La Commissione VIA VAS del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha concluso l’esame dei procedimenti di valutazione ambientale del Programma Nazionale Just Transition Fund, il programma europeo da circa un miliardo di euro che serve a sostenere la così detta transizione giusta nelle aree più dipendenti dai combustibili fossili, lo scorso novembre. Il rapporto conclusivo però, ha rilevato una serie di mancanze tanto da chiedere diverse integrazioni all’Agenzia per la Coesione Territoriale che opera per conto della presidenza del Consiglio dei Ministri, e si occupa sia del PNRR che del Just Transition Fund. Oltre ad avanzare diversi dubbi sull’efficacia di alcune iniziative proposte per la provincia di Taranto. 
Ricordiamo che l’Obiettivo strategico o obiettivo specifico del PN JTF IT (Programma Nazionale dell’Italia) è il seguente: “JSO8.1. – Consentire alle regioni e alle persone di affrontare gli effetti sociali, occupazionali, economici e ambientali della transizione verso gli obiettivi 2030 dell’Unione per l’energia e il clima e un’economia climaticamente neutra dell’Unione entro il 2050, basati sull’accordo di Parigi” per le aree Sulcis Iglesiente e di Taranto. Le risorse del JTF assegnate all’Italia ammontano a 988.405.015€, circa 555,6M€ derivano dallo strumento dell’UE per la Ripresa (risorse a norma art. 4 Reg 2012/1056) e circa 432,8 M€ dal quadro finanziario pluriennale (risorse a norma art. 3 Reg 2012/1056). A tali risorse si sommano 41.183.543€ dedicati all’Assistenza tecnica (a norma dell’art. 36,4 del Reg 2021/1060), per un totale di 1.029.588.558€.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/12/17/transizione-si-dallue-sara-giusta-per-taranto3/)
Nel Piano, per quanto riguarda il sostegno alla transizione della Provincia di Taranto, sono previste le seguenti azioni: Supporto alla produzione e allo stoccaggio di energia prodotta da fonti rinnovabili per soddisfare l’aumento della domanda prevista in conseguenza della transizione; Sostegno a progetti di ricerca e allo sviluppo della filiera dell’idrogeno verde; Supporto a progetti innovativi per sostenere la transizione ecologica e tutelare le risorse naturali; Sostegno a progetti di ricerca di rilevante impatto nella prospettiva della transizione e della diversificazione dell’economia locale; Rafforzamento della capacità di supporto tecnico a processi di innovazione e diversificazione economica del territorio; Sviluppo imprenditoriale creazione d’impresa e investimenti produttivi; Supporto alla creazione di corsi di riqualificazione per i lavoratori colpiti dalla transizione e percorsi formativi per la diversificazione economica (anche con la creazione di ITS/Academy, Servizi di orientamento e Centri per l’impiego; Offerta dei servizi di cura.
Azione 2.1 – Supporto alla produzione e allo stoccaggio di energia prodotta da fonti rinnovabili e all’efficientamento energetico dei processi produttivi
L’azione, coerente con il Reg. 1056/2021 art. 8.2.d,e e con le azioni 2.2 e 2.3 PR FESR FSE+, contribuisce alla decarbonizzazione dell’area, mettendo in moto filiere produttive legate all’installazione e manutenzione degli impianti, creando nuova occupazione e diversisificazione economica per contrastare gli effetti della transizione e riducendo la dipendenza dalle fonti fossili. È prevista la realizzazione di impianti fotovoltaici, eolici di scala locale e di tipo grid-connected e stand-alone, geotermici a bassa entalpia per edifici di proprietà o di interesse pubblico, da biogas (principalmente alimentato da FORSU). Le risorse saranno destinate in via prioritaria alle PMI, attraverso incentivi per efficientamento e produzione energetica: installazione, modernizzazione e potenziamento di impianti di cogenerazione e/o generazione da energie rinnovabili come il fotovoltaico, microeolico; trigenerazione; cogenerazione da biomassa (conforme alla Dir. UE 2018/2001); efficientamento del processo produttivo.
