All’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio sono giunte altre due istanze ZES, con la richiesta di poter avviare, previa utilizzo dei benefici concessi dalla legislazione vigente per le ZES, un programma di attività economiche e/o investimenti su unità territoriali ricadenti all’interno delle aree demaniali marittime di competenza dell’ADSP MI ricomprese nel perimetro della Zes Ionica, nonché della Zona Franca Doganale del porto di Taranto.

La prima, pervenuta il 23.12.2022, presentata in competizione con l’istanza Zes formulata il 12.09.2022 dalla società Progetto Internazionale 39 srl pubblicata il 01.12.2022, è stata presentata dalla società Vestas Blades Italia Srl, che ha richiesto di poter avviare un programma di attività economiche e/o investimenti da insediare nell’area della “Piattaforma Logistica”. 

Scopo dell’iniziativa proposta da Vestas Blades Italia Srl è quello di svolgere attività di stoccaggio e trasporto di prodotti finiti, semilavorati e materie prime relativamente al ciclo produttivo delle “pale eoliche” all’interno dell’area della Piattaforma Logistica. Impegnandosi a mantenere le attività in area Zes per la durata di almeno 10 anni a decorrere dal rilascio del titolo autorizzatorio, avvalendosi del regime di Zona Franca Doganale. Ricordiamo che il gruppo ha un organico di quasi 1.300 unità, 850 occupate alla Vestas Blades che si occupa della parte produttiva, e 445 alla Vestas Italia che invece cura l’area commerciale e le manutenzioni. Nel 2023 è prevista la realizzazione a Taranto di quella che l’azienda definì nell’incontro dello scorrso settembre con i sindacati, come la pala eolica più grande al mondo. Operazione che dovrebbe portare all’assunzione di svariate decine di lavoratori

L’istanza dell’altra societ, la Progetto Internazionale 39 Srl, chiedeva di gestire la Piattaforma Logistica svolgendo attività di movimentazione e stoccaggio di merci e containers, ed attività di ricerca e sviluppo nei settori dell’energia e delle scienze della vita., impegnandosi anch’essa a mantenere le attività in area Zes per la durata di almeno 10 anni.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/11/28/piastra-logistica-una-societa-e-interessata2/)

Tornando per un attimo alla Piastra Logistica va ricordato quanto pubblicammo lo scorso mese di marzo, ovvero l’acquisizione della stessa da parte dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio, che fu inaugurata il 2 dicembre 2015. Di fatto parliamo di quella che può essere considerata la più importante delle opere infrastrutturali, nodo logistico prioritario inserito nel corridoio scandinavo-mediterraneo all’interno della rete di trasporto trans-europea (Trans-European Network-Transport – Ten-T). Che ad oggi però, non è mai entrata in funzione.

Il costo dell’opera, come da progetto definitivo approvato con delibera Cipe del 18 novembre 2010, è pari a 219,1 milioni, con una variazione in aumento rispetto al progetto preliminare (dicembre 2003) di 63 milioni, di cui 29,4 milioni per esigenze connesse alla realizzazione della vasca di colmata. Il finanziamento risulta coperto per l’80 per cento da risorse pubbliche, per il 3 per cento da fondi dell’Autorità portuale e per il 17 per cento da finanziamenti privati a carico del concessionario. Ovvero la Taranto Logistica del gruppo Gavio subentrata nel corso degli anni, precisamente nel luglio 2006, che aveva richiesto all’Autorità Portuale un riequilibrio del piano economico finanziario facendo appello al Codice degli Appalti in quanto una serie di condizioni non si sarebbero verificate. Di fatto tra le parti si era aperto un contenzioso, motivo per il quale si mise in moto il collegio consultivo tecnico dell’Authority che stabilì come non vi fossero i presupposti del riequilibrio, emettendo una determina con valore di lodo contrattuale, con la quale si decise di liquidare il socio privato. I rapporti si sono dunque conclusi consensualmente, attraverso un accordo che prevede il pagamento al privato di quasi 40 milioni di euro, che saranno emessi attraverso un piano rateale.

Per una piattaforma che è rimasta di fatto deserta in tutti questi anni è arrivato il momento della svolta?

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/23/zes-taranto-due-progetti-per-il-porto/)

La seconda istanza Zes pervenuta il 19.12.2022 è stata presentata dalla società Termocentro Srl di Matera, (cod. Ateco 46.74.2): l’iniziativa economica sarebbe insediata in una parte dell’area ex Soico, pari ad un’estensione pari a circa 20.000 mq rispetto ai circa 57.000 mq di estensione complessiva dell’area in questione. Scopo dell’iniziativa è quello di realizzare un deposito logistico in area portuale di Taranto, per la distribuzione su scala nazionale ed internazionale di prodotti impiegati per la costruzione di acquedotti e fognature, con conseguente incremento dei traffici portuali ed avvio di attività di innovazione e ricerca per la tracciabilità dei prodotti in arrivo presso l’impianto produttivo. Anche in questo caso l’impegno a mantenere le attività in area Zes ha la durata di almeno 10 anni.

Salgono dunque a quattro le istanze presentate per l’occupazione di aree ricadenti all’interno delle aree demaniali marittime di competenza dell’Autorità Portuale ricomprese nel perimetro della Zes Ionica, nonché della Zona Franca Doganale del porto di Taranto.

La prima è pervenuta lo scorso 22 luglio dalla Recopal Puglia Srl (azienda che ha sede legale a Mantova e che risulta essere iscritta presso Confindustria Taranto), che ha richiesto di poter avviare attraverso l’utilizzo dei benefici concessi dalla legislazione vigente per le ZES, un programma di attività economiche e/o investimenti su di un’area portuale di mq 34.000, al fine di realizzare rispettivamente un opificio industriale destinato alla produzione di “Imballaggi di legno” da scarti post-utilizzo ed un impianto fotovoltaico in grado di garantire l’autosufficienza energetica del menzionato opificio industriale (della durata di almeno 10 anni).

La seconda istanza invece, è pervenuta dalla GREENTOUCH SRL, che ha chiesto il rilascio di una concessione demaniale marittima per l’occupazione ed uso di un’area portuale di circa mq. 25.300 (m 275 x m 92) per la realizzazione di una bioraffineria nel porto di Taranto. La società ha rappresentato di voler beneficiare dell’Autorizzazione unica ZES, per la durata di 50 anni.

(leggi tutti gli articoli sul porto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)

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