello e viene consegnata in piccoli cesti oppure merende provenienti dai distributori automatici.

MOMENTI SIMPATICI

Arrivo in una classe particolarmente “vivace”, i decibel del brusio di fondo, mi riferiscono sia solitamente costante per quasi tutte le sei ore di lezione. Capita, però, che mentre facciamo vedere un video sulle 5 W del giornalismo, una ragazzina chieda di uscire per andare in bagno ed al rientro in classe trovi un silenzio per lei surreale, cosi surreale da farle esclamare a gran voce in dialetto nostrano:”Madòòòò, c’è jè tutt’ stu silenzie!!!”

Si parla della borsa di studio, spiego che è di 500 euro ed in più di un’occasione mi si chiede “A testa?”, risposta “Siiiiii e che siamo il Corriere della Sera?”.

Quest’anno anziché l’autografo mi è stato richiesto addirittura un selfie (sic!) ed anche in questo caso ho risposto sorpreso:”sei proprio sicuro di volerlo fare?”.

MOMENTI DA DIMENTICARE

Intere classi, quasi completamente disinteressate al progetto, ma non solo, anche a qualsiasi stimolo proveniente dal personale docente, che spesso appare rassegnato.  Ci cadono le braccia a sentire e a vedere professori che non riescono a svolgere pienamente il loro lavoro e che quotidianamente si impegnano in una “semplice” attività di vigilanza, assimilabile a quella degli educatori delle comunità educative per minori a rischio.

Collego il mio notebook alla Lim e cerco la connessione wi-fi; tra le reti disponibili mi imbatto in una nominata, da qualcuno della classe, con una brutta bestemmia! Cosi no è!

CONCLUSIONE

“Giornalista per un Giorno” tornerà presto, probabilmente già nel secondo quadrimestre dell’attuale anno scolastico. E’ un progetto che usa un linguaggio chiaro, semplice, diretto, che entra in punta di piedi in classe modulando i suoi contenuti a seconda dell’utenza che si ha di fronte.

Non siamo così presuntuosi e pretenziosi nell’essere convinti di aver erudito, in poche ore, intere classi possano diventare subito dei giornalisti ma quantomeno siamo convinti di averle incuriosite nei confronti di una professione che funge da bussola, in grado di orientare lettori molto spesso confusi, distratti e sommersi quotidianamente da una marea di informazioni.

Nel nostro piccolo tra l’altro abbiamo cercato di invogliare la generazione Z a non soffermarsi soltanto al titolo ed alla foto di un articolo come di sovente fanno, ma di leggerlo per almeno un minuto (questo era il metro di misurazione del numero di letture tarato su Google Analytics) .

Inoltre, il corriereditaranto.it ha voluto premiare non solo l’articolo più letto, il cui successo magari è dettato dalla capacità di una classe di condividerlo quanto più possibile tra social e chat ma anche l’articolo giornalisticamente più interessante e meglio scritto, proprio perché di sovente, nel nostro lavoro quotidiano, ci capita di veder valorizzata la quantità (like, visualizzazioni, interazioni, letture) a discapito della qualità.

Infine, siamo ben felici di aver affrontanto nel corso di alcune lezioni anche la tematica, sempre calda, del bullismo, facendo vedere un video di sensibilizzazione al problema realizzato dall’associazione culturale Triumphalia in collaborazione con l’Unicef di Taranto. Ringraziamo tutti gli Istituti scolastici per la disponibilià mostrata  e la bella accoglienza ricevuta.

One Response

  1. Ottima iniziativa.
    E’ un modo intelligente per combattere l’apatia dei ragazzi.
    Oggi viviamo in un mondo in cui c’è tanta informazione, ma
    dobbiamo difenderci dalle notizie false e dalle notizie manipolate
    dalla classe dirigente e dai gruppi di potere.
    Dobbiamo risvegliare la curiosità e l’originalità.
    Auguri di Buon Natale ed un Felice Anno 2023.
    Saluti
    Giulio Vecchione

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