L’azione comprende anche il sostegno alla realizzazione di CER (Comunità Energetiche Rinnovabili), nonché l’intervento sull’adeguamento/modernizzazione delle reti di trasporto, finanziando sistemi di accumulo e stoccaggio tecnologicamente avanzati, comprese le reti intelligenti e i sistemi TIC (Tecnologie per l’informazione e la comunicazione).
Azione 2.2 – Sostegno a progetti di ricerca e allo sviluppo della filiera dell’idrogeno verde
L’azione, coerente con il Reg. 1056/2021 art. 8.2.c,j, sostiene la realizzazione di progetti di ricerca applicata a forte scalabilità RTL in partnership tra centri di ricerca pubblici e privati ed imprese incentrati sull’economia a basse emissioni di carbonio, sulla resilienza e sull’adattamento ai cambiamenti climatici nonché progetti di ricerca collaborativi in grado di promuovere nuove soluzioni tecnologiche legate all’utilizzo dell’idrogeno verde come vettore energetico con la conseguente introduzione sul mercato oltre ad azioni pilota che possono anche prevedere la diffusione/l’uso innovativo dell’idrogeno; si terrà conto di eventuali sinergie con l’iniziativa Horizon Europe.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/19/just-transition-mite-avvia-vas-per-taranto3/)
Azione 2.3 – Supporto a progetti innovativi per sostenere la transizione ecologica e tutelare le risorse naturali
L’azione, in ceorenza con il Reg. 1056/2021 art. 8.2.i, prevede, nel rispetto del principio “Chi inquina paga” (Dir. 2004/35/CE), la realizzazione di interventi: per il ripristino dei terreni promuovendo infrastrutture verdi (p.e. piantumazione per la creazione di una cintura verde intorno all’area cittadina) con l’obiettivo di contribuire al recupero di aree dismesse e degradate, alla riqulificazione del paesaggio, al miglioramento del microclima, alla riduzione di CO2, nonché allo sviluppo della blue economy; di bioremediation (basati sul biorimedio fito-assistito come tecnologia di bonifica verde e recupero ambientale Cfr. App. 3 progetto “Filiere Verdi”) su terreni da ripristinare con finalità di riuso produttivo con particolare riferimento a quelli ricadenti nell’Area di crisi industriale complessa dei Comuni di Taranto, Statte, Montemesola, Massafra e Crispiano. Tali interventi escludono le aree SIN di interesse del Commissario.
Prevista anche la realizzazione di un dissalatore per tutelare la risorsa idrica di qualità e destinando agli usi industriali quella marina dissalata. Il nuovo dissalatore produrrà, su un’area di circa 40.000 mq, circa 1 mc/s di acqua con caratteristiche adeguate ad alimentare i circuiti produttivi, liberando così la risorsa idrica di qualità attualmente in uso per dedicarla agli usi civici restituendola alla popolazione.
Azione 2.4 – Sostegno a progetti di ricerca di rilevante impatto nella prospettiva della transizione e della diversificazione dell’economia locale
L’azione, coerente con il Reg. 1056/2021 art. 8.2.c e con l’azione 1.1 PR, intende sostenere la realizzazione di progetti di ricerca collaborativi in grado di promuovere l’introduzione sul mercato di soluzioni tecnologiche collegate allo sviluppo di un’offerta sul mercato in grado di valorizzare le vocazioni produttive dell’area. L’azione può supportare processi di R&I, trasferimento di tecnologie e cooperazione tra istituti di ricerca, università ed imprese, anche incentrati sull’economia circolare e/o nell’ottica di sviluppo del progetto Campus ionico della ricerca, anche con eventuali sinergie con le iniziative di Horizon Europe. L’azione può sostenere attività di ricerca e sviluppo ad integrazione del “Nuovo Bauhaus Europeo”, ad esempio nell’ambito del progetto Biennale del Mediterrano.
