Ad appena sei mesi dalle elezioni comunali ci sono già stati diversi assestamenti all’interno del Consiglio Comunale. Gruppi consiliari hanno accolto nuovi consiglieri, alcuni sono stati fondati, altri sono completamente scomparsi.
L’ultimo passaggio in ordine cronologico è quello di Patrizia Mignolo. Eletta nelle liste del Partito Democratico, la consigliera aveva lasciato il gruppo già a novembre per approdare nel misto di maggioranza. Oggi cambia nuovamente per aderire a “Con”. Ripercorriamo, allora, le “formazioni” di maggioranza e di minoranza per capire come si muove la politica cittadina all’inizio di questo 2023.
Un PD con meno peso

Il dato che salta immediatamente all’occhio è il ridimensionamento del peso politico del Partito Democratico all’interno della maggioranza. Il PD, infatti, era uscito dalle elezioni come il gruppo di gran lunga più consistente del Consiglio e della coalizione, con ben sette consiglieri a fronte dei due dei gruppi di maggioranza più numerosi e dei quattro della lista di opposizione “Patto Popolare”.
Oggi i democratici si ritrovano non solo con una consigliera in meno (Patrizia Mignolo, per l’appunto), ma si devono confrontare con altri gruppi di maggioranza decisamente rinfoltiti. “Taranto 2030”, ad esempio, ha di fatto inglobato al proprio interno i gruppi consiliari “Taranto Popolare” (rappresentato in origine dal consigliere Mazzariello) e “Più centrosinistra” (rappresentato dai consiglieri Pittaccio e Lo Muzio), arrivando a contare così ben cinque consiglieri, appena uno in meno dei sei rimasti al PD. Parallelamente, “Con Taranto”, il gruppo che esprime il Presidente del Consiglio Bitetti, avendo recentemente accolto Patrizia Mignolo giunge a tre componenti (l’altra è la capogruppo Stefania Fornaro).
A questi spostamenti corrisponde anche quanto avvenuto recentemente in Giunta, con l’estromissione di Luana Riso (rappresentante di “Piu centrosinistra, che attualmente non esiste più in Consiglio Comunale) e l’ingresso di Gabriella Ficocelli, rappresentante di “Con”. Ancora nessuno spostamento, invece, è stato causato in Giunta dall’accresciuto peso politico di “Taranto 2030”, fatto su cui sarà opportuno tenere gli occhi aperti.
Minoranza più divisa

Parallelamente, se in maggioranza i gruppi diminuiscono di numero e aumentano di dimensioni, in minoranza inizia ad avvenire il contrario. Proprio il gruppo più consistente, “Patto Popolare”, si è di fatto diviso in due da quando i consiglieri Massimiliano Stellato e Carmen Casula hanno deciso di costituire il gruppo consiliare di “Italia Viva”, movimento politico fondato da Matteo Renzi che alle ultime comunali non si era affatto presentato.
Proprio Massimiliano Stellato (che, ricordiamo, è anche consigliere di maggioranza in Regione) è stato più volte oggetto di speculazioni circa un possibile riavvicinamento a Melucci. Già in almeno un’occasione il consigliere è rimasto in aula (pur non votando con la maggioranza) mentre i colleghi di opposizione uscivano.
I “non allineati”
A questi spostamenti avvenuti in maniera formale si aggiungono le intemperanze più o meno evidenti che si sono evidenziate all’interno della maggioranza soprattutto in occasione della recente diatriba sul comparto 32, allorquando diversi consiglieri hanno mostrato forti perplessità (chi pubblicamente, chi privatamente) sul modus operandi del Sindaco, talora arrivando a dichiarare pubblicamente la propria risoluzione a non votare il provvedimento se non fosse stato rivisto (è il caso dell’unico consigliere 5 Stelle, Mario Odone). Appare dunque chiaro come il Sindaco Melucci abbia a che fare con un contesto forse sulla carta meno variegato di quanto appariva all’inizio della consigliatura, ma non privo di criticità e di contrasti.