Si è svolto ieri un incontro tra la direzione aziendale di Natuzzi e i sindacati di categoria FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil in merito alla richiesta di proroga della cassa integrazione straordinaria e per un aggiornamento sull’andamento del piano industriale.
L’azienda ha confermato l’impianto del piano industriale, anticipando che, con molta probabilità, vi sarà uno slittamento temporale rispetto a quanto previsto a causa del mutato contesto economico internazionale, dell’aumento dell’inflazione e degli effetti della pandemia in Cina, informano i sindacati. Che hanno ribadito “la necessità di utilizzare equamente il numero di ore di Cigs procapite e la reinternalizzazione delle lavorazioni oggi svolte esternamente (cuscini, sedie…)”. Inoltre hanno chiesto all’azienda “tempi e modalità di apertura del sito produttivo di Ginosa” rendendosi immediatamente disponibili ad avviare il percorso per la contrattazione di II livello nell’ambito della quale sarà affrontato anche il tema degli inquadramenti professionali.
In attesa di formale convocazione della cabina di regia da parte del MiSE e del Ministero del Lavoro per la proroga della Cigs, rimangono nei sindacati preoccupazioni rispetto al calo degli ordini e alla situazione del mercato più in generale.
Ricordiamo che durante l’ultimo incontro romano al ministero dello Sviluppo economico del 2 marzo scorso, l’azienda aveva reso noto di aver cambiato ipotesi di piano industriale. Affermando di aver optato per quella che prevedeva cinque fabbriche a due turni: Jesce 1, Jesce 2, Laterza, (con la stessa attribuzione di personale) Ginosa e Graviscella (fabbrica completamente innovativa e altamente tecnologica). Questa soluzione risultava essere molto più bilanciata rispetto alla prima e rendeva anche più governabile il primo anno degli investimenti. La soluzione riduceva a regime gli esuberi a 315 unità nelle fabbriche (contro 393 nella precedente versione) con un totale di 414 unità. Il livello occupazionale sarebbe così incrementato da 1.594 unità complessive a 1.684. Inoltre, con la presenza di cinque siti con due turni, si eviterebbe il terzo turno notturno, gravoso per alcune categorie di personale. Questa opzione trovò concordi sia i sindacati, che la task force regionale per l’occupazione della Regione Puglia che la Regione Basilicata.
Inoltre, lo scorso 3 gennaio si è incontrato da remoto il Comitato di Base della Natuzzi Spa del coordinamento Cobas-Lp, costituito da tutti i dipendenti della stessa azienda iscritti a Cobas del Lavoro Privato. L’assemblea del Comitato di Base aveva il fine di assumere una posizione in merito alla richiesta di proroga di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria avanzata dall’azienda per il sito di Graviscella. Dopo ampio e approfondito dibattito, anche il Comitato di Base ha dato mandato favorevole alla richiesta di Cigs. Il consenso da parte di Cobas-Lp ad usufruire di altra Cassa integrazione da parte di Natuzzi Spa, per tutto il 2023 è, tuttavia, subordinato alle seguenti condizioni: “Natuzzi Spa deve continuare ad onorare l’impegno di non procedere a licenziamenti collettivi, salvo intese di esodo volontario e non oppositivo; prima della sottoscrizione di eventuali intese presso il Ministero del Lavoro, l’azienda dovrà rendicontare circa gli impegni assunti nei precedenti accordi, soprattutto per quanto riguarda lo stato dei lavori per la riapertura del sito di Ginosa e i progressi ottenuti dal punto di vista ergonomico, attraverso il progetto Fabbrica 4.0; la Cassa integrazione sarà distribuita tra i lavoratori nella modalità più equa possibile e accogliendo le richieste provenienti dalle maestranze, nella compatibilità delle esigenze aziendali. Inoltre, le mansioni professionali saranno assegnate tenendo conto delle limitazioni fisiche già riconosciute ai lavoratori dai medici competenti; l’art. 6 dell’accordo del 28/6/2018 (indennità mensile di 150,00 Euro a carico dell’azienda) sarà interpretato in senso estensivo, riconoscendo la prevista indennità nei periodi in cui la retribuzione di ciascun lavoratore è coperta dalla sola Cigs”. Infine, il Comitato di Base Natuzzi Spa ha dato mandato al Coordinamento di chiedere alla controparte aziendale l’apertura dei negoziati in merito al Contratto Collettivo Integrativo Aziendale, subito dopo aver concluso l’esame congiunto per la proroga della Cigs presso Graviscella.
Dalla riunione di ieri è pero anche emerso come i fondi che dovevano arrivare da Invitalia tardino ad essere erogati. Si tratta dei fondi per l’Accordo di Programma che saranno disponibili fino al 31 dicembre 2023. Mentre sono sei i milioni provenienti dal Comitato di Coesione Territoriale sempre in relazione all’Accordo di Programma. Sicuramente nella prossima cabina di regia al MiSE se ne saprà di più.
(leggi tutti gli articoli sulla Natuzzi https://www.corriereditaranto.it/?s=natuzzi&submit=Go)