Un percorso espositivo da ammirare con il naso all’insù, rimanendo ammirati per la grandiosità delle opere. E’ quanto sta accadendo a Taranto grazie al progetto T.R.U.St., acronimo di Taranto Regeneration Urban and Street, finalizzato alla rigenerazione dei quartieri, attraverso l’arte urbana, in particolare di quelli periferici. Finora, dopo tre anni di attività, si contano 33 opere, dalle dimensioni davvero mastodontiche, tali da coprire completamente le facciate dei palazzi. E anche i terreni di gioco, come quello realizzato al campo di basket della “Taranto 2”, inaugurato nelle scorse settimane.

Organizzato e coordinato dalle associazioni Rublanum e Mangrovie, l’ideazione del progetto si deve a Giacomo Marinaro, Matteo Falbo, Andrea Falbo con la collaborazione di Mario Pagnottella e dell’amministrazione comunale, attraverso il sindaco Rinaldo Melucci e il vicesindaco e assessore allo sviluppo economico Fabrizio Manzulli. La realizzazione delle opere è stata accompagnata da momenti di incontro tra gli artisti e la comunità jonica oltre che da numerosi laboratori che hanno dato a giovani e bambini l’opportunità di partecipare attivamente alla realizzazione di opere creative.

Fra tutti i murales realizzati finora (cui senz’altro se ne aggiungeranno altri nei prossimi anni), una certa popolarità riscuote il maestoso Nettuno dipinto sulla facciata laterale di palazzone di via Margherita, quasi nell’atto di porgere il benvenuto a quanti giungono dal mare, assieme ai due marinai del vicino monumento donato alla città nel 1974 dall’ammiraglio Iachino. Ne è autore il rinomato street-artist spagnolo Kraser la cui realizzazione ha suscitato una coda di polemiche, in quanto non pochi tarantini avrebbero preferito la raffigurazione non della famosa opera del Giambologna, ma del “nostrano” Poseidone. E che dire della rappresentazione di Jorit del volto di Giorgio Di Ponzio, stroncato ad appena quindici anni da un male ritenuto collegato all’inquinamento industriale? Il dipinto accoglie e stimola alla riflessione sulle tematiche ambientali gli abitanti del quartiere Tramontone e soprattutto le centinaia di automobilisti che quotidianamente si dirigono verso la litoranea o i centri del versante orientale.

Tanti altri murales vivacizzano fantasiosamente le facciate delle palazzine alla Salinella, ammirati da quanti percorrono il sottopasso automobilistico di via Ancona, e, ancor di più, quello raffigurante il gatto con gli stivali, dell’artista olandese Super A, che rallegra i bambini che frequentano il parco giochi del quartiere. E che dire, sempre alla Salinella, dell’opera di Claudio Morne, che mostra il volto sorridente di Nadia Toffa, beniamina dei tarantini, che ha portato avanti assieme a loro l’opera di sensibilizzazione sulle problematiche dell’inquinamento?

A giudizio dei più, il meglio sarebbe stato offerto agli abitanti del Paolo VI, grazie agli interventi realizzati nel corso degli anni dagli street-artist Uno, Alice Pasquini e Checko’s Art, Tony Gallo, Dimitris Taxis, Aches, JDL, Cheone. A quest’ultimo si deve anche il ritratto sulla facciata della biblioteca comunale (lato piazza Dante), dell’indimenticato scrittore Alessandro Leogrande, considerato simbolo di impegno civile e di lotta per le sue indagini sulla mafia, prematuramente scomparso nel 2017 all’età di quarant’anni.

Il tutto compone una vera e propria pinacoteca a cielo aperto, che sta già richiamando a Taranto appassionati di tale genere d’arte da tutto il mondo, certamente meritevole di un catalogo con annessa piantina in formato cartaceo per meglio agevolare la visita.

Così sottolinea Giacomo Marinaro di Rublanum, direttore artistico del progetto: “Con la terza edizione di T.R.U.St Taranto si conferma una delle mete più affascinanti per gli amanti della Street Art, per qualità e quantità artistica. Tra i progetti più attenzionati a livello mondiale, T.R.U.St a Taranto offre bellezza e dimostra come, attraverso l’arte urbana, si può sviluppare e valorizzare un territorio. Siamo riusciti a raggiungere obiettivi importanti, ovvero quello di creare i primi musei a cielo aperto in più aree della città. Mi riferisco al quartiere Paolo VI che ospita 10 quadri urbani di dimensioni imponenti, facciate di 30 metri di altezza, oppure al quartiere Salinella che ospita 16 interventi di elevata qualità artistica in meno di un chilometro quadrato. Tali opere che, ovviamente, si uniscono alle restanti bellezze urbane realizzate in altri punti della città. Oltre a questi numeri il progetto è sempre in continua sperimentazione. I laboratori, i playground e il festival musicale – tutti progetti che rientrano nella rassegna di T.R.U.St – dimostrano una vision progettuale che vuole inglobare diverse forme di espressione artistiche. Questo è possibile grazie ad un enorme lavoro di squadra”

 

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