“Marche Polle”, al secolo Amedeo Orlolla, ancor oggi appare fra i personaggi più significativi della tarantinità, improntata al più schietto buonumore. Suoi ritratti appaiono ancor oggi in numerosi esercizi commerciali cittadini, col berretto alla militare, la sigaretta fra le dita e il sorriso un po’ sgangherato. In questi giorni, in cui cade l’anniversario della morte (11 gennaio 1982), il suo ricordo gira frequentemente sulle pagine facebook dedicate alla tarantinità.
Vendeva la “buona fortuna” con le buste delle schedine precompilate della Sisal. Lo si rammenta per il suo “’A uè mò?” con cui scherzosamente invitava ad acquistare i biglietti della lotteria.
Un’altra sua frase celebre era “Appuèndete ‘nnanze!” (“Abbottonati davanti!”) accompagnata da un gesto che induceva il malcapitato a dare un’occhiata alla braghetta dei pantaloni presumibilmente aperta e che tale non era mai.
Nato a Taranto nel 27 agosto 1895 in via Di Mezzo, Amedeo Orlolla svolse molti lavori: da uomo di fatica presso fornai e carbonai a venditore di bandierine e girandole colorate. Il soprannome pare derivasse dal nome della nave mercantile, appunto la “Marco Polo”, di cui il padre, Giovanni, nelle soste a Taranto, di cui era caricatore e scaricatore di fiducia.
La figura di “Marche Polle” fu legata anche al foglio dialettale “’U Panarijdde”, del quale fu divulgatore. Lavorò fino ad età molto avanzata, trascinandosi sulle gambe ormai provate dai malanni dell’età e da chilometri e chilometri percorsi giornalmente. Nessuno osava molestarlo e tanti gli mostravano il loro affetto offrendogli un caffè, una sigaretta o il panzerotto nella ormai scomparsa “Dreher” di piazza Maria Immacolata, popolarissimo ritrovo della Taranto degli anni Sessanta.
Negli ultimi anni di vita fu ospite della casa di riposo comunale di via delle Ceramiche, dove le scolaresche, in visite d’istruzione, non mancavano di cantargli a seguito di sue incessanti richieste le canzoni della sua gioventù. Morì a 87 anni a seguito delle complicazioni di una caduta. I funerali, la sera del 12 gennaio, ci fu grande partecipazione di popolo, con la messa in San Francesco e il lungo corteo funebre con tanto di banda cittadina che attraversò le principali vie del Centro.
In piazza Immacolata, il saluto finale della città e il corale “Amedeo, a uè mo?” seguito dal grande applauso. Poi, la partenza per il San Brunone, in un loculo della galleria comunale, dove i fiori (e le sigarette) non mancano mai.
All’indimenticato personaggio l’attore-commediografo Antonello Conte ha dedicato il suo spettacolo-monologo “Vi racconto Marche Polle: la storia, i fatti, le curiosità del personaggio più amato di Taranto” che ha debuttato lo scorso giugno alle ore 21 al teatro Turoldo con replica nei giorni scorsi al teatro della Santa Famiglia, alla Salinella.
Il tutto è nato dall’esperienza fatta qualche anno fa con “Nato a Taranto”, del compianto Daniele Serra e interpretato da Conte dopo la sua morte. Uno dei ritratti più applauditi dello spettacolo, interpretato totalmente da Antonello Conte, era dedicato proprio a ‘Marche Polle’”.
“Da lì ho iniziato a incuriosirmi del personaggio, mettendomi alla ricerca di tutto quanto lo riguardasse – racconta – Mi sono messo in contatto con alcuni parenti, che mi hanno fornito un po’ di notizie e mi sono stati d’aiuto soprattutto i libri di Domenico Di Saverio e di Cataldo Sferra. Quest’ultimo lavoro editoriale è stato il più esaustivo, in quanto riportava anche documenti inediti sulla sua vita, ottenuti grazie alla nipote, Maria, presso la quale Amedeo abitava prima della permanenza alla casa di riposo”.