Azione 2.5 – Rafforzamento della capacità di supporto tecnico a processi di innovazione e diversificazione economica del territorio
L’azione, coerente con il Reg.1056/2021 art. 8.2.a,b,c,m e con l’azione 1.2 PR, sostiene la realizzazione di nuovi servizi avanzati dedicati all’accompagnamento per la creazione di nuove imprese in ambiti produttivi innovativi, attraverso la creazione di nuovi centri di innovazione, hub, incubatori e acceleratori di impresa. Finanzia il supporto tecnico ai processi di innovazione del territorio attraverso il finanziamento di servizi avanzati di sostegno alle PMI e a gruppi di PMI e si attività di affiancamento per le iniziative di incubazione, a spin off, spin out e startup. Sostiene il potenziale
culturale e creativo quale driver nel processo di diversificazione economica e sostegno a nuove identità competitive territoriali attraverso operazioni di sviluppo e promozione del territorio, in coerenza con il “Nuovo Bauhaus Europeo”, nell’ambito del progetto Biennale del Mediterraneo) centro di ricerca ed acceleratore di ICC sui temi dell’identità culturale europea e del Mediterraneo alla luce del new green deal europeo.
Azione 2.6 – Sviluppo imprenditoriale creazione d’impresa e investimenti produttivi
L’azione, coerente con il Reg. 1056/2021 art. 8.2.a,b,m e con l’azione 1.4 PR, risponde al peggioramento del contesto occupazionale nell’area e al disagio sociale derivanti dalla crisi delle imprese locali interessate dagli effetti della transizione energetica. Si fornisce sostegno allo sviluppo dell’attività delle PMI e loro aggregazioni, sostenendo: investimenti produttivi; sviluppo di competenze per la specializzazione intelligente, la transizione industriale, l’imprenditorialità e l’adattabilità delle imprese ai cambiamenti; acquisizione di servizi avanzati di sostegno (compresi i servizi di gestione, marketing e progettazione); sviluppo dei processi di innovazione. Promuove anche incubazione, sostegno a spin off, spin out e startup in relazione ai settori di attività ed ai progetti supportati dalle Azioni 2.2-2.5.
Azione 2.7 – Supporto alla creazione di corsi di riqualificazione per i lavoratori a rischio e colpiti dalla transizione e percorsi formativi per la diversificazione economica; potenziamento dei servizi per la ricerca di lavoro
La rapidità dei processi di transizione in atto comporterà la necessità di intervenire per mitigare gli effetti sui lavoratori con misure volte a migliorare l’accesso all’occupazione, anche con particolare ma non esclusivo riferimento ai disoccupati per effetto della transizione nonchè anche alle donne e ai giovani al fine di sostenere nuove opportunità di reddito nelle famiglie monoreddito colpite e potenzialmente a rischio a causa della transizione.
La misura, centrale nel PT, prevede le seguenti operazioni: rafforzamento dei percorsi di formazione continua e di formazione permanente (Reg. 1056/2021 art. 8.2.k); un rafforzamento dei percorsi formativi professionalizzanti e dei percorsi di istruzione terziaria accademica (Reg. 1056/2021 art. 8.2.o); miglioramento dell’offerta dei servizi per l’impiego (Reg. 1056/2021 art. 8.2.l). A corredo delle misure citate, l’azione finanzia anche un’azione di inclusione attiva delle persone in cerca di lavoro (Reg. 1056/2021 art. 8.2.m), attraverso cui fornire un sostegno aggiuntivo, quale un’indennità di frequenza, a tutte le persone che parteciperanno alle attività di formazione previste dal PT per un periodo corrispondente al periodo di prova (circa 2 mesi).
