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“Negli ultimi anni PD e M5S sono stati al governo e la vicenda ex Ilva non l’hanno risolta, semmai peggiorata: ora i loro rappresentanti pretendono da noi la soluzione e ce la spiegano pure”: è la sintesi di una dichiarazione, diffusa alla stampa, dell’on.Dario Iaia. Il parlamentare ionico interviene e reagisce così su un dibattito che si è nuovamente acceso nelle ultime settimane, alla luce pure dell’ultimo decreto del governo Meloni e alla vigilia di alcuni appuntamenti, quali la manifestazione a Palazzo Chigi di sindacati e istituzioni territoriali e il vertice con il ministro Urso.
Su ex Ilva crediamo sia giunto il momento di essere chiari e dire parole di verità – osserva Iaia -. Sappiamo tutti che per l’Italia si tratta di un’azienda di interesse strategico nazionale, così come riconosciuto anche da una legge del 2012. Il Governo Meloni, su questo tema come su altri, ha ereditato una situazione disastrosa dai governi dell’ultimo decennio targati PD e M5S, i quali hanno approvato decine di decreti e provvedimenti legislativi che non hanno risolto la situazione, ma l’hanno esclusivamente aggravata. Oggi, i responsabili di questo stillicidio si ergono a maestri e pretendono di spiegarci in che maniera risolvere la questione Ilva dal punto di vista ambientale ed occupazionale, dopo non esserci riusciti per anni”.

L’on.Dario Iaia

L’affondo è critico nei confronti di PD e M5S. Iaia aggiunge e spiega: “Intanto, occorre chiarire che il Governo non ha regalato 680 milioni a Mittal, ma ha dato seguito ad un investimento previsto da una legge varata nel 2019 dal governo Conte 2 migliorandola, nel senso che, grazie al decreto legge del Governo Meloni, questi fondi oggi considerati a titolo di finanziamento soci potranno essere imputati come aumento di capitale su richiesta di Invitalia, e consentire così allo Stato di divenire maggioranza nella misura del 60% del capitale sociale, con le conseguenze evidenti dal punto di vista della governance aziendale. In pratica, lo Stato potrà diventare maggioranza a semplice richiesta di Invitalia in ogni momento. In passato questo non era previsto”.
Poi sul cosiddetto ‘scudo penale’: “E’ sbagliato parlare di ripristino dello ‘scudo penale’ o, addirittura di ‘diritto di uccidere’, in quanto la norma non prevede alcuna protezione legale per i gestori, ma reintroduce una misura di buon senso che prevede che se gli amministratori agiscono al fine di dare esecuzione ad un provvedimento amministrativo che autorizza la prosecuzione dell’attività non è punibile per i fatti che derivano dal rispetto delle prescrizione dettate dal provvedimento stesso, se ha agito in conformità alle medesime prescrizioni. In pratica, si tratta di una causa di giustificazione che si fonda sul rispetto delle prescrizioni dell’A.I.A. (Autorizzazione integrata ambientale). Nulla di più. Si tratta – dice Iaia – di una norma di assoluto garantismo, peraltro introdotta dal Partito Democratico quando era al Governo e non mi pare di ricordare barricate da parte loro”.
“Si aggiunga che il Governo, finalmente dà una prospettiva a fronte della confusione degli ultimi anni, introducendo nei decreti aiuti bis e ter la previsione di un investimento di un miliardo di euro che potrà essere utilizzato per il rilancio produttivo ed il risanamento ambientale del siderurgico e di un ulteriore miliardo per realizzare il progetto del preridotto e, quindi, per il forno elettrico DRI per la produzione green – afferma l’esponente di Fratelli d’Italia -. Alla luce di questo quadro, colpisce la posizione di alcuni sindacati e del sindaco Melucci, oltre che del presidente Emiliano, i quali, prima ancora di leggere il decreto legge, pubblicato solo ieri, poche ore dopo il Consiglio dei Ministri, annunciano fuoco e fiamme contro il provvedimento che non avevano ancora letto ed una manifestazione davanti a Palazzo Chigi, sapendo benissimo che il Governo non ha regalato alcunché a Mittal e che non vi erano le condizioni giuridiche, a causa degli accordi stipulati dai precedenti governi retti dal Pd e dal M5S, per estromettere Mittal dalla gestione dell’azienda“.
“Oggi, al contrario, si deve prendere atto che si è invertita la rotta – conclude Iaia – e lo Stato, grazie al decreto legge del Governo Meloni, ha riacquistato centralità e poteri ed investito risorse per la riconversione ambientale e produttiva dello stabilimento di Taranto, nel rispetto del dialogo e del confronto con il territorio, le forze produttive e sindacali, convocate dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso per il il prossimo 19 gennaio al Mise”.

2 risposte

  1. Tutto vero cercano di recuperare elettori ,ma ormai il danno è stato fatto ,fu proprio Conte a fare il simpaticone ed entrare nello stabilimento e partecipare al consiglio di fabbrica prendendoci per i fondelli ,era il periodo in cui i Mittal minacciavano di lasciare l’azienda e fu proprio Conte ha stipulare un accordo con i gestori senza considerare le varie federazioni sindacali ,nessuno sa niente ,ma tutti abbiamo poi scoperto come all’improvviso I Mittal sono rimasti e lo stato prometteva di entrare come socio maggioritario : adesso che fanno a fare bordello ,facessero pace con il cervello piuttosto ,tutte le menzogne poi dette da turco ,ricordiamo l’acquario, la foresta urbana e tante altre bugie mai realizzate considerando l’alleanza con il partito dei sinistri ,la falsità di Melucci che ci sta prendendo per imbecilli ,l’ignavia di Emilio che finge interesse per Taranto ,in pratica si stanno tirando a chi racconta più chiacchiere ,ma agli spartani piace essere presi per fessi , li fa sentire importanti perché poi si devono lamentare e lagnare tra di loro come delle coma,senza mai prendere in mano la situazione . Che vergogna .

  2. Alcune considerazioni su quanto dice l’onorevole Iaia:
    Ha ragione quando dice che i governi precedenti non hanno risolto nulla in un decennio; ma non deve dimenticare che parti di questo nuovo governo erano già al comando coi due precedenti, e non è che abbiano risolto qualche cosa.
    Se quanto erogato può andare in conto capitale su “semplice richiesta” di Invitalia, non capisco perché non è stato fatto subito, e permettere così un auspicato cambio di governance e quindi di AD, perché quella attuale è riuscita solo a rovinare uno stabilimento che sia con i Riva che anche prima produceva il triplo di ora e con consumi specifici molto inferiori, ed a rovinare anche una miriade di aziende collegate, tra cui un’azienda storica come la società Sanac, la più importante azienda di refrattari in Italia, che ha convissuto la vita dello stabilimento di Taranto dalla sua partenza negli anni ’60 fino al 2021, quando inopinatamente e su decisione assolutamente incomprensibile da parte di AD di ADI l’ha lasciata senza ordini ed acquistando praticamente tutto da estero.
    Ora però i soldi continua a gestirli Mittal o chi per esso, lo stabilimento non produce, le aziende collegate muoiono, e lo stato (leggi cittadini) continua a pagare cassa integrazione a gogò ed extra costi inutili e sospetti.
    Forse è su questo che ci dovrebbe rispondere l’onorevole Iaia, e non dilungarsi su quanto è bello questo decreto.

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