Continuano ad arrivare cattive notizie sul costruendo ospedale San Cataldo di Taranto. Quest’oggi è tornata a riunirsi la Commissione bilancio e programmazione della Regione Puglia, presieduta dal consigliere regionale Fabiano Amati (Azione).

Dalla riunione odierna è emerso quanto già si temeva da tempo: ovvero il rischio concreto di veder slittare con molta probabilità anche la data del 31 luglio prossimo per la fine dei lavori dell’Ospedale San Cataldo di Taranto. Dai dati forniti oggi dal RUP lo stato di avanzamento dei lavori si attesta intorno all’82 per cento. Con la presenza giornaliera di 400 maestranze, il cantiere prosegue ed è stato raggiunto il completamento delle opere strutturali. Resta però da risolvere la questione più importante, riguardante il finanziamento delle risorse derivanti dal fondo ex art. 20, utili ai fini dell’aggiudicazione delle gare per l’acquisto degli arredi e attrezzature, visto che la disponibilità delle stesse è condizionata dall’approvazione del contratto dal Nucleo degli investimenti ministeriali.

Per ora sono state indette regolarmente gare per 40 milioni di euro (per gli impianti di radioterapia e medicina nucleare e per le apparecchiature di radiologia, come tre acceleratori lineari, una Tac con simulatore di nuova generazione, due Gamma camere, una Pet/Tac, tre apparecchi per risonanza magnetica, un angiografo biplano e una sala attrezzata per la radiochirurgia dei tumori cerebrali), ma nessuna aggiudicazione si è potuta eseguire in mancanza di finanziamento. Si è infatti in attesa di risposte da parte della Commissione di valutazione tecnica del Ministero della salute, ma nel frattempo per lunedì prossimo saranno convocati in audizione gli assessori al bilancio e alla sanità, insieme al direttore del Dipartimento salute per capire se ci sono altre possibilità per recuperare le risorse necessarie affinché la nuova struttura sanitaria del San Cataldo possa diventare operativa.

Inoltre, durante la riunione odierna è emerso che almeno il 15 per cento delle opere murarie e impiantistiche da realizzare, interferisce con le future caratteristiche tecniche delle attrezzature in via d’acquisizione. Solo per la parte muraria e impiantistica, progettazione e messa in opera e collaudo, è prevista una spesa complessiva di circa 252 milioni di euro.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/11/29/san-cataldo-si-andra-oltre-il-2023/)

Del resto, già lo scorso 29 novembre il direttore generale dell’Asl di Taranto Gregorio Colacicco, evidenziò come che non sarebbe avvenuto certamente a luglio il trasferimento di tutte le attività ma sicuramente per quella data potrebbe iniziare la funzionalizzazione della struttura, considerati, ad esempio, i tempi che occorreranno per la realizzazione dell’impiantistica che è propedeutica alla installazione dei macchinari e alla conseguente sistemazione degli arredi.

Dunque, il problema resta sempre lo stesso che abbiamo più volte spiegato su queste colonne. L’ASL di Taranto ha ottenuto dalla Regione l’autorizzazione a procedere con le gare per l’acquisto delle attrezzature e arredi, e pertanto sono state avviate le procedure inizialmente per un primo impegno di spesa di oltre 24 milioni di euro (tra cui il project per le attività relative alla mensa, ai pannelli fotovoltaici per il risparmio energetico e l’utilizzo degli spazi per attività commerciali e sterilizzazione), che hanno dato il via al completamento del 15% dei lavori da ultimare, i cui avvisi sono stati banditi a partire dalla prima metà di novembre. L’acquisto di apparecchiature elettromedicali, arredi fissi, attrezzature, sale operatorie ad alta tecnologia e relativi lavori civili ed impiantistici di completamento, il cui costo ammonta ai famosi 105 milioni di euro di cui si discute da mesi, copre infatti un 15% dei lavori. Infatti, anche dopo che lo scorso 6 settembre la Giunta regionale ha approvato una delibera per utilizzare i fondi dell’art. 20 della legge 67/88 (dopo quella approvata lo scorso 27 luglio), i tempi della burocrazia e dei vari passaggi istituzionali non hanno permesso il rispetto della data prevista per la fine dei lavori.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/17/san-cataldo-rinvio-fine-lavori-al-2023/)