Azione 2.8 – Offerta dei servizi di cura e di carattere sociale
Il territorio evidenzia una particolare carenza nell’area di servizi di cura, essenziale per permettere una migliore conciliazione tra vita lavorativa e familiare consentendo una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, soprattutto in vista dell’espulsione dal mercato del lavoro dell’unico percettore di reddito in famiglie monoreddito. L’azione, coerente con il Reg. 1056/2021 art. 8.2.o, interviene sia nel finanziamento della realizzazione e funzionalizzazione di sedi in cui ospitare servizi di cura su scala microterritoriale sia nel finanziamento della nascita di nuovi soggetti in grado di erogare tali servizi. I servizi sono previsti per le donne che rischiano di trovare particolari ostacoli collegati ai green jobs richiedenti nuovi livelli di specializzazione per l’accesso al mercato del lavoro.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/08/05/just-transition-fund-45-proposte-per-larea-di-taranto2/)
Nella relazione della Commissione VIA VAS del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, si legge che per quanto riguarda la “Matrice di coerenza degli obiettivi del PN JTF IT per l’area di Taranto con gli obiettivi di sostenibilità e di protezione ambientale” riporta impatti positivi dell’Azione 2.3 su tutta l’Area Pianeta e su parte di quella Prosperità, mentre invece gli obiettivi strategici “Minimizzare le emissioni e abbattere le concentrazioni inquinanti in atmosfera” non sono influenzati positivamente dall’intervento relativo al dissalatore (a causa dei consumi energetici necessari per la dissalazione dell’acqua di mare: Consumo di energia termica 12 kWh/m3 ed elettrica 17÷18 kWh/m3 per distillazione a Flash Multi-Stadio (MSF) e Consumo di energia elettrica 2,2÷ 6,7 kWh/m3 per processi a membrana, diversamente dal bioremediation che ha influenza positiva sulle emissioni. Analogamente “non appare pertinente l’effetto positivo di tali interventi su III.2 “Assicurare elevate prestazioni ambientali di edifici, infrastrutture e spazi aperti” e IV.1 “Dematerializzare l’economia, migliorando l’efficienza dell’uso delle risorse e promuovendo meccanismi di economia circolare” e, ancora,
l’effetto dell’intervento relativo al dissalatore non risulta positivo, come indicato in tabella genericamente per l’Azione 2.3, ma negativo su “I.1 Salvaguardare e migliorare lo stato di conservazione di specie e habitat per gli ecosistemi, terrestri e acquatici”, II.1 “Mantenere la vitalità dei mari e prevenire gli impatti sull’ambiente marino e costiero” e sugli altri obiettivi correlati (l’uso di dissalatori causa un aumento di salinità nelle acque marine riceventi a causa dello scarico dei concentrati salini con possibili rischi per biodiversità e causa inquinamento marino da scarichi di sostanze chimiche – antincrostanti, antivegetativi, antischiuma – e dalla fuoriuscita di effluenti a più alta temperatura, nel caso di multi-stage flash. Infine, considerato il costo dell’acqua dissalata, il contributo dell’intervento Dissalatore in particolare dovrebbe essere valutato considerando il possibile rischio delle negative ricadute economiche sulla popolazione relative all’aumento indiretto del costo della risorsa idrica. Relativamente invece agli interventi di bioremediation (all’interno dell’azione 2.3) va meglio chiarito quale sia l’impatto positivo sugli obiettivi ricompresi nella scelta VI (Abbattere le emissioni climalteranti e decarbonizzare l’economia).
Prevedendo quindi l’Azione 2.3 la realizzazione di interventi molto differenti tra loro (un dissalatore ed interventi di bioremediation), si ritiene che la valutazione debba essere effettuata separatamente per le diverse tipologie di interventi proposte.
Vorremmo ricordare ai lettori che l’idea del dissalatore venne avanzata dal senatore del Movimento 5 Stelle, Mario Turco, all’epoca sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al CIPE e al DIPE, ma soprattutto responsabile del Cis di Taranto contenitore all’interno del quale fu proposto, sostenuto anche da diversi esponenti del Partito Democratico ionico e non solo, anche in Regione e a Roma: a dimostrazione di come la competenza su tante questioni resti ancora una grande utopia.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/07/02/just-transition-fund-ok-a-fondi-per-taranto/)
In riferimento all’Azione 2.4 per la Provincia Taranto “Sostegno a progetti di ricerca di rilevante impatto nella prospettiva della transizione e della diversificazione dell’economia locale”, Azione 2.5 “Rafforzamento della capacità di supporto tecnico a processi di innovazione e diversificazione economica del territorio” e Azione 2.6 “Sviluppo imprenditoriale creazione d’impresa e investimenti produttivi”, per gli interventi che le attuano viene affermato che “data la natura prevalentemente immateriale dell’intervento non sono attesi impatti sulla componente” indipendentemente dal grado di immaterialità è opportuno, soprattutto per l’Azione 2.6, nella quale dalla tipologia d’intervento “servizio” si passa a quella dell’infrastruttura (ad esempio l’incubatore, o lo spinoff), è opportuno che anche queste azioni siano indirizzate alla sostenibilità ambientale già a monte della fase attuativa attraverso l’adozione di criteri di selezione nella predisposizione dei bandi.
La mancata evidenza rilevata della ricaduta di alcune azioni nel conseguire gli obiettivi di sostenibilità ad esse correlate, “può essere superata attraverso lo svolgimento dell’analisi di coerenza interna, che non risulta essere stata affrontata nel RA. Ricordiamo che l’analisi di coerenza interna mira a verificare la correlazione tra strategia di intervento (azioni/interventi), obiettivi ambientali assunti nel Programma e priorità ambientali del contesto territoriale e ambientale di riferimento e quindi misura l’efficacia stessa del Programma nel raggiungere, attraverso la strategia sviluppata, nel raggiungere gli obiettivi ambientali assunti” si legge ancora nella relazione.
Visto che, a differenza di quello che viene trattato dal Regolamento 2020/852, che è finalizzato ad orientare gli investimenti su attività ecosostenibili, nel caso dell’utilizzo dei fondi quali quelli di riferimento per il PN JTF IT si è stabilito di non pretendere un contributo di segno positivo (il cd. contributo sostanziale), bensì si è posto solo un requisito negativo: quello di non peggiorare significativamente le condizioni ambientali (ossia il DNSH). La normativa, quindi, è improntata a garantire almeno una compliance minima che assicuri coerenza con la strategia ambientale europea; tuttavia, non esclude che gli interventi connessi con il PN JTF IT possano anche fornire un contributo sostanziale agli obiettivi ambientali. L’Agenzia Coesione
Territoriale “recepisce solo parzialmente questo approccio riportando sì un giudizio sintetico ambientale a volte positivo (ad esempio in riferimento alle emissioni di gas serra) e verificando il rispetto del principio DNSH, ma non evidenziando criteri e modalità con i quali assicurare anche in fase attuativa la sostenibilità delle azioni finanziate coerentemente con l’art. 3 del regolamento 2020/852 UE, cioè capaci, tra l’altro, di contribuire in modo sostanziale al raggiungimento di uno o più obiettivi ambientali individuati. Tale contributo non sostanziale è analizzato nel seguito in riferimento al Monitoraggio, dove risulterebbe un contributo del PN JTF IT alla riduzione di sole 33.000 ton CO2eq/anno circa, rispetto alle quasi 15 milioni di ton CO2eq/anno emesse nelle due aree interessate dal Piano“.
Pertanto la Commissione Tecnica per la Verifica dell’Impatto Ambientale – VIA e VAS, ritiene che la Proposta di Programma Nazionale Just Transition Fund (PN JTF IT) e il relativo Rapporto Ambientale, prima della approvazione del Programma medesimo, dovranno essere integrati secondo le osservazioni e raccomandazioni indicate dalla stessa Commissione Tecnica, su tutte le azioni previste dal piano. Anche dal punto vista ambientale, visto che viene sottolineato come il target posto dal piano si ritiene sia insufficiente e comunque non significativo in termini di risultato, come confermato dal corrispondente indicatore di risultato che vede la riduzione di sole 18.275 ton CO2eq/anno per la Provincia di Taranto.
Il programma del Just Transition Fund è sicuramente un tassello importante, che qualora venisse realizzato, si andrebbe a sommare ai tanti previsti per l’area di Taranto. Ma la relazione della Commissione Tecnica VIA e VAS funge da avvertimento, visto che a fronte di un prossimo aumento nella perdita dei posti di lavoro, mette in guardia dal pensare che si possa sostituire un sistema economico di tipo industriale solo attraverso investimenti milionari in settori alternativi, seppur fondamentali per l’economia del futuro, senza calibrarli opportunatamente e soprattutto senza che essi abbiano una ricaduta economica e ambientale importante in positivo sul territorio ionico.
Perché come scriviamo da anni, la transizione energetica che investirà ampi settori della nostra economia, non dovranno pagarla i lavoratori e le loro famiglie. Ma dovrà essere un lungo processo di accompagnamento, per far sì che la vita di tutti migliori a vantaggio dell’intero pianeta Terra, dove le disuguglianze economiche sono da secoli, e ancora oggi, tante troppe ed insopportabili.
(leggi tutti gli articoli sull’argomento https://www.corriereditaranto.it/?s=Just+Transition+Fund+&submit=Go)