Ricordiamo infatti che la delibera regionale ha permesso alla Asl di Taranto di bandire la gara per l’appalto, nonostante la mancanza di un accordo di programma con il ministero della Salute. In pratica, stante le due delibere regionali, l’accordo di programma andava chiesto al ministero mesi addietro (sul perché ciò non sia stato fatto e di chi sono le responsabilità non è stata fatta ancora chiarezza in ambito regionale). La Regione ha pertanto deciso di assuemersi la responsabilità di procedere lo stesso: nella consapevolezza però che questo avrebbe rischiato di comportare altri problemi. Perché finché non sarà firmato l’accordo di programma, quelle risorse economiche difficilmente saranno di fatto disponibili.

“Cattive notizie. Sta saltando il fine lavori per la costruzione del nuovo ospedale di Taranto, previsto per il 31 luglio 2023, a causa dell’indisponibilità di fondi per arredi e attrezzature. Paghiamo sottovalutazioni e ritardi della Regione da mancata conoscenza delle regole e dei procedimenti sulle fonti di finanziamento, che hanno causato questo terribile disallineamento tra i tempi per la costruzione dell’ospedale e quelli per gli arredi e le attrezzature. Nella prossima settimana capiremo le modalità per risolvere questo problema, con l’audizione degli assessori Palese e Piemontese, anche se resto convinto che l’unica possibilità per ridurre il ritardo consista nella pronta approvazione del Ministero della salute dell’accordo sui fondi dell’articolo 20. E in questo senso rivolgo il mio appello” dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati. “Qualche mese fa sollevammo la questione dei fondi per arredi e attrezzature, con la relativa necessità di individuare al più presto la fonte di finanziamento per i 105milioni di euro necessari. La Asl di Taranto aveva ovviamente bisogno di poter disporre dell’intero ammontare in vista delle gare. Dopo numerose sollecitazioni nei confronti dell’assessorato regionale alla salute fu trovata una prima soluzione, consistente in una nota regionale con cui si autorizzava l’indizione delle gare, nella speranza di poter allineare i tempi tra l’aggiudicazione delle stesse e l’approvazione del finanziamento da parte del Ministero della salute. Tale allineamento tra i tempi non si è verificato, per cui non è più possibile nemmeno preventivare la data di ultimazione dei lavori, considerato che almeno il 15 per cento delle opere murarie e impiantistiche da realizzare interferisce con le caratteristiche tecniche delle attrezzature in via d’acquisizione. Mi rendo conto del potenziale polemico suscitato da questa notizia, per cui legittime appaiono eventuali critiche. Ma ora l’unico impegno plausibile per ridurre al massimo il ritardo consiste nel richiedere a gran voce l’approvazione ministeriale. È un atto necessario, perché ogni giorno di ritardo è correlato a domande di salute non corrisposte” conclude Amati.

Un ginepraio di burocrazia, ritardi, superficialità, rinvii e quant’altro di cui, almeno questa volta, avremmo fatto senz’altro a meno. E ad oggi non ci sono ancora novità in merito all’accordo di programma con il ministero della Salute.

leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/16/san-cataldo-quando-finiranno-i-lavori/)

One Response

  1. Un ginepraio di vergogna ,inefficienza e strafottenza da parte di tutte le istituzioni. Se si tratta di fare me a Taranto ci sono i soldi e tutta la piena disponibilità,ma come si deve fare a Taranto che non si riesce a portare a termine nulla , il villaggio della foglia ,la terra degli spartani rammolliti ,rappresentata da un gruppo di ignavi rischia veramente di rimanere sempre l’ultima ruota del carro ,hanno scelto apposta un sindaco che ci rappresenti passivamente senza battere pugno contro la regione ,chi l’ha votato dovrà pentirsi mille volte della scelta fatta ,lo stesso dicasi per Emilio quello che stravedeva per Taranto ,per non dire se ne strafotte letteralmente,che palme veramente qualcosa di allucinante mai una buona notizia per il nostro territorio